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Sulle orme di Prince: Minneapolis, l'Europa e il resto del mondo

A poche settimane dalla scomparsa del grande Prince, ripercorriamo la sua vita attraverso i suoi luoghi del cuore e del suo successo musicale

Sulle orme di Prince: Minneapolis, l'Europa e il resto del mondo

photo credit: by Scott Penner - Prince! - licensed CC BY-SA 2.0

Dopo David Bowie, questo 2016 nefasto per la musica ci ha portato via anche Prince. Si, il mito, il camaleonte, istrionico interprete degli anni Ottanta e leggendario principe del pop. Un artista eclettico e controverso che ha scandito la storia della musica degli ultimi 40 anni. Ripercorriamo questa parabola attraverso i luoghi cari al vecchio Prince: Minneapolis, la sua città d'origine e poi ancora i fasti di Hollywood, l'Europa, Londra, Las Vegas e il ritorno alle origini. Sempre sulla cresta dell'onda, sempre Prince. 

Da Minneapolis alla Grande Mela

Prince Roger Nelson nasce il 7 giugno del 1958 a Minneapolis, e sarà qui che si formerà la sua stravagante personalità, umana e artistica, dall'infanzia sino agli anni della Central High School, dove Prince si distingue per l'abbigliamento sopra le righe e il carattere introverso. E' proprio in questi anni che nasce la sua prima band, gli Champagne, che, inseguendo i progetti del proprietario di uno studio di registrazione, approdano a New York. Qui, tra i lustrini e le luci a neon della città che non dorme mai, il sodalizio della band si interrompe: Roger Nelson resterà solo a tentare di sfondare nella Grande Mela. Sarà la Warner a credere in lui, segnando il suo debutto nel 1978 con For you.

Il First Avenue Night Club di Minneapolis, uno dei locali resi famosi da Prince

Gli anni Ottanta: verso Hollywood
Lasciata Minneapolis, Prince entra in un loop di creatività mista a depressione. Sono anni in cui il pop e il rock cambiano definitivamente: nel 1982 esce l'album 1999 , il battesimo del minneapolis sound, qualcosa che Prince ha ereditato e che reinventa in maniera del tutto personale. Il cantante conquista il Nord America in un estenuante tour che dà vita ad un nuovo progetto, questa volta cinematografico. Si tratta di un lungometraggio che avrà come protagonista Kid, l'avatar di Prince, per poi portare verso il rock movie Purple Rain. Il biennio 1983-1984 rappresenta la consacrazione per Prince che scalza tutta la new wave pop-rock dominata da PoliceDuran DuranEurythmics e Micheal Jackson, il re del pop.


video credit: Casusa Ribeiro

Il Prince europeo
E' l'album Parade che consacra Prince in Europa: MTV ne fa un idolo, le tv europee se lo contendono, compresa quella italiana. Mentre i critici musicali benpensanti americani lo rinnegano, l'arena di Wembley a Londra diventa il palco dei suoi show pirotecnici, così come il resto dell'Europa continentale che Prince, come un moderno Napoleone, conquista tra il 1986 e il 1987. Ma è con il Black Album che l'artista sfida la sua America e la storia della musica: non solo tenta di eguagliare il successo dell'album bianco dei Beatles ma, a pochi mesi dall'uscita, decide di non far pubblicare il disco. Scoppia il caso "Prince"! Nonostante tutto, l'album si diffonde comunque grazie alla circolazione di alcuni booltleg che invadono il mercato. Segue Lovesexy, l'album che mette l'Europa ai suoi piedi, di palazzetto in palazzetto, di arena in arena. Di fronte a tale consacrazione europea, tuttavia, la "sua" America gli regala solo l'11esimo posto in classifica...

Il ritorno a Minneapolis
Non è un Prince in forma quello che chiude gli anni Ottanta ed entra nei Novanta. Tuttavia, vive di rendita, continuando a piacere e non poco. Ma una volta tornato in patria, l'ex timido di Minneapolis diventa il dio delle notti infuocate e dai bis infiniti al Radio City Music Hall di New York, dei concerti all'Apollo Theatre di Harlem a cui si aggiunge un tour greatest hits che lo riporta in Europa con tanto di BBC e folle deliranti al seguito, come ai tempi dei ragazzacci di Liverpool. Viaggia tra la metà degli anni Novanta e l'arrivo del nuovo Millennio verso una nuova fase caratterizzata dalla crisi con la Warner ed una chiusura che lo porta a tornare solo musicista, caricato dalle potenzialità del web sul quale lavora col piede fermo sul gas, sfornando materiale inedito a profusione. Ma è con Musicology del 2004 che Prince mette d'accordo Usa ed Europa: torna a casa con una moglie italiana ed un euforia che non si vedeva dai tempi di Purple Rain.

Viva Las Vegas e fughe a Londra
Una svolta nella vita di Prince: Minneapolis viene abbandonata di nuovo. Prince sembra rimaneggiare se stesso, ma con classe. Fugaci apparizione europee (come a Milano), momenti trash al Superbowl: ma è Las Vegas il buen retiro dove Prince può dare libero sfogo ad una serie di amarcord dei bei tempi che furono, come ormai molti artisti fanno. Indigo Nights Live-Session nel 2007 a Londra, nel celebre club Indigo, diviene un'esibizione memorabile, dai toni vintage, frutto anche dei voluti boicottaggi dell'industria discografica da parte dello stesso cantante.

Un atterraggio di emergenza in Illinois per via di un malore, ultima grande volata al cardiopalma, solo lo scorso 15 aprile. Quasi come un ultimo viaggio. E poi la strada verso il paradiso del rock, imboccata senza ritorno il 21 aprile, in un ascensore del suo Paisley Park. Così finisce la vita di Prince: Minneapolis, Stati Uniti. Dove tutto cominciò.

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