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Ungheria, miniera di tradizioni

Immense pianure e paesaggi incontaminati caratterizzano un Paese radicato sulle solide tradizioni folkloriste di un popolo multietnico

Ungheria, miniera di tradizioni


L’Ungheria
non è un Paese particolarmente esteso, ma le usanze e le tradizioni presenti nel territorio sono tante e variegate, e la sua popolazione vi è molto affezionata. Negli ultimi anni è diventata una meta molto ambita dai turisti, sia per i costi più bassi rispetto ad altre mete europee, sia per il fascino che questa terra tra Oriente e Occidente emana.

Nei secoli il territorio ungherese è stato sede di invasioni e di violenze, ma anche di convivenze tra etnie diverse. Le influenze portate da altri popoli hanno reso questo luogo multiculturale, ma allo stesso tempo fortemente legato alle origini. L’etnia che occupava la maggior parte dell’Ungheria era quella dei magiari, che oggi significa “ungheresi”. È proprio da questo popolo che derivano la maggioranza delle tradizioni ancora esistenti in quanto ad artigianato, architettura, balli popolari e leggende.

Ad esempio, erano proprio i magiari a credere nelle divinità e nella magia rendendo la figura dello sciamano fondamentale nel villaggio. Inoltre Turul, che simboleggia un uccello simile a un falco, è il capostipite di una dinastia sacra ungherese. Questa leggenda proviene anch’essa dalla cultura magiara e ha reso questo simbolo molto popolare.

Folkloristica e particolare è l’architettura degli antichi villaggi ungheresi che sono ancora popolati. Si tratta di un architettura nobile e rurale che rende abitazioni e taverne dei veri cimeli. Per avere più informazioni e curiosità a riguardo bisogna far visita al museo-villaggio di Sóstó, si capisce ancor meglio l’architettura popolare e nei pressi si trova anche una taverna tradizionale ancora funzionante, dove potrete assaggiare delle vere delizie del posto.

I piatti tipici, che arrivano da antiche tradizioni magiare con influenze ottomane, sono il gulash, zuppa di carne, patate e carote in un brodo di paprika e spezie, e i folezék, stufati di vari ortaggi. Invece per Natale e Pasqua preparano la torta Dobos; ogni piatto accompagnato sempre da un buon bicchiere di vino Tokaj.

Durante il regime comunista la tradizione musicale ungherese era stata messa a dura prova, molte erano le opere censurate perché potevano avere “elementi sovversivi”. Dagli anni ’90 però, sia per quanto riguarda la composizione che per le danze, si è riscoperta la tradizione e ha ripreso la vena creativa piuttosto radicata negli ungheresi.

L’Ungheria, in passato casa di molte culture, vive ancora una sorta di assestamento che si fonda però sull’amore verso la propria terra, divisa tutt’oggi tra modernità e spinta verso il progresso e tra la difesa delle proprie tradizioni più antiche.

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