I confini di tre Paesi che si fondono in un unico abbraccio, il Mekong che scivola placido e lento, per sparire verso un cielo puntellato di stelle, di templi e antiche statue. Oggi, il nostro viaggio, si preannuncia particolarmente emozionante e suggestivo. Siamo nel famoso triangolo d’oro: Thailandia, Laos e Myanmar racchiudono una vastissima area, famosa negli anni Settanta, per l’antica e redditizia produzione di oppio.

Perché il triangolo d’oro

A differenza di ciò che il nome potrebbe suggerire, però, la denominazione di questa zona nell’estremo nord della Thailandia, non è da riferirsi a giacimenti minerali o auriferi, quanto alla coltivazione di papavero da oppio da cui, narcotrafficanti senza scrupoli, producevano pregiata eroina da rivendere nei maggiori mercati internazionali.

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Magnifico skyline della città con suggestive luci del tramonto.

Tour Triangolo d’oro: Thailandia, Myanmar e Laos da Vivere

Un viaggio nel triangolo d’oro, per un turista, rappresenta il sogno di una vita, una di quelle sfide da cogliere al volo. La parte settentrionale della Thailandia, infatti, è un invito a scoprire il lato più intimo e segreto del vecchio Siam, fatto di valli, dolci declivi e pendii, ricco di templi e reperti storici, di villaggi pittoreschi e remoti, di tribù dalle usanze arcaiche, dove il tempo sembra essersi inesorabilmente fermato.

Qui dove si avverte prepotente l’umidità stillata dalla giungla, dove i fiumi scorrono lenti e limacciosi, le tribù non conoscono altro che i propri villaggi, l’ambiente è brumoso, l’atmosfera è rarefatta, quasi immobile. Il nostro viaggio parte dalla tentacolare Bangkok, risale verso il Mekong puntando al nord, toccando i punti più spettacolari del triangolo, fino a penetrarne il cuore, giungendo finalmente a Sop Ruak.

Il viaggio sarà lungo, spossante affascinante. Ma niente potrà regalarci più emozioni dell’essere arrivati in una terra che appartiene a tutti e, nel contempo, a nessuno. Non vi sono molti cartelli che identifichino questo surreale confine: solo un vasto piazzale da cui s’intuiscono le frontiere tra i Paesi, mentre il fiume scorre incurante di regalare quelle immagini da cartolina che resteranno per sempre impresse nella mente dei viaggiatori.

Allora, siete pronti? Partiamo!

Triangolo d’oro: I luoghi chiave

Bangkok

Caotica, affollata e piena di tentazioni da cui è impossibile sottrarsi. Considerata una città ricca di contrasti, Bangkok non smette mai di sorprendere con il rumore delle sue vie trafficate, con il clamore dei suoi locali hot e il surreale silenzio che si respira nei suoi templi.

In visita a Bangkok, non si può che partire dall’opulento Palazzo del Re e dalla Wat Phra Kaew, la cappella Reale. Pagode d’oro, porticati, stucchi e piastrelle colorate fanno da contorno al Buddha di Smeraldo, la reliquia più venerata in Thailandia. Poco distante dal Palazzo Reale, il Wat Pho, il Tempio del Buddha sdraiato, con una monumentale statua dai piedi di madreperla.

Se si desidera una prospettiva dal fiume, navigando lungo il corso del Chao Praya, ci s’imbatte nel caratteristico tempio di Wat Arun, con le guglie svettanti verso l’alto, in perfetto stile khmer.

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Wat Arun, chiamato anche Tempio dell’alba per i meravigliosi effetti cromatici.

Chiang Mai

Situata circa 700 km a nord-ovest di Bangkok, la cittadina di Chiang Mai è in bilico costante tra il presente e il passato. Considerata la rosa del nord, Chiang Mai domina una valle verde e lussureggiante, impreziosita dalla presenza del massiccio Doi Suthep, alto 1700 m.

