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Viaggio a Capo Nord: verso il "sole di mezzanotte"

Dagli anni 60 il viaggio a Capo Nord è il raid principe di turisti ed amanti dell'avventura che qui accorrono per gustarsi il "sole di mezzanotte"

Viaggio a Capo Nord: verso il "sole di mezzanotte"

Come per molti figli con genitori cresciuti negli anni Sessanta e Settanta, il viaggio a Capo Nord è stato un leit motive della mia infanzia. Nella mia mente entrava possente il racconto di quel viaggio improbabile in cui mio padre e i suoi fratelli, anno 1978, raggiunsero il punto più a nord d’Europa a bordo di una sgangherata Fiat 127 azzurra. Esattamente come il ravvennate Francesco Negri che compì questo viaggio nel XVII secolo, a partire dagli anni Sessanta, Capo Nord è divenuto meta ogni anno di numerosissimi "pellegrinaggi" di viaggiatori che, ancora oggi, scelgono di arrivare fino a questa lingua estrema di Norvegia per godersi il sole di mezzanotte: qui infatti, per effetto della rotazione terrestre, per sei mesi l’anno il sole non va mai a dormire. 
 

L'auto di Francesca protagonista del viaggio verso CaponordIl padre e lo zio di Francesca a Caponord nel 1978 con la Fiat 127

La domanda è lecita: cosa c’è a Capo Nord? 

Tutto e niente. Non vi sono chiese, né piazze, né monumenti. Solo il tetto d’Europa, la meta, il luogo dove dopo “non v’è niente più”. Una sfida con la terra, la stanchezza e i chilometri, che lascerà con le lacrime agli occhi anche i più duri. Perché? Non so dirvelo. Posso solo raccontarvi come anche io, a 30 anni esatti dall’impresa compiuta da mio padre, sono giunta a Capo Nord. Su quattro ruote, ovviamente.

Tappa1 - Taranto-Brennero: ben 1100 km in direzione “assoluto nord”! Ed è con questa lunga galoppata autostradale che si conclude la prima tappa verso Capo Nord.
 

Tappa 2 - Brennero-Puttgarden: una tappa leggermente più lunga, anche questa solo di chilometri e tanto… finestrino. Ma il sole di mezzanotte, lì a Capo Nord, è quasi agli sgoccioli. Ergo, se non si vuole perdere questo spettacolo, questi 1300 km di A7 tra Austria e Germania vanno macinati. Attenzione: in Austria l’autostrada prevede un pedaggio preventivo, acquistando la cosiddetta vignette, una sorta di mega francobollo che, avendo lettore magnetico, segnala il pagamento del pedaggio.

La potete facilmente acquistare al confine o presso altri esercizi commerciali. Per quanto riguarda la Germania, invece, fantastica notizia: l’autobahn, l’autostrada, è gratis! Sempre! Giunti a Puttgarden, ci fermiamo al Puttgarden Camping dove, in piena notte e sotto la pioggia, montiamo le tende;
 

Il traghetto Puttgarden-Rodby della Scandlines, uno dei mezzi per superare una tappa verso Caponord

Tappa 3 - Puttgarden-Stoccolma: è l’alba quando ripartiamo e la Germania ci saluta con un meraviglioso arcobaleno in un cielo ancora plumbeo.

Appena lasciata Puttgarden un gigantesco casello autostradale ci conduce verso…il mare!

Qui, infatti, ci imbarchiamo per raggiungere la costa danese su un traghetto della Scandlinesche in 45 minuti ci fa approdare in Danimarca. Ma attenzione, questa sarà solo terra di passaggio: proseguiamo infatti verso est sino ad aggirare Copenaghen. Da cui attraverseremo il Ponte di Øresund (una complessa struttura costituita da un viadotto più un tunnel sotterraneo più un altro tratto di viadotto), che ci fa raggiungere, dopo 15 chilometri e 45 euro di pedaggio, Malmö in Svezia. Proseguiamo in direzione nord est lungo la E4 per 600 kilometri e, esausti, raggiungiamo Stoccolma.
 

