La domanda legittima è: “Ma non era Matera capitale europea della cultura 2019”? La risposta è si, ma non da sola. Infatti la speciale designazione culturale conferita dall’UE prevede un duo speciale a rappresentare la bellezza europea: accanto all’italiana città dei sassi vi è Plovdiv, la città bulgara nota per essere stata l’antica Filippopoli, storica capitale della Tracia. Plovdiv sorge su sette colli proprio come Roma, indiscussi protagonisti della sua trasformazione nel tempo che l’ha portata ad essere definita la Firenze bulgara per via della sua commistione di arte, storia e cultura. Andiamo a conoscere, quindi, la seconda città della Bulgaria dopo Sofia attraverso 5 luoghi simbolo!

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Caratteristiche case da poter ammirare nel centro storico di Plovdiv.

Il Teatro romano

Venne eretto sotto il regno di Traiano tra il 114 e il 117. Con un ampia cavea era in grado di ospitare fino a 7000 spettatori divisi in 28 file. Le sedute erano divise in 10 settori, uno per ogni quartiere della città del quale recava scolpito il nome. Il teatro venne parzialmente distrutto nel V secolo dagli Unni per essere riscoperto, per assoluto caso, nel 1978 durante dei lavori di consolidamento stradale. Oggi è possibile vedere circa 14 gradinate nella cavea e alcuni resti del proscenio e dellascena. Oggi viene utilizzato per spettacoli teatrali e concerti, soprattutto d’estate, ed è divenuto, a ragion veduta il simbolo della designazione a capitale europea della cultura 2019!

I resti romani

Nel centro di Plovdiv sorgeva invece l’Ippodromo romano, lo stadio che ospitava oltre 30mila persone. Al suo interno si svolgevano gare atletiche e competizioni sportive come i giochi Kendrijski, in onore del dio Apollo, e Alessandrini, in onore di Alessandro Magno. Quando l’Imperatore Teodosio proibì queste manifestazioni sportive, lo stadio venne utilizzato esclusivamente per le corse con i carri.

Altro luogo cardine dell’epoca romana è il Foro, costruito nel II secolo e antico cuore della città. Il suo perimetro era quadrato e misurava 136 metri per 184, contornato da colonne. Sul lato est, ovest e sud si trovavano gli antichi magazzini mentre a nord sorgevano le residenze e i palazzi notabili. Nella zona nord-est sono ancora visibili i resti dell’Odeon, costruito da Vespasiano e che ospita un teatro di circa 350 posti.

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Magnifici resti resti dell’Odeon.

Le case dei vecchi commercianti

Queste vecchie abitazioni di commercianti e artigiani, fin dalla prima metà del 1800, iniziarono a  decorare la collina della Vecchia città di Plovdiv. Tra queste la casa di Klianti, una delle meglio conservate del periodo del Rinascimento bulgaro. La sua architettura è unica ed è un caleidoscopio di decorazioni suo soffitti, negli arredi e sui pavimento. Altrettanto incantevole è la casa di Balabanov, caratterizzata da un lungo vestibolo e altissimi soffitti. Non stupitevi se il piano di sopra è più largo di quello inferiore: in zona era un vecchio stratagemma per evadere le tasse… era invece l’abitazione del ricco commerciante e imprenditore Hindliyan: è la più ricca di ornamenti come, ad esempio, affreschi e dipinti che ritraggono Costantinopoli, Venezia e Alessandria d’Egitto.

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I ricchi ornamenti presenti nella casa di Stephan Hindliyan.

Cattedrale cattolica di San Luigi dei Francesi

Combinazione tra neoclassicismo e neobarocco, la Cattedrale di San Luigi dei Francesi era fino al 2006 la chiesa cattolica più grande di tutta la Bulgaria. Venne eretta per sostituire la piccola chiesa cattolica preesistente. Le fondamenta furono gettate nel 1858 mentre la chiesa venne consacrata nel 1861. Gravemente danneggiata nel 1931 per via di un incendio, è stata ristrutturata e impreziosita con gli affreschi di Krastyo Stamatov per essere nuovamente inaugurata nel 1932. Qui è sepolta Maria Luisa di Borbone-Parma, principessa di Bulgaria

Il Museo Archeologico Regionale

Inaugurato nel 1882, custodisce oltre 100mila reperti appartenenti alla città di Plovdiv e ai suoi dintorni. Uno dei più preziosi è un tesoro, fra i più importanti della Tracia: venne scoperto nel 1949 a Panagyurishte, nei dintorni di Plovdiv, ed è composto da oggetti in oro datati tra la fine del IV secolo e l’inizio del III secolo a.C. e appartenenti al re della tribù Odrisi. Si tratta di un piatto e di otto rhyta, ovvero contenitori, decorati con teste di ariete, cervo oppure visi di amazzoni. Altrettanto preziosi sono i resti provenienti dalla tradizione artistica greca, bizantina e romana come le tradizionali ceramiche a figure rosse  e nere.

Plovdiv si appresta a vivere un momento di rinascita e crescita culturale: la designazione a capitale europea della cultura 2019 porterà nuova linfa vitale in questo angolo depresso d’Europa caduto nell’oblio dopo la caduta del regime comunista. E voi, siete pronti a scoprire il Vicino Oriente?

Photo credit:

Foto copertina: by Dennis JarvisBulgaria-0785 – Roman Theatre of Philippopolis – CC BY-SA 2.0

Foto 2: by Dennis JarvisBulgaria-0819 – Roman Odeon – CC BY-SA 2.0

Foto 3: by RamónCasa Hindliyan – 09 – CC BY-SA 2.0