In cima al monte sacro di Chiang Mai, dopo aver percorso i ben 290 gradini della scalinata a forma di serpente, si arriva al tempio buddista Prathat Doi Suthep. Giunti in cima, la vista è mozzafiato: natura a perdita d’occhio e un’atmosfera intima e mistica che induce al silenzio e alla preghiera. Ma, Chiang Mai, fa rima anche con Don Inthanon, la vetta più alta di tutta la Thailandia. Da non perdere, il parco nazionale che prende il nome dall’omonimo monte: cascate, villaggi pittoreschi abitati dalle tribù locali, vallate e risaie a perdita d’occhio.  Meta di pellegrinaggio per gli appassionati di bird watching, il Don Inthanon National Park, ospita oltre 400 specie di uccelli, orsi bruni, macachi e, soprattutto, elefanti.

Chiang Rai

A circa 180 km da Chiang Mai, fondata nel 1262 dal Re Phaya Mangrai, Chiang Rai ha, da sempre, costituito la porta d’ingresso al triangolo d’Oro.  La prima cosa che balza all’occhio, è l’impressionante serie di templi sparsi per la città. Tra quelli più interessanti, spicca il vero simbolo della Thailandia, il Wat Rong Khun. Dal bianco perlaceo dell’esterno, con i minuscoli specchietti che catturano la luce e illuminano lo spazio circostante, il tempio sorprende, soprattutto, per i suoi interni.

Accanto ai tradizionali segni distintivi buddhisti, troviamo le scene apocalittiche del mondo moderno, ma con protagonisti Superman, Spiderman, Elvis e Michael Jackson. Da non perdere, inoltre, la montagna Phu Chi Fa.  Al confine con il Laos, verso il fiume Mekong, imperdibile sarà la vista su colline e altipiani thailandesi all’alba, circondati da fiori e coltivazioni di fragole, completamente immersi in un mare di nebbia.

Chiang Saen

Proseguendo il nostro tour verso il triangolo d’oro, si arriva a Chiang Saen, l’antica capitale del nord. Conosciuta con il nome di Ngoenyang fino al 1262 – quando Re Mengrai il Grande decise di eleggere Chiang Rai come nuova capitale – l’odierna Chiang Saen fu completamente rasa al suolo nel 1804 e poi ricostruita. Circondata per ben 4 km da antiche mura, la città è famosa per i suoi templi, tra cui risalta il Wat Chedi Luang – un imponente altare votivo, centro della Città Vecchia – e il Wat Phra Dhat Jom Kitti, con i suoi ben 383 scalini. Al confine con il Myanmar, è possibile imbattersi nelle donne giraffa, chiamate così per la forma allungata del collo, dovuta ai numerosi anelli di metallo che indossano sin dalla tenera età.

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Wat Phra Kaew, onsiderato il più sacro tempio buddhista in Thailandia, è detto anche Tempio del Buddha di smeraldo.

Sop Ruak

Ecco che si conclude il nostro tour: triangolo d’oro, finalmente! Sulle sponde del Mekong, sorge quest’antica città, fiorente centro dell’antico commercio dell’oppio. Oggi, rinomata località turistica, proprio grazie alla sua peculiarità, Sop Ruak vanta lussuosi hotel e rinomati resort. Proprio sul fiume sorge il Phra Chiang Saen Si Phaendin, il santuario che ospita una monumentale testa di Buddha dorata ma, soprattutto, quella balconata da cui ben si distinguono le tre frontiere.

Da non perdere, le crociere sul fiume: si punta prima verso nord, arrivando sulle coste birmane, per poi proseguire verso sud, sbarcare sulla riva opposta del Mekong e approdare sull’isola di Don Sao, in pieno Laos.

Piaciuto il nostro viaggio alla ricerca del triangolo d’oro? Thailandia, Birmania e Laos, così intimi e perfetti, di sicuro, non li avete mai nemmeno immaginati. Ma adesso è il tempo di andare: quest’affascinante tour, attende solo voi.