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Viaggio nel Mondo dei Pink Floyd

Viaggio nei luoghi di pink floydiana memoria: da Cambridge a Pompei, da Anzio a Venezia passando per Berlino e sulle macerie di un Muro che rinasce dalle ceneri come i Pink Floyd

Viaggio nel Mondo dei Pink Floyd

Per iniziare questo viaggio nei luoghi dell'universo Pink Floyd, tra le Rock Band più famose al mondo, quasi duecento milioni di dischi venduti, primo fra tutti il capolavoro The Dark Side of The Moon, in testa alle classifiche mondiali da quattro decenni, bisogna partire da Cambridge, nel Regno Unito.

La nota città universitaria inglese che ha dato i natali a Roger Keith - per tutti - Syd Barrett, uno dei fondatori del gruppo, nonché chitarrista, voce principale e compositore, prima che David Gilmour, anch'egli originario della zona, lo affiancasse e successivamente sostituisse, a causa dell'instabile condizione mentale di Barrett, dedito all'uso ed abuso di sostanze allucinogene.

Eh sì, probabilmente se avessero analizzato l'acqua dei canali della cittadina inglese negli anni ’60, avrebbero trovato un bel po' di acido lisergico (LSD), molto in voga tra gli studenti delle famiglie blasonate di allora.

Iniziamo il tour dalla County High School, frequentata da Barrett e Roger Waters, nativo del Surrey ma trasferitosi a Cambridge dopo la morte del padre in guerra, che pare aver ispirato il famigerato testo "we don't need no education... hey teacher leave us kids alone..." del brano The Wall , oltre che alla  figura del minaccioso "teacher" che campeggia nella imponente scenografia dello show di The Wall

Le tappe successive sono il Cambridge Tech, luogo d’incontro tra Barrett e Gilmour e primo palco dei Pink Floyd nel '66, e l'odierna Libreria Waterstone (ex Dot club) dove si esibirono qualche mese dopo. I più curiosi invece non possono perdere i luoghi più intimi della band e dei suoi componenti, ovvero, le loro vecchie abitazioni. Si parte da casa Barrett al 183 di Hills Road, dove i ragazzi si ritrovavano e provavano nella stanza sul retro, dal '62 come Geoff Mott and the Mottoes (capitanati dallo stesso Mott), in seguito con il nome di Tea Set ed infine come The Pink Floyd Sound, successivamente abbreviato nel nome passato alla storia. L'indirizzo dell'allora vedova Waters la dice lunga sul futuro del figlio Roger: Rock Road, mentre la casa dei Gilmour si trovava al 103 di Grantchester Meadows, resa nota dall'omonimo brano contenuto nell'album Ummagumma. Inoltre, in St Margaret's Square a pochi passi da Rock Rd. vi è la casa, ora in vendita, dove Syd Barrett ha passato gli ultimi anni della sua vita, fino al 2006.

Cambridge è tutt'ora una tranquilla cittadina medioevale molto affascinante, da gustarsi con calma, in bicicletta, facendo "punting" sulle tipiche barche tra i canali. E poi sorseggiando una fresca birra "Ale", magari al Flying Pig Pub in Hills Road.

Il maiale tra le ciminiere della centrale di Battersea Park, la copertina di AnimalsSempre in UK è d'obbligo una visita a Londra: ai mitici Abbey Road Studios, gli studi di registrazione più noti per il sound dei Beatles, ai Britannia Row Studios di Islington, dove invece hanno preso vita la maggior parte degli album della band. Il Politecnico di Regent Street, dove ha studiato Roger Waters e da cui ha poi preso in prestito il coro di ragazzi per le registrazioni di The Wall. Immancabile inoltre la visita alla centrale di Battersea Park, sfondo della copertina di Animals, quella con il maiale tra le ciminiere per intenderci. Per realizzarla, i Pink Floyd fecero costruire un gigantesco maiale riempito di elio, assicurato con un cavo d'acciaio e fatto volare tra le ciminiere della vecchia centrale a carbone, molto vicino all'aeroporto di Gatwick. Pare che un aereo della TWA in arrivo dagli USA avesse riportato alla torre di controllo tra le risate generali, di aver avvistato un grande maiale rosa che volava nel cielo sopra le piste d'atterraggio...  

