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Viaggi del Cactus

Alla ricerca delle cactacee del Messico: viaggi avventura alla scoperta delle spinose piante Messicane, dalla Baja California al Chiuahua, Sonora e Oaxaca

Viaggi del Cactus

Ci sono molteplici ragioni per viaggiare e per visitare nuovi paesi ed in particolare il Messico: la sua millenaria cultura, il cibo, le bellezze naturali, gli sport acquatici, i pellegrinaggi religiosi, e chi più ne ha più ne metta... Ma per alcuni l'attrattiva principale possono essere le piante grasse, o succulente e specialmente le cactacee.

Non tutti sanno che queste affascinanti, inquietanti e talvolta buffe piante spinose, comunemente chiamate cactus sono endemiche delle Americhe dall'Alaska alla Patagonia, ma che il maggior numero di esemplari, specie e varietà diverse, si trova nel vasto territorio Messicano.

Anche i Cactus amano affacciarsi sul Mar de Cortez
Alcune associazioni di cactofili Statunitensi ed Europei organizzano addirittura spedizioni di gruppi per esplorare e vedere i cactus nel loro habitat naturale. In Inghilterra la British Cactus Society (BCC) organizza annualmente una grande esposizione ed un "Cactus Explorer Weekend" presso una nota Università delle Midlands, dove un nutrito gruppo di esploratori racconta i suoi viaggi nelle terre dei cactus, mostrando fotografie, dettagliate mappe e grafici, che indicano le località, temperature minime e massime, la composizione del terreno, eccetera.
Anche in Italia esistono diverse associazioni, quali l'A.I.A.S., la Cactus & Co. e la Cactus Trentino Sud Tirol, per i più curiosi maggiori info e tutti i relativi link su  Cactofili.org.

Particolare di un Pachicereus Pringlei in fiorePer lo più i "cactofili" comprano, collezionano e coltivano le piante in casa, nei propri balconi, giardini o addirittura in mini-serre, alcuni però, prima o poi hanno il desiderio di vedere come sono i loro amati nel proprio habitat naturale: negli altipiani desertici del Nord del Messico, oppure la penisola della Baja California, la Barranca del Cobre in Chiuahua, i deserti del Sonora o più a Sud in Oaxaca...

Una cosa è certa: una volta fatto il primo viaggio esplorativo ed aver visto con i propri occhi e toccato con mano, o meglio, essersi "punti" le mani, non se ne può più fare a meno; praticamente assuefatti all'aria pura, ai cieli infiniti di un azzurro accecante e alle basse nuvole che sembrano dipinte, al suono magico del silenzio, al vento che scompiglia i capelli ed accarezza il viso baciato dal sole... gli odori delle piante officinali, i colori dei fiori dei cactus, splendidi e sorprendenti. Da non dimenticare il calore della gente, specialmente delle popolazioni più povere ed umili, con le loro tradizioni e l'ospitalità tipica di un Paese che accoglie tutti e tutto a braccia aperte, cactus inclusi...

Quindi, per chi volesse vivere l'esperienza "cactus" in Messico, consigliamo innanzitutto di mettersi in contatto con una delle associazioni sopracitate, magari inizialmente unirsi ad un gruppo già organizzato. Di contro, si sconsiglia di partire all'avventura, non tanto per paura dei narcos, dei rapimenti o della violenza esageratamente sbandierati dai media, quanto perché senza guide esperte è facile perdersi e non vedere un cactus.

Piccolo Ferocactus scovato tra le rocce della Bahia CaliforniaEchinocereus in fiore, altro piccolo esemplare di cactus

Sì, perché le loro dimensioni vanno dai 20 metri dei giganteschi saguari, o dei diversi tipi di cereus (cactus colonnari) fino ai più piccoli turbinicarpus ed ariocarpusdi pochi centimetri di circonferenza, spesso talmente insaccati nella terra, nelle rocce o nel "polvo" del Mexico da essere totalmente occultati alla vista inesperta, a meno che non siano in fiore... Sono piante che vivono in condizioni estreme, temperature altissime, escursioni termiche di oltre 50°, con pochissima acqua, a volte, sopravvivono nutrendosi solo della nebbiolina che si forma al mattino.

Per chi fosse ancora alle prime armi e desiderasse un approccio più "soft", è consigliabile un viaggio in Bassa California, o come dicono i Messicani, in"Baja", così da alternare esplorazioni nelle zone aride e desertiche del centro della penisola, punteggiate di cactus di ogni tipo e misura, alle spiagge e ai deliziosi paesini di pescatori della costa, sia sul lato dell'Oceano Pacifico che del Mar di Cortez, che divide la penisola dal Messico continentalePotete atterrare a La Paz o Los Cabos, oppure, per i più coraggiosi a Tijuana (in cui sconsigliamo di rimanere più del minimo indispensabile) potete noleggiare un'auto direttamente in aereoporto, meglio se un fuoristrada o suv, e percorrere l'unica strada che attraversa la penisola come una spina dorsale.
Luoghi da non perdere sono Loreto, antica capitale dello stato della California, quando era ancora tutto Messicano, la spettacolare Bahia de Los Angeles (da non conforndersi con la metropoli Statunitense) che si estende lungo la costa del Mar de Cortez, a Nord di Loreto e dell'oasi tropicale di Mulegè (anch'essa da visitare), attraversando la Reserva de la Biosfera Desierto del Vizcaino e l'affascinante Valle de los Cirios (Foquieria Columnaris, una particolare pianta succulenta endemica della Baja).

Splendido Echinocactus Ingens in fiore, una sorta di cactus dischiuso
Più ad Ovest da non mancare, soprattutto tra Dicembre e Marzo quando ci sono le balene grigie, la laguna Ojos de Liebre e più a Sud la pacifica ed artistica Todos Santos, dove si dice sia il famoso Hotel California di Eaglesiana memoria... Come sempre gli italiani sono un po' ovunque ed infatti, nella zona di La Paz, nella Sierra della Laguna, vive ormai da anni, Adriano Ceccarelli, che da tempo organizza tour a bordo del suo 4x4, Baja Sur Adventure Gear.

Ed ora non ci resta che augurarvi buon viaggio e... attenzione alle spine!

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