Tappa 4 - Stoccolma-Trondheim: dopo tre lunghe tappe abbandoniamo le 4 ruote per le due gambe per visitare sotto la pioggia inclemente Stoccolma. Facciamo base a circa 30 km dal centro cittadino, al Farstanäs Havsbad Camping. Il nostro primo obiettivo è Gamla Stan, la città vecchia in cui ci perdiamo tra le mille stradine e i palazzi variopinti che, nonostante tutto, non stonano con i fasti della capitale. Visitiamo il Palazzo Reale, il Kunglida Slottet, costruito nel 1760 per sostituire il precedente distrutto in un incendio.

Le caratteristiche case colorate di Trondheim, tappa del viaggio verso Caponord

Ma restiamo davvero a bocca aperta quando, a pochi minuti dalla città vecchia raggiungiamo l’isola di Ojurgardsbrunnsviken (rinunciate a pronunciarlo, per i non svedesi è quasi impossibile) per visitare il Vasamuseet. Un enorme museo costruito attorno al relitto del "Vasa", il vascello da guerra affondato il giorno stesso della sua inaugurazione, il 10 agosto 1628.

L’imponenza dei suoi 69 metri di altezza incute timore riverenziale mentre, scorrendo da un piano all’altro ci aggiriamo tra cannoni, cordami, sartie e… scheletri. Abbandonato il relitto del Vasa, ci spostiamo verso il Municipio: qui, nella famosa sala blu, il 10 dicembre di ogni anno vengono consegnati i premi Nobel. Ma il tempo ci rincorre. Dopo appena 48 ore immersi nell’eleganza nordica di Stoccolma ripartiamo: direzione nord ovest, verso il fiordo di Trondheim.

Tappa 5 - Trondheim-Lulea: Trondheim ci accoglie con un insolito tepore. Questa piccola cittadina, situata al centro dell’omonimo fiordo, fu capitale della Norvegia sino al 1217. Ci concediamo una lunga giornata di passeggio tra la Nordre Gate e la Olav Tryggvasons Gate, cuore della città. Ma è la vecchia zona dei Bryggen(i vecchi magazzini portuali) ad attirarci: questi vecchi edifici in legno sono stati trasformati in locali alla moda per partecipare alla moderna vita cittadina.

La splendida Cattedrale gotica di Trondheim, Norvegia
Infine, visitiamo la Cattedrale: in stile gotico-romanico, fu il luogo in cui sono stati incoronati i sovrani di Norvegia sino al 1904. Ripartiamo il giorno seguente, puntando 850 km a nord est, per una vera follia fuori programma.Decidiamo, infatti, di sconfinare nuovamente in Svezia per visitare Lulea: questa cittadina di 50 mila abitanti possiede un borgo centrale, il Gammelstad, dichiarato nel 1996 patrimonio dell’umanità UNESCO. Al suo centro si trova una chiesetta in pietra risalente agli inizi del XV secolo intorno alla quale sono state costruite 424 case in legno: lo scopo era quello di ospitare i fedeli giunti qui dal circondario la domenica o nei giorni di festa. Una sola cosa non riusciamo a spiegarci: perché ogni tanto sbucano dal nulla vecchie auto americane degli anni Cinquanta? Chissà, nordici misteri!

Tappa 6 - Lulea-Rovaniemi: finalmente una mini tappa! Percorsi 250 km a nord est raggiungiamo Rovaniemi. La città, che ci accoglie nella Finlandia lappone, non è una città qualunque. E’, infatti, la città di sua maestà Santa Claus: Babbo Natale. Il freddo, qui inizia a divenire davvero insostenibile: del resto da qui passa il Circolo Polare Artico!Capo Nord si avvicina sempre più.

Decidiamo che, nonostante il nostro equipaggio sia composto da bambini ultracresciuti, è il caso di fermarsi per una notte. Sono infatti le 18.00 passate e Babbo Natale, come reca il cartello davanti al Santa Klaus Village, “riceve tutti i bambini del mondo”, ogni giorno dalle 9.00 alle 18.00. 
 

