Serve aiuto?
02.92853971
Lun. - Ven. 9:30/19:00 | Sab. 9:30/13:00
Registrati

Unexpected Slovenia

Il racconto del nostro affascinante viaggio di 3 giorni in un angolo di Slovenia in cui straordinari paesaggi, natura e insapettate bellezze la fanno da protagonista

Unexpected Slovenia

Foto: "Lake Bled At Twilight, Oct 2013" by Edwardwexler at English Wikipedia. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Commons.

Abbiamo deciso di iniziare i nostri racconti di viaggio parlandovi dei tre straordinari giorni passati in Slovenia, nella zona del Lago di Bled.


PRIMO GIORNO

Approfittando del ponte del primo Maggio, siamo partiti di buon’ora (4.30 del mattino) in auto da Porretta Terme, che per chi non lo sapesse, nonostante la celebrità del luogo, si trova sull’Appennino Tosco-Emiliano, ed in cinque ore siamo arrivati a Bled.

Il monolocale che avevamo prenotato si trova in un paesino fuori dal tempo.

Bohinjska Bela è una splendida cittadina immersa nel verde della SloveniaBohinjska Bela infatti, nonostante sia a soli cinque minuti dal lago, è totalmente estraneo all’atmosfera turistica che invade quest’ultimo. Tetti spioventi, case all’apparenza semi-deserte e una chiesa la cui campana suona senza una logica, ad ogni ora del giorno, e della notte, ti accolgono non appena imbocchi la strada che conduce in questo piccolo paesino. All’apparenza sembra che non ci sia niente da visitare, a parte la cascata Pod Iglico, di cui spesso parlano le guide, che a nostro avviso non è niente di esaltante e che non merita le energie spese nella breve salita per arrivarci. Però, oltre a questo, vale veramente la pena farci un giro, prendersi il tempo per perdersi tra le varie viuzze e i ruscelli, e assaporare a pieno questo paese.

Sebbene al primo impatto possa sembrare un villaggio abitato da gente fredda e chiusa tipica del nord, siamo rimasti colpiti dall’accoglienza e dalla gentilezza delle persone con cui siamo entrati in contatto; dalla proprietaria del nostro alloggio, che ci ha accolti con il profumo del suo pranzo in sottofondo, al cameriere della gostlina del paese, che voleva offrirci un caffè e parlarci in italiano ad ogni costo, passando per i semplici abitanti che ci hanno salutati con un cenno della testa.


Il Lago di Bled, invece, è la classica meta turistica, nonostante fosse molto meno affollata rispetto ai luoghi turistici di massa. Pioveva quando siamo arrivati, ma eravamo partiti equipaggiati al meglio: impermeabili gialli, scarponi e ombrelli, niente poteva fermarci. La passeggiata è iniziata dal centro del paese dove c’è un marciapiede che costeggia il lago. In alcuni punti ci sono attracchi da cui partono le Pletna, graziose barche di legno con tettoie colorate, con le quali i prestanti gondolieri sloveni conducono i turisti sull’isola situata al centro del lago. Su quest’ultima vi è una chiesa e poco altro; per questo, e per i prezzi elevati, abbiamo deciso di non andare. La gita in barca è stata rimpiazzata dalla visita della gola di Vintgar, un bellissimo percorso tra le rocce di circa due chilometri che segue il corso del fiume Radovna. La camminata si divide tra sentieri nella roccia e talvolta instabili passerelle in legno, e la vista sul fiume è mozzafiato, l’acqua ha un colore smeraldo quasi surreale. Terminati i due chilometri, scendendo una scalinata, vi è anche una piccola cascata, che purtroppo non è la degna conclusione di questo sentiero, anche per la presenza della centrale elettrica che deturpa il paesaggio.

L'affascinante gola di VintgarFoto: Lutz Maertens (Opera propria) [GFDL o CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons 


SECONDO GIORNO

Il secondo giorno l’abbiamo inizialmente passato alla ricerca di un percorso all’interno del Parco Nazionale del Triglav, che alla fine non abbiamo trovato. Si trattava della visita di una palude nelle zone di Pokljuka, ma ahimè ci siamo dovuti accontentare di una passeggiata senza meta nel bosco, dove l’unica cosa interessante sono state le salamandre pezzate, nere a macchie gialle. Tra una tappa e l’altra ci siamo concessi il lusso di pranzare in altura, raggiungendo i 1600 mt all’interno del parco, con una temperatura che si aggirava intorno ai 6°C e una miriade di abeti attorno a noi la cui punta era coperta dalle nubi, lo spettacolo era veramente struggente (ndr. la parola struggente è stata inserita da Jess, Manu si è opposto con tutte le sue forze). Sfruttando la giornata soleggiata, e per riprenderci dal gelo, siamo scesi verso il lago Bohinj (visto anche il giorno prima con la pioggia, e battezzato in un primo momento come nulla di che) che al riflesso della luce del sole mostrava il meglio di sé.

