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Viaggiare in Kenya dopo la strage di Garissa

A una settimana dalla strage di Garissa, nessuna certezza per chi programma viaggi in Kenya. I tour operator sembrano fiduciosi, le autorità locali rassicurano i turisti

Viaggiare in Kenya dopo la strage di Garissa

Ancora grande confusione sulla destinazione Kenya per turisti e tour operator a pochi giorni dal terribile attentato al campus dell'Università di Garissa, capitale del medesimo distretto, a nord del Paese.

C’è chi dice che i luoghi maggiormente turistici siano sicuri, come il sottosegretario del ministero per gli Affari dell’Africa Orientale, il Commercio e il Turismo, Ibrahim Mohamed, che ieri, 8 aprile, nel corso della riunione del comitato di gestione della crisi turistica, nel porgere le condoglianze alle famiglie delle vittime ha rassicurato i turisti in visita nel Paese e tutti coloro i quali hanno in programma un viaggio in Kenya nei prossimi giorni.

Secondo Mohamed, infatti, il tragico incidente non tocca le zone più turistiche, invitando visitatori e tour operator a stare tranquilli, soprattutto a non cancellare il Kenya dalle destinazioni e dai meccanismi di promozione turistica per la prossima stagione.

Il comitato di gestione di crisi kenyota, infatti, aggiorna costantemente con news il profilo Twitter, per cui basterà seguire @kandie_phylis per sapere in tempo reale le ultime novità, eventuali nuovi pericoli, minacce e zone a rischio.

Come hanno reagito, invece, i tour operator? Ecco un rapido resoconto sulle intenzioni dei principali operatori turistici impegnati nell’offerta al mercato italiano della destinazione “Kenya”.

Tra i più fiduciosi in un rapido rientro dell’emergenza sicurezza c’è Alpitour che, confida in una normalizzazione, così come Eden Viaggi che continuerà a promuovere la destinazione.

Anche African Explorer non si tira indietro, pur affermando di tenere la soglia d’attenzione alta nonostante i safari in programma da parte del tour operator si svolgano lontano dalla zona a rischio, così come lontane dalle aree più sotto controllo sono i resort di Settemari, distanti anche dal confine con la Somalia, altro focolare sempre acceso, seppur meno intenso rispetto a quello che ha provocato gli ultimi drammatici eventi di Garissa.

Kel 12 si mostra anch’esso tranquillo, per la lontananza dalle zone a rischio dei propri itinerari in programma per la prossima stagione e soprattutto perché il costante contatto con gli operatori locali consente di avere notizie aggiornate sulla situazione sicurezza.

Meno ottimista I Viaggi dell'Elefante che nonostante non abbia cancellato alcuna destinazione kenyota in programma,  suggerisce mete alternative sempre nel continente africano, in attesa di maggiori informazioni e della definitiva stabilizzazione della situazione.

Intanto la Farnesina rassicura i turisti, tanto quelli già in viaggio quanto quelli in procinto di partire per il Kenya, consigliando sì di alzare la soglia di attenzione, anche segnalando alle autorità eventuali comportamenti anormali o sospetti, ma anche di stare tranquilli perché, così come ribadito dai rappresentanti del governo locale, è garantita la totale sicurezza delle zone turistiche, anche se sono da evitare i viaggi “fai-da-te” preferendo il supporto di operatori specializzati.

Per quanto riguarda le zone più “calde” del Paese ove è sconsigliabile recarsi, è possibile avere informazioni sempre aggiornate consultando il sito ViaggiareSicuri della Farnesina.

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