Voliamo ora in Italia e visitiamo qualche luogo cult per i fans del Bel Paese e non solo. Si parte dalla strafamosa Pompei, dove la band ha registrato uno dei filmati più celebri della loro carriera "Pink Floyd Live at Pompeii", girato nell'ottobre del '71 tra i fumi della solfatara di Pozzuoli e nell'Arena Romana di Pompei. Di certo una visita agli scavi Pompeiani vale sempre la pena, anche al di là delle curiosità e motivazioni musicali. La seconda tappa Italiana è a poche centinaia di chilometri più a nord: Anzio e Aprilia, rispettivamente le città dove è sepolto e dove è caduto, il 18 aprile del 1944, Eric Fletcher Waters, soldato pacifista e padre di Roger, celebrato in una strofa di "When the Tigers Broke Free": 

And no one survived /
From the Royal Fusiliers Company C /
They were all left behind /
Most of them dead /
The rest of them dying.

Più precisamente al fosso della Moletta, vicino al tristemente noto "Campo di Carne" dove migliaia di soldati Inglesi ed Americani sono caduti sul finire della II guerra mondiale. A 70 anni dalla morte del padre, Roger si e recato nelle due città laziali per commemorarlo.

Il concerto dei Pink FLoyd Venezia '89
Restando in Italia, non può mancare una visita a Venezia, nella leggendaria cornice di Piazza San Marco, dove il 15 luglio '89, durante la popolare festa del Redentore, si è svolto il più famoso concerto dei Pink Floyd in Italia e, forse, nel mondo. Anche grazie alle mille polemiche che l'hanno preceduto e seguito: titoli sui giornali che proclamavano "Il Disastro dei Pink Floyd"  - "Concerto tra Sogno e Incubo" - o come 25 anni dopo il giornalista ed amico Giò Alajmo del Gazzettino di Venezia ha scritto ricordando l'evento: "uno degli eventi rimasti nella memoria come una specie di catastrofe, di tentato suicidio di una città che non seppe organizzare l’invasione dei fan di una delle più popolari rock band del mondo trovandosi alla fine a subirne l’assalto fortunatamente pacifico nella peggiore condizione possibile".

Il disastro post Venezia '89
In attesa di un futuro viaggio sulla "Faccia oscura della Luna", la tappa finale del nostro viaggio Floydiano non poteva che essere Berlino: dove ha preso forma lo spettacolo The Wall, lì dove il Muro aveva regnato ed era da poco caduto, non erano però i Pink Floyd, ma solo Roger Waters, uscito dalla sua band e dedito alla sua carriera solista. Ospiti della memorabile kermesse furono: Bryan Adams, Ute Lemper, Cindy Luper, Van Morrison, Paddy Moloney (the Chieftains) Joni Mitchell, Marianne Faithful, Thomas Dolby, Scorpions e Sinead O'Connor. In Potsdamer Platz si attendevano 250.000 persone ma ne arrivarono almeno 300.000, più che a Venezia ma, a differenza della Serenissima, la Teutonica Capitale resse benissimo all'impatto.
Pochi giorni fa si sono celebrati, in una Berlino festosa, rinata e multirazziale, i 25 anni dalla caduta della cortina di ferro, in una Germania liberale e democratica. Ma i "muri" sia veri che virtuali, purtroppo si continuano a costruire e moltiplicare: al confine tra Palestina ed Israele, tra Messico e Stati Uniti... addirittura tra i membri degli stessi Pink Floyd, le cui battaglie legali sembrano aver lasciato cicatrici profonde e divisioni incolmabili.

Sarcasticamente, un giorno dopo il 25° anniversario della caduta del Muro di Berlino, il 10 Novembre, è uscito l'ultimo - letteralmente - album dei Pink Floyd (senza Waters): The Endless River, con brani composti da Gilmour, Mason e Wright, prima della sua dipartita nel 2008.

Insomma, anche a distanze di anni e tra mille vicissitudini, il Fiume infinito dei Pink Floyd continua a scorrere.

The Endless River

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