Una storia millenaria baciata dalla geologia ha fatto di questa cittadina un luogo incantato. Siamo a Pitigliano, uno dei Borghi più belli d’Italia, in provincia di Grosseto, noto ai più anche come la Piccola Gerusalemme per via della convivenza armoniosa tra cristiani e ebrei a partire dalla fine del Quattrocento.

Un vero scenario da fiaba, incastonato su un crinale delimitato da valli verdissime: una città scavata nel tufo dove il tempo ha disegnato pareti altissime, caverne e case-torri. Questo e molto altro è Pitigliano: cosa vedere in questa meraviglia che brilla dalla preistoria? Andiamo a scoprirlo tra storia, geologia, riti e gusto!

Pitigliano: cosa vedere tra percorso ebraico e meraviglie cittadine

Il primo impatto del viaggiatore con Pitigliano è emozionante e lascia senza fiato già alla prima curva, quando il borgo inciso su un tamburo di tufo compare all’orizzonte, adornato a fondovalle dai corsi d’acqua Lente, Meleta e Prochio.

Le testimonianze raccontano che il borgo fosse già abitato dagli Etruschi per poi divenire, dopo l’anno Mille, feudo della famiglia Aldobrandeschi prima, degli Orsini poi. Fu solo nel Seicento che il borgo venne annesso al granducato di Toscana sotto il dominio dei Medici: iniziò così per Pitigliano un’era di declino.

Tre fontane costituiscono il terminale dell’acquedotto e lasciano spazio alla ampia piazza della Repubblica. Sulla piazza principale, fiancheggiando le arcate dell’acquedotto mediceo, si trova il grandioso Palazzo Orsini, risalente al Trecento: modificato più volte, si apre in un ampio cortile interno, con un bel puteale e un ricco portale rinascimentale.

Proseguendo in via Roma si giunge a piazza San Gregorio dove si staglia la Cattedrale: ad un’unica navata e con la faccia settecentesca è un tutt’uno con il Loggiato del Palazzo della Comunità e il Monumento alla progenie Orsina, pilastro di travertino finemente decorato, alla cui sommità si trova l’orso araldico a ricordare la forza e l’astuzia degli Orsini.

Oltre la Cattedrale si estende il Borgo medioevale: passeggiando tra i vicoli, ci si imbatte nel celebre ghetto ebraico, meta imperdibile di ogni visitatore. Lo splendido borgo, infatti, è noto anche come la Piccola Gerusalemme per via della comunità ebraica che qui si stabilì a partire dal XV secolo. Un suggestivo percorso, oggi, si snoda tra la Sinagoga, il cimitero ebraico, il forno per la cottura del pane azimo, la scuola ebraica, la cantina per la vinificazione del vino kasher, la macelleria e la tintoria.

Imperdibile è la Chiesa di Santa Maria, risalente al XII secolo, forse la più antica della città del tufo: da qui si giunge alla Porta di Sovana da cui si gode di una vista magnifica sulla città. Poco fuori dall’abitato, a circa 1 km dal Borgo, si trova il Parco Orsini: statue rupestri e sedili scavati nel tufo testimoniano il passato illustre e il legame della città con la famiglia gentilizia.

Pitigliano, tuttavia, non è solo storia ma anche relax e benessere: ne sono testimonianza le terme che sorgono in località Valle Orientina, caratterizzate da una sorgente di acque termale che sgorga ad una temperatura di circa 37 °: intorno alla metà dell’Ottocento qui venne costruito un fabbricato dotato di due vasche per la raccolta della acque che diventarono per tutti i “Bagnetti degli Ebrei”.

Pitigliano e i suoi eventi

Che dire poi degli eventi che animano il piccolo borgo? Ad esempio, ogni anno, il 19 marzo ha luogo la torciata di San Giuseppe, durante la quale 40 uomini incappucciati risalgono dalla valle fino al centro del paese con delle torce con cui danno fuoco ad un grande totem di canne che simboleggia l’inverno a cui si da la morte.

A celebrare, invece, la primavera è la Festa dell’Infiorata che ogni anno, in occasione della domenica del Corpus Domini, ricopre tutte le strade del borgo con un tappeto di petali di fiori. Ma ce n’è anche per i golosi! A settembre si celebra a Pitigliano “Settembre di Vino”, manifestazione che coniuga musica, vini locali come il Bianco di Pitigliano o il Rosso di Sovana, e delizie locali come il tortello dolce, il tozzetto, la focaccia bastarda e le pregiati carni alla griglia.

Ma le meraviglie della zona legate alla firma nel tempo non si fermano a Pitigliano: cosa vedere, infatti, nei dintorni? Senza dubbio, chi arriva fin qui non può perde le cosiddette “vie cave”, percorsi profondi, dalle pareti altissime ricavati scavando la pietra. Alcune superano il km con pareti che vano oltre i 20 metri: fra queste le più note sono quelle di San Giuseppe, San Rocco, della Madonna delle Grazie e quella del Gradone che ospita, tra l’altro, un museo all’aperto con attività didattiche.

Questa la nostra cartolina da Pitigliano: cosa vedere, cosa mangiare e cosa fare nella Piccola Gerusalemme del tufo!