Palermo, città mosaico dalle mille espressioni sarà il simbolo della bellezza italiana nel 2018. Il capoluogo siciliano, infatti, sarà capitale italiana della cultura 2018

Quasi un milione di abitanti, è l’esatta espressione delle diverse culture europee che dialogano con il mondo arabo e mediorientale: un valore simbolico quanto mai necessario in un momento storico così segnato dalle migrazioni. Palermo è melting pot per DNA: basta osservare il suo paesaggio, la sua lingua, i suoi profumi, le sue bellezze architettoniche e il suo tessuto urbano. Un concentrato di belle qualità simbolicamente riassunto nella Lapide Quadrilingue, stele funeraria del 1149 (oggi custodita gelosamente nel Palazzo della Zisa) redatta in latino, greco, ebraico e arabo, simbolo della multietnicità della corte di Ruggero II.

La città, che ha battuto Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo Torinese e Trento, riceverà un milione di euro che si sommeranno a 6,4 milioni di investimenti previsti. Una macchina amministrativa che già rugge, pronta a partire.

Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018: il progetto

L’elezione di Palermo a capitale italiana della cultura 2018 è il riconoscimento ad un dossier di candidatura traboccante di bellezza e novità: la programmazione delle attività, infatti, coinvolgerà tutta l’area compresa fra Monreale fino a Castelbuono, attraversando Palermo e i comuni costieri come Cefalù e Bagheria. Una scelta precisa, che ha voluto eleggere l’itinerario arabo-normanno (Monreale, Palermo, Cefalù) come filo conduttore di questi 12 mesi di “Regno”.

L’idea di comprende anche Castelbuono è sta invece da due esigenze: da un lato, quella di includere l’area madonita per le sue bellezze naturalistiche, dall’altro, la buona pratica del museo di Castelbuono, che si è distinto negli ultimi anni per la sua abilità nel creare un connubio tra arte contemporanea e tradizione. Stessa cosa dicasi per Bagheria, la cui ricchezza monumentale e culturale, l’esperienza del museo Guttuso, la schiera delle ville nobiliari, la sua vocazione cinematografica e letteraria non potevano non essere incluse in questa sinfonia progettuale.

Maggiori dettagli: http://www.palermo2018.it/

I 4 poli di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018

Il progetto Palermo 2018 prevede una forte sinergia tra istituzioni e associazionismo culturale con il coinvolgimento dell’Accademia delle Belle Arti e del Conservatorio Vincenzo Bellini. I luoghi simbolo di questi 365 giorni di fervore saranno invece Palazzo Butera, i Cantieri Culturali alla Zisa, il Teatro Massimo, Palazzo Santa Elia, il Loggiato di San Bartolomeo, lo Spasimo, Palazzo Branciforte, il Complesso di Sant’Anna della Misericordia e il Museo Civico di Castelbuono. A tutti gli eventi previsti si aggiungerà, poi, la tanto attesa biennale d’arte contemporanea internazionale “Manifesta 12”.

Ma la vera eredità che Palermo 2018 lascerà alla Sicilia e all’Italia intera sarà la riorganizzazione degli spazi culturali secondo il criterio dei 4 poli:

  1. il Polo Teatrale cittadino: Teatro Montevergini, Teatro Garibaldi, Sala della Seta e lo Sasimo;
  2. il Polo Espositivo: GAM, palazzo Ziino, ZAC e Ecomuseo del Mare;
  3. il Polo Archivistico Bibliotecario: Biblioteca Comunale e Archivio Storico;
  4. il Polo Etno-Antropologico: Museo Pitrè e Palazzo Tarallo.

Ma Palermo Capitale italiana della cultura 2018 sarà soprattutto una manifestazione all’insegna della lotta alla Mafia come principio simbolo da cui si generano tutti gli altri: la liberazione dal condizionamento culturale della mafia, infatti, è il presupposto essenziale per l’affermazione del diritto alla cultura e della tutela del patrimonio materiale e immateriale che ha reso la Sicilia un paradiso mondiale.