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Terrorismo, pirati & co.

Prima di pianificare un viaggio verso mete inusuali, assicuratevi che la destinazione non sia inserita nella "black list" dei Paesi più pericolosi

Terrorismo, pirati & co.


A volte è il desiderio di visitare luoghi insoliti, altre una necessità, ma prima di lasciare il proprio Paese è sempre meglio essere bene informati sulla vivibilità della nuova destinazione.

Fortunatamente, per tutti coloro i quali sono pronti per iniziare una nuova avventura all’estero, esistono delle ricerche condotte da istituti specifici che contribuiscono a diffondere informazioni importanti sui vari Paesi nel mondo.

È il caso dello studio intrapreso dalle agenzie IJet e Control Risks di Londra e pubblicato successivamente su Forbes, ovvero la “top ten” dei posti più pericolosi dove vivere al mondo.

Aprono la classifica paesi come l’Iraq, l’Afghanistan e la Somalia, a cui fanno seguito Haiti, la Repubblica Democratica del Congo, lo Zimbabwe e i territori palestinesi.

Ovviamente, la causa primaria della mancanza di sicurezza in queste nazioni è data dall’incessante susseguirsi di guerre civili, che negli ultimi anni ha portato all’intensificarsi delle missioni di pace da parte dell’ONU e degli USA; nonostante ciò, restano precarie la sicurezza e la tutela delle donne, le quali sempre più spesso sono al centro di privazioni, umiliazioni e violenze.

In Somalia, poi, la situazione è aggravata dalla presenza di bande di pirati, che soltanto negli ultimi due anni hanno assalito più di 40 navi straniere, gettando il Paese nel terrore ed escludendolo dalle rotte economiche e turistiche.

Altri Paesi, invece, subiscono la minaccia del terrorismo e dei fanatici religiosi, rendendo pericoloso qualsiasi assembramento per paura di attentati e stragi simili.

Non ultima, la causa di particolari instabilità è da ricercarsi nell’accaparramento delle risorse di cui questi Paesi sono ricchi, come petrolio e minerali, e che ha innescato focolai politici e militari.

Se proprio, dunque, non potete fare a meno di recarvi in questi Paesi contrassegnati dal “bollino rosso”, durante il vostro viaggio ricordate di mantenere costanti le comunicazioni con le Ambasciate e le autorità competenti.

Vari governi, infatti, hanno istituito pagine web costantemente aggiornate da cui è possibile conoscere in tempo reale la situazione dei vari Paesi nel mondo, oppure registrare il proprio itinerario, per essere contattati in caso di emergenza.

Perché in valigia, un po’ di prudenza non occupa spazio!

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