 Lago Bohinj, uno specchio d'acqua che regala emozioni unicheFoto: "Bohinjsko jezero Oberkrain Slowenien 20092009 67" by Johann Jaritz - Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Commons

Per esaurire le energie della giornata la soluzione ideale ci è sembrata la lunga scalinata per arrivare al Castello di Bled, salvo scoprire una volta in cima che era raggiungibile comodamente in auto.

Oltre al danno la beffa, dato che l’unico belvedere con un’ottima visuale sul lago si trova all’interno del castello, in cui si entra solo a pagamento, e non per una cifra economica.

 

TERZO GIORNO

Il castello di Bled a picco sull'omonimo lagoAvendo esplorato tutti i dintorni di Bled, il terzo giorno abbiamo optato per tre luoghi sulla via del ritorno: il lago di Cerknica, le grotte di Skocjan e la città marittima di Piran. Il lago si trova nelle vicinanze della cittadina di Cerknica, situata tra Lubiana e Gorizia. Si tratta di un lago intermittente (il più grande della Slovenia) circondato da un terreno paludoso. Il paesaggio è molto differente rispetto a quello di Bled o di Bohinj, non ci sono montagne che fanno da sfondo al lago, l’immagine è quella di un luogo abbandonato, fatto di canneti e distese pianeggianti.

Le grotte eravamo convinti si trovassero lì vicino, ma non lasciatevi ingannare dai nomi simili sulle mappe, o finirete come noi in giro per strade sterrate e rischierete di arrivare in ritardo alla visita guidata (in generale siamo contrari ai tour guidati, ma in casi come questi non si può fare altrimenti).

Ciò sarebbe un vero peccato dato che le grotte di Skocjan sono una meraviglia della natura. Non si possono fotografare, ovviamente, e forse è ancora più difficile descriverle. Oltre al classico panorama di formazioni calcaree di stalagmiti e stalattiti, vi è anche un suggestivo canyon che segue il corso del fiume Reka, ad altezze fino a 50 mt, dove si trova anche un ponte sospeso sconsigliato a chi soffre di vertigini.


Infine Piran, cittadina introvabile e mal segnalata, a soli dieci chilometri da Trieste. Si trova tra Koper e Portorose, quindi inizialmente dovete seguire le indicazioni per quest’ultima. Il parcheggio è anch’esso introvabile, se non a prezzi esorbitanti, infatti il cuore della città è solo pedonale. Noi che siamo amanti del trekking (Jess e il suo non atletismo un po’ meno) e del risparmio abbiamo lasciato l’auto nei pressi di Portorose. Dopo una ripida discesa e attraversate le mura, si entra nella cittadina. E’ molto piccola e compatta, fatta di vicoletti e case di pescatori color pastello, una vera chicca nascosta tra città più turistiche.

Piran, splendido balcone sull'AdriaticoFoto: "Slovenia Piran 01". Licensed under CC BY 2.5 via Wikimedia Commons.

Probabilmente era tempo di festività perchè le vie erano tutte decorate da rami d’ulivo benedetti. Dall’alto delle mura, inoltre, si apre davanti a noi una distesa di tetti rossi, interrotti solo dall’irrompere del mare. Una vera "musa" per chi, come Jess, ama scattare fotografie (ndr. la considerazione di Manu sulla parola struggente vale anche per musa). Sulla strada di casa, la Slovenia ci ha voluti salutare con un intermezzo musicale improvvisato; un batterista a bordo strada, seduto nel baule della sua auto, suonava per chiunque passasse.

Per concludere, la Slovenia è facilmente raggiungibile e spesso sottovalutata, ma se non l’andate a vedere rischiate di perdervi molto.

Namasté,

Jess e Manu.

Unexpected Slovenia Valutazione: 5.00 su 5 Basato su 3 voti.
Articolo pubblicato il
Unexpected Slovenia
apri
Offerte di viaggio