In un’ era contraddistinta dai viaggi intercontinentali low cost, dove con pochi euro si viene catapultati dall’altra parte del Globo, sono tornati di moda i viaggi “lenti”. Il treno, di per sé, è il mezzo slow per eccellenza che permette, stando comodamente seduti in poltrona, di veder scorrere dal finestrino una pellicola fatta di paesaggi, di volti, di stazioni e di cieli differenti. In Europa il Trenino Rosso del Bernina è un esempio eccellente di itinerario ferroviario: 60 km a scartamento ridotto tra Italia e Svizzera, arrivando fino ad oltre 4000 metri di altitudine! Una ferrovia mozzafiato divenuta Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2008.

Il percorso del Trenino Rosso del Bernina

Tutti in carrozza: la partenza

La partenza delle vetture è a Tirano, in provincia di Sondrio. Qui si può scegliere il tipo di vagone più adatto: riscaldato di inverno o cabrio e scoperto d’estate. Tutti in carrozza? Partiti! La sosta successiva è Campolongo: da qui passa il confine italo-svizzero che da il benvenuto nel canton Grigione. Da qui, poi, il treno inizia la sua lenta salita attraversando una zona di alberi da frutto che giunge a Campascio: ma è a Brusio che il percorso si fa straordinario! Da qui, infatti, il treno (che ricordiamo viaggia su una ferrovia a scartamento ridotto) attraversa un viadotto elicoidale che consente di affrontare il dislivello di 30 metri con la sola forza dell’energia idroelettrica!

Oltre il viadotto a 180°

Superato il viadotto, il treno raggiunge Poschiavo, elegante località ricca di piccoli musei e collezioni: da qui ci si addentra nella Val di Pila iniziando già a saggiare il profumo del Bernina. Mentre al buio delle gallerie il treno compie un giro di 180 gradi, il treno ferma a Cavaglia: qui il viaggiatore non può perdersi “le marmitte dei giganti”, 28 buche nella roccia frutto delle glaciazioni susseguitesi nel corso delle varie ere geologiche.

Lasciata alle spalle la piana di Cavaglia, il serpentone rosso si inerpica fino al laghetto Palù per poi raggiungere Alp Gruem, meta da sogno per escursionisti e amanti della fotografia. Si giunge poi ad Ospizio Bernina, a 2330 metri e, superato l’incantevole lago Bianco, si giunge a Berninina Lagalb, stazione sciistica dove ci si può godere una sfrecciata sulla neve a gran velocità, esattamente come a Bernina Diavolezza, alcuni km dopo, dove scii e trekking fanno da padrone.

L’imperdibile sosta: Morteratsch

Imperdibile la sosta a Morteratsch dove la lingua del ghiacciaio del Bernina sembra quasi salutare i viaggiatori arrivati fin qui. Siamo ormai a pochi km dalla fine del nostro viaggio: Pontresina, penultima fermata, deve la sua fama a Clara Chris, giovane imprenditrice turistica che ebbe l’intuizione di affittare le stanze in esubero presso la sua casa. Ed ecco che il treno giunge alla sua meta finale: la prestigiosa St. Moritz, la città del “clima champagne”. Si scende signori!

Il Trenino Rosso de Bernina: alcuni consigli

L’itinerario del Trenino Rosso è di appena 60 km da percorrere in circa 2 ore e 20 minuti. Trattandosi di un itinerario da gustare fermata per fermata, programmate di dedicare un’intera giornata a questo viaggio. Il consiglio è quello di partire con le vetture del primo mattino in modo da avere a disposizione tutta la giornata per compiere il tour: in ogni caso non preoccupatevi, ogni ora c’è un treno in partenza che vi attende. L’ideale è quello di dedicare a questo itinerario più giorni, bighellonando qui e lì tra le Alpi: il biglietto a/r, infatti, permette di salire e scendere dal treno, visitare la città in cui sostate, e ripartire quando desiderate.

Il Trenino Rosso del Bernina è, inoltre, bike-friendly: potete salire a bordo assieme alle vostre bici a meno che non si espressamente vietato. Esistono diverse combinazioni di tariffe, per la prima e seconda classe, e anche pass validi per più giorni come, ad esempio, il pass Grigioni.

Ce n’è davvero per tutti i gusti nel mondo del Trenino Rosso del Bernina: non resta che armarsi di zaino, sci e occhi sgranati…tutti in carrozza, vanno in scena le Alpi!