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Turismo e bitcoin

In giro per il mondo utilizzando la nuova moneta virtuale: il bitcoin

Turismo e bitcoin

Si chiama bitcoin ed è la nuova frontiera delle transazioni internazionali: niente più monete, assegni o bigliettoni ma solo cifre e numeri virtuali. Spesso rappresentato nell'immaginario come sonanti monetone che un po’ ci ricordano i dobloni del Monopoli in realtà fisicamente il bitcoin non esiste. Ad inventarlo un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto nel 2009 e da allora l’idea ha preso così tanto piede che questa trovata bislacca rischia di divenire la prima vera valuta internazionale. La rete bitcoin consente il possesso ed il trasferimento anonimo delle monete; i dati necessari ad utilizzare i propri bitcoin possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di "portafoglio" digitale, o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso, i bitcoin possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un "indirizzo bitcoin".

Se inizialmente questa sembrava essere una trovata per gli scambi su internet con il vago sapore dei gettoni da casinò, oggi il bitcoin sembra essere la risposta a tutte le difficoltà che i viaggiatori incontrano nel gestire dall’estero i propri acquisti. Al di là dell'Atlantico sono in molti ad accettare la valuta elettronica che da pochi centesimi è arrivata a valere anche oltre 260 dollari a bitcoin (oggi ne vale 76): negli States è infatti accettata dai ristoranti giapponesi ai negozi di elettronica, dagli alberghi ai taxi. Il primo esperimento a livello internazionale è stato quello di Virgin Galactic, la società del magnate inglese Richard Branson che ha cominciato a vendere i suoi tour nello spazio accettando i bitcoin.

Quello che per ora è certo è che sono molte le nazioni dove il settore turistico ha “preso al volo” l’occasione dei bitcoin, costringendo i governi a legiferare in materia. Ha fatto da apripista Alderney (Isola del Canale della Manica): anche se è stata annunciata come la possibile prima Isola del Bitcoin, non c’è alcuna presa di posizione ufficiale del suo governo. Tuttavia, i giornalisti hanno riferito di aver ottenuto documenti che indicano che Alderney sta cercando di prendere posizione e diventare l’hub centrale per il bitcoin, una sorta di “zecca” della moneta virtuale. 

Costoso potrebbe esserne invece l’uso in Australia ove il successo generato dall’uso della cryptomoneta sta suscitando un enorme dibattitto sull’opportunità di tassare questo tipo di transazioni. Forse per farsi cogliere in tempo per la coppa del mondo, il Brasile si è invece aperto a questa possibilità facendo registrare un record mondiale che ha indotto Brasilia a legiferare sulla questione nell’ottobre 2013.

Il Canada, invece, non considera il bitcoin moneta di corso legale: le persone che lo utilizzano per le transazioni devono pagare le tasse come se si trattasse di baratto o di acquisti speculativi. Più ambigua la situazione europea: l’autorità bancaria dell’UE ha rilevato che, poiché il bitcoin non è regolamentato, i consumatori non sono protetti, tuttavia possono comunque utilizzare valute virtuali pagandoci le tasse. Ergo, tassazione in arrivo? Attendiamo.

La curiosa Travelers box all'aeroporto Ataturk di IstanbulSingolare il caso turco: il governo ha messo in guardia  consumatori dall’usarlo. Esperti finanziari turchi paragonano il bitcoin alla ” mania del tulipano in Olanda” perché non ha nessun valore d’uso, ma solo valore di scambio. Tuttavia, l’uso del bitcoin è apparentemente fiorente in Turchia: esiste un sito di cambio lira turca – bitcoin, chiamato BTCTurk: piccole somme di valuta estera rimanente possono essere cambiate all’aeroporto Ataturk di Istanbul con bitcoin attraverso la “Travelers Box” (il box del viaggiatore), una macchina simile ad un bancomat che prende i contanti e automaticamente accredita bitcoin sul proprio “indirizzo” e viceversa.

Anche l'Italia inizia a superare le resistenze del caso affacciandosi al mondo del bitcoin: per esempio a Milano, nel quartiere Isola, il ristorante pizzeria Sticaus è il primo ad accettare la moneta virtuale. Scendendo più a sud, l’Hotel Residence Gallery ad Alba Adriatica, in provincia di Teramo o ritornando al nord l’albergo Bachmann ad Auna di Sopra, a nord di Bolzano, soddisferanno le esigenze dei fan dei dobloni 2.0. Il bitcoin sembra piacere a tutti, esercenti e turisti: sarebbero centinaia gli operatori turistici che in Italia ormai accettano transazioni con questo tipo di moneta. L’elenco si può consultare sulla mappa online CoinMap.org.

E voi, pronti a farvi conquistare dai cibernetici dobloni?

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