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Turismo musicale: viaggi e musica in giro per il mondo

Il turismo musicale riesce a far viaggiare ogni anno centinaia di migliaia di persone seguendo le note provenienti da ogni angolo del globo

Marco Minei
Turismo musicale: viaggi e musica in giro per il mondo

Jazz, Rock’n,roll, Classica, Pop, non importa quale sia il genere prediletto, resta il fatto che chi è appassionato di musica non riesce a dir no ad un concerto. Dopo tanti anni il nostro gruppo musicale preferito decide di venire in Italia per un’unica data? Non c’è altro da fare che preparare la valigia, prenotare un albergo e godersi lo spettacolo.
La musica fa si che frotte di appassionati di ogni età durante il corso dell’anno, non importa se con temperature rigide o esotiche, viaggi verso le grandi città italiane o straniere. E perché, dopo essersi deliziati l’udito non dare degna “soddisfazione” anche agli altri sensi? Non è un caso infatti, che chi va ad ascoltare grandi eventi si fermi per qualche altro giorno in una determinata città e ne visiti a fondo le sue bellezze. Tutto questo viene definito turismo musicale. Un insieme tra viaggi e musica dove le note si intrecciano con la voglia di visitare anche i luoghi che ospitano l’evento e le location legate ai miti canori.

Il turismo musicale però non consiste solo nel concerto e nella visita di un particolare luogo. Esistono anche eventi che si ripetono annualmente in precise città e che attirano quel segmento di turisti che vede nella musica un ottimo motivo ispiratore per una vacanza. Non di rado infatti, grandi manifestazioni canore si tengono in estate e spesso in luoghi di mare. Basti pensare che recentemente in Europa si sono tenute due manifestazioni di amplissimo raggio: il Primavera Sound a  Barcellona ed il Nos Alive a Lisbona. Solo per fare qualche nome sui palchi della penisola iberica si sono susseguiti artisti del calibro di Sigur Ros, Radiohead, Chemical Brothers, Arcade Fire,Beach House, John Carpenter, Animal Collective, Air e Moderat. Questi eventi di viaggi e musica hanno portato in città centinaia di migliaia di turisti facendo la fortuna delle aziende che operano nel settore turistico. A ben vedere ogni angolo del Vecchio Continente pullula di grandi eventi musicali nel periodo estivo. Non dimentichiamo di essere alle porte dello Sziget Festival a Budapest e del Lollapalooza di Berlino.


video credit: euronews (in Italiano) 

Uno studio inglese riporta inoltre, dati molto interessanti. Secondo quanto riportato nel report “Wish you were here”  sono stati 6,5 milioni i turisti amanti della musica che nel 2015 hanno visitato il Regno Unito producendo un giro d’affari di 2,2 miliardi di sterline garantendo oltre 25mila posti di lavoro.
Il turismo musicale inoltre, non è fatto solo di eventi ma anche di posti. Chi parte per una vacanza all’insegna della musica a volte visita le città nelle quali esistono musei che hanno mostre dedicate interamente alla musica o ad un particolare artista. Il museo dei Beatles a Liverpool, quello fondato nella casa natale di Mozart a Salisburgo o il museo nazionale di Giuseppe Verdi in provincia i Parma non vi dicono nulla?

E l’Italia? Qui il turismo musicale, nonostante un’ampia offerta di compositori che hanno fatto la storia della musica classica e di teatri e musei di prestigio, resta ancora un fenomeno di nicchia che però sembra voler fuori emergere. Vi sono vari segnali che fanno capire come il binomio viaggi e musica nel Bel Paese si stia espandendo soprattutto verso un turismo città-città. Nel 2015 secondo i dati Assomusica, il numero di spettatori provenienti da altre regioni rispetto a quelle che ospitavano un evento è cresciuto del 6% rispetto al 2014. Il dato è più significativo se ci soffermiamo su un’analisi più approfondita. Considerando che il totale dei concerti ha portato ad un pubblico di 6,1 milioni di amanti della musica, il fatto che il 31,4% degli spettatori arrivasse da una soglia di 200 chilometri di distanza è un fattore che fa ben sperare. Il 2,7% del totale, inoltre,è arrivata addirittura dall’estero. Per quanto riguarda invece la partecipazione italiana ad eventi europei e mondiali, nonostante i pochi mezzi a disposizione, gli italiani non rinunciano ad un viaggio in musica. Vi sono infatti tantissimi giovani che, approfittano del grande evento musicale, si godono anche qualche giorno in una capitale europea o una tranquilla settimana al mare.

Resta il fatto che in Italia sono ancora pochi i tour operator che riescono a cogliere la portata del turismo musicale e quindi risulta anche più complicato per un pubblico magari più adulto muoversi con tranquillità in compagnia dei propri figli. “Viaggi e musica” rimane quindi un fenomeno relativamente giovane e ancora in via di sviluppo, sia a livello di domanda che di offerta, ma di sicuro è in fase evolutiva.

Il classico turista musicale italiano è ancora un ragazzo o un gruppo di tali che, zaino in spalla, organizza un viaggio dovendo badare ai costi e a tutto quello che concerne l’evento.
Non che questo debba fermare chi vive musica, chi si nutre di note o degusta riff di chitarra.

In fondo cosa c’è di meglio di una vacanza basata sulla musica?

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Autore: Marco Minei
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