L'ufficio postale di Babbo Natale al Santa Klaus Village di Rovaniemi, nella Lapponia finlandese

Non si può mancare a questo appuntamento con l’infanzia. Così, dopo la prima vera notte nordica, con poco buio e tanto freddo, l’indomani siamo al cospetto di due elfi, con tanto di cartellino con scritto “visitors” al collo. Ci viene consegnata una mappa e con questa tra finti ghiacci, rumori inquietanti, ponti e scricchiolii approdiamo davanti ad una porta dorata.

Al solo udire un “Ehi oh, please come here” (Ehi, entrate pure!) come solo “lui” saprebbe fare, perdiamo tutto l'aplomb da adulti, emettendo gridolini di stupore ed euforia. Ebbene si, lui è lì, rosso più che mai, con la sua lunga barba bianca e i suoi occhialini: ma allora esiste!
 

L'affascinante Cattedrale Artica di Trmoso, Norvegia

Tappa 7 - Rovaniemi-Tromso: direzione nord ovest, percorriamo 600 km lungo la E8 in questa tappa di trasferimento (iniziamo ad incrociare sulla strada i primi branchi di renne) che ci porterà a godere per una sola giornata della cittadina di Tromso.

Un gioiello nordico elegante e accogliente, dove incontriamo i primi lapponi in abiti tradizionali che si mescolano tra gli abitanti del centro cittadino. Nel corso del Novecento, da qui, sono partiti grandi esploratori come Fridtjof Nansen, Umberto Nobile Roald Amundsen, a cui la città ha dedicato un’imponente statua.

Non possiamo andar via da qui senza aver visitato la Cattedrale Artica: costruita nel 1965, è l'edificio più rappresentativo della città grazie alla sua particolare struttura ispirata al paesaggio della Norvegia del Nord. In estate, grazie alla sua fantastica acustica, questo luogo ospita i noti "concerti del sole di mezzanotte".


Tappa 8 - Tromso-Capo Nord: la tappa finale, un misto di stanchezza e adrenalina pura.Lasciata Tromso la nostra bussola segnerà nord est per 600 km. Raggiungiamo dapprima Honnisvag, l’ultimo comune prima di Capo Nord. Decidiamo di “fare casa” al Midnattsol Camping, all’interno delle casette dei pescatori che vengono messe a disposizione dei turisti. 

Paesaggio lungo l'ultimo tratto di costa prima di raggiungere CaponordLiberati dalle zavorre dei bagagli ora dobbiamo proseguire per pochissimi chilometri tra le curve. Il silenzio è irreale, il freddo insopportabile e il sole per magia è sospeso all’orizzonte. Sono le undici di sera la terra, qui, ha smesso di girare. Viaggiamo nel nulla per pochi minuti quando, all’improvviso, la strada si snoda in un unico serpentone nero dritto: l'asfalto termina a picco sul mare, dove un cartello sgangherato reca la scritta: Nordkapp N 71° 10' 21"

Ce l’abbiamo fatta! Nel grande piazzale artificiale (l’accesso costa circa 30 euro, ma permette di accedervi per 48 ore) è stato costruita la Nordkapphallen, una struttura informativa che al suo interno comprende: un ristorante, negozi di souvenir ed una galleria scavata nella roccia che termina in una sala dove, attraverso una enorme vetrata, è possibile ammirare il sole di mezzanotte comodamente seduti. 

La folla si raduna sul piazzale Caponord per ammirare lo spettacolo del sole di mezzanotte

Noi, invece, lo guardiamo da fuori, trovandoci a fissare l’orizzonte in silenzio irreale, interrotto solo dal rumore dei nostri passi sulla ghiaia. Oltre, a noi comuni mortali, non è concesso andare. E’ notte fonda, e baciati da un sole scintillante come a mezzogiorno, il nostro viaggio si chiude fra le lacrime e la gioia, immersi fra decine e decine di persone venute ad onorare il grande nord. 

Qui, a Capo Nord, dove tutte le generazioni si abbracciano come in una strana, freddissima, macchina del tempo.

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