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Torino e l'antico Egitto

Tombe, mummie, sculture e antichissimi papiri: ecco il Museo delle Antichità Egizie del capoluogo piemontese

Torino e l'antico Egitto

La civiltà egizia è da sempre ritenuta tra le più evolute mai esistite e grazie ai segreti che si celano dietro a molte delle sue opere, le piramidi in primis, e all’alone di mistero che ancora aleggia sulle sue tecnologie e sulle figure rappresentate nei geroglifici, continua ad affascinare migliaia di appassionati ed esperti del settore.

In Italia esiste un importante punto di riferimento per egittologi e amanti di storia e arte. Si tratta del Museo delle Antichità Egizie di Torino. La struttura, situata nella centrale via Accademia delle Scienze, è considerata per il valore dei reperti custoditi la più importante del mondo dopo quella del Cairo, nonché la più importante d'Italia e d'Europa.

Il museo, disposto su due piani all’interno dello storico Palazzo dell'Accademia delle Scienze, è stato fondato nel 1824 dal re Carlo Felice con l’acquisizione di una collezione di 5.628 cimeli riunita da Bernardino Drovetti, collezionista d'arte, esploratore e diplomatico italiano.

Calarsi nel mondo dell’antico Egitto è immediato. Tra i capolavori della galleria spicca subito la tomba di Merit e Kha, capo architetto che curò personalmente il sarcofago in cui fu sepolta la moglie (Merit appunto, morta prematuramente) compresa la maschera in cartonnage dorato intarsiata con pietre di colori diversi. Numerosi gli oggetti rinvenuti nella tomba, conservatasi perfettamente: oggetti di toeletta e rituali, attrezzi da lavoro e cibarie, corone di fiori, papiri, abiti e molto altro ancora.

Il “viaggio’’ prosegue con la statua del Re Ramses II, rinomata in tutto il mondo come il ritratto capolavoro del celeberrimo faraone, seguita da altri gruppi scultorei, quali il Re Thutmosi III, le dee Hathor e Sekhmet e l’immancabile sfinge, leone con la testa d’uomo e immagine vivente del sovrano.

Ma ciò che attrae la maggior parte dei visitatori, rimane il rapporto che questo popolo aveva con il culto dei morti e più in generale con l’adilà.

La mummia da una tomba inviolata di Gebelein, area archeologica dell’Alto Egitto, incuriosice e al tempo stesso meraviglia chiunque la osservi. Resti umani avvolti in teli di lino appartenenti ad un uomo dal nome ignoto di età adulta. Particolare il metodo di mummificazione: braccia e gambe, infatti, sono fasciate separatamente.

Interessante anche il papiro tratto dal Libro dei morti, testo sacro composto da una raccolta di formule magico-religiose che dovevano servire al defunto per proteggerlo e aiutarlo nel suo viaggio verso l’altro mondo.

Questi e molti altri i tesori che il Museo delle Antichità Egizie di Torino custodisce. Contenitore di una storia secolare, è visitabile dal martedì alla domenica, tranne il 25 dicembre in cui resta chiuso.

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