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Viaggi da incubo: i 5 luoghi più pericolosi al mondo

Alla scoperta di alcuni tra i più pericolosi luoghi al mondo...da evitare o da cui farvi tentare!

Viaggi da incubo: i  5 luoghi più pericolosi al mondo

Strade malfamate, curve pericolose, fauna selvaggia e sconosciuta: il viaggio non è sempre solo relax e benessere ma anche cardiopalma. Spesso all’ignaro viaggiatore i luoghi più pericolosi al mondo si svelano senza dare alcun preavviso, altre volte, merito di quello “spirto guerrier ch’entro ci rugge”, luoghi da brivido e capitali del pericolo sono scelti coscientemente, animati dalla curiosità e sete di vedere.

1. Camino de la Muerte - Bolivia

(foto copertina)

Cominciamo da un vero e proprio incubo stradale: la "strada della morte", Bolivia. La strada, costruita dai prigionieri paraguaiani nel 1930, corre lungo 70 km a nord est di La Paz, nella regione dello Yungas, affacciata su un paesaggio "mozzafiato", nel vero senso della parola. Ogni anno questa strada, un groviglio di tornanti affacciati sul baratro miete dalle 200 alle 300 vittime. Per questa ragione nel 1995 fu definita a strada più pericolosa al mondo, anche per “merito” dell’eccessiva destrezza degli autisti degli autobus che si gettano a folle velocità lungo i tornanti che portano da La Paz a Coroico.
 

2. Ilha da Queimada, San Paolo - Brasile

Un esemplare di vipera Golden Lance Head sull'Ilha da Queimada, Brasile

Veniamo ora alla natura selvaggia e incontaminata anzi, in questo caso vagamente assassina. Si tratta di Ilha da Queimada, in Brasile. Ribattezzata Snake Island, quest’inquietante luogo si trova al largo della costa dello stato di San Paolo: le cronache raccontano di almeno cinque serpenti per metro quadrato. Qui vive la vipera Lancehead, uno dei serpenti più velenosi al mondo. Da alcuni anni la Marina brasiliana ha vietato l’ingresso ai civili e ai turisti, consentendolo solo agli scienziati. Tuttavia, alcuni folli esploratori hanno tentato di accedere a questo luogo pagando con la vita. Insomma, se non siete scienziati, meglio starne alla larga.
 

3. Kantubek, Vozrozhdeniya Island - Uzbekistan (Russia)

Strascico della guerra fredda è invece Kantubek, sito all’interno di Vozrozhdeniya Island, al centro di quello che era il lago d’Aral. Villaggio abbandonato nel 1991, contaminato dall'antrace, dal vaiolo e da…molto altro. Un tempo Kantubek era sede di produzione di materiale per uso bellico e di tipo batteriologico per l’Unione Sovietica. Oggi proprietà dell’Uzbekistan e del Kazakhstan, sarebbe stato bonificato nel 2002 ed è raggiungibile esclusivamente con un fuoristrada a causa del progressivo inaridimento del lago.

4. Oymyakon, Repubblica di Sacha - Siberia (Russia)

Abbigliamento necessario per un viaggio a Oymyakon, Siberia

Se invece avete voglia di sperimentare l’espressione “battere i denti dal freddo”, Oymyakon in Siberia fa per voi. Villaggio di circa 900 abitanti situato nella repubblica autonoma russa di Sakha (Jakutia), Siberia orientale, sulle rive del fiume Indigirka, in origine era abitato solo nel breve periodo estivo da cacciatori nomadi di renne. A partire dagli anni '20, a seguito delle pressioni del governo Sovietico, il villaggio fu reso permanentemente abitato anche nella stagione invernale. Il 26 gennaio 1926 fu registrata una temperatura di −71.2 °C, in assoluto la temperatura più bassa mai misurata in una zona abitata del pianeta. Il terreno in cui si trova Oymyakon è ghiacciato per la maggior parte dell’anno con temperature medie di -45°C durante il lungo inverno. Andateci coperti, ovviamente.
 

5. Ciudad Juarez, Chihuahua - Messico

Dulcis (si fa per dire) in fundo, una ferita nel cuore del centro America: Ciudad Juarez, nello Stato di Chihuahua, nel nord del Messico, al confine con gli Stati Uniti d'America. Resa nota anche per un celebre film che vi ha puntato sopra i riflettori, questa cittadina è un crocevia di narcotrafficanti, mafie locali e traffici di ogni tipo. Le guerre per la droga hanno portato in città sequestri, sparatorie e decapitazioni, spesso in pieno giorno. Tra il 1993 e il 2003 oltre 4000 donne sono state uccise e i loro assassini mai puniti. Aggirarsi in queste zone non è di certo prudente e sono centinaia i turisti che spesso sono stati qui vittime di rapimenti e violenze di vario genere.
 

Viaggi per cuori (e stomaci) forti, dunque. Qui un augurio di "buon viaggio" non basta…perciò, in bocca al lupo!

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