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Street food Italia: il cibo delle nostre città

Da nord a sud un viaggio alla scoperta dello "street food Italia", il cibo da strada che da sempre accompagna le nostre passeggiate

Marco Minei
Street food Italia: il cibo delle nostre città

L’Italia vanta da sempre tra le sue eccellenze quella culinaria. Punto di riferimento per la dieta mediterranea, il Bel Paese è  decantato in tutto il mondo per la sua tradizione gastronomica, famosa non solo per i suoi ristoranti o per i piatti tipici. Lo sanno bene gli amanti dello street food: Italia, infatti, significa per la maggior parte dei turisti “mangiare bene”.

Consumare cibo da strada non consiste solo nel mangiare una pietanza veloce per recuperare tempo prezioso tra un impegno e l’altro. Lo street food  è un mezzo per gustare e scoprire i prodotti tipici di una città, aiutarci a conoscerla e a viverla appieno. Lo Stivale, a tal proposito, presenta un curriculum invidiabile: da panini di ogni tipo e dimensione ad arancini e piadine; da pizza e focacce ad involtini e polenta. C’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Dal profondo nord alla punta della Sicilia, ogni regione ha il suo repertorio di prelibatezze. Qui riportiamo 10 destinazioni, ognuna con la propria specialità,  andando a descrivere solo un’infinitesima parte di quello che lo street food Italia può regalarci.  


1. Trento Kirchtagskrapfen

Street food: Italia e Tirolo si photo credit: By Benreis (Own work) [GFDL or CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

Al confine tra la cucina italica e quella austriaco-tedesca, Trento propone un cibo da strada sconosciuto ai più. Si tratta dei kirchtagskrapfen ovvero tortelloni rettangolari fritti, ripieni di marmellata, crema di castagne o papavero.
Il nome dei kirchtagskrapfen letteralmente significa "krapfen del giorno di chiesa" o "dei giorni di festa", e si differenziano molto dai più conosciuti Krapfen o bomboloni di origine non altoatesina.


2. Venezia – Cicchetti

A base di carne o di pesce, l'importante è che i cicchetti veneziani siano sempre accompagnati da un buon bicchierephoto credit: Monika Durícková licensed CC BY 2.0

Per chi non ha mai visitato la Serenissima sentir parlare dei cicchetti (cichéti in veneziano) può far pensare a tutt’altra cosa. Tra i tanti street food Italia di cui parleremo questo ha una storia molto singolare legata all' "ombra", la quale altro non è che il calice di vino. Le botti, infatti, venivano collocate dai mercanti veneziani all'ombra del campanile di San Marco per ripararle dal sole.
Accompagnato sempre da un bicchiere di vino, il cicchetto è dunque un piccolo assaggio di pesce o di salumi, caldo o freddo, appoggiato su pane. Lo stuzzichino può essere arricchito con sarde in saor, baccalà mantecato, fegato alla veneziana, mozzarella in carrozza, polpettine fritte, seppioline, calamari e molto altro. Consumato nelle tipiche osterie veneziane (i bacari), la loro composizione varia a seconda del periodo dell'anno.


3. Milano – Panzerotti milanesi

A Milano i panzerotti sono praticamente ovunquephoto credit: eatitmilano.it

La città meneghina è sicuramente la più “europea” tra quelle italiane. Il ritmo frenetico del capoluogo lombardo lascia poco tempo ad un pranzo completo e spesso si ricorre al cibo da strada. I panzerotti milanesi sono lo street food per eccellenza del posto. Ripieni di pomodoro e mozzarella ne esistono svariate versioni: da quelli farciti con prosciutto o melanzane a quelli con pesto e pomodorini.
Da non dimenticare infine il panzerotto con spinaci e ricotta e quello dietetico al forno realizzato per chi ci tiene alla linea ma che nello stesso tempo non riesce proprio a fare a meno di questa squisitezza.


4. Romagna – Piadina

La piadina romagnalo, sottile, morbida e farcita come più si preferisce

Quando si parla di piadina non si può fare riferimento ad una meta in particolare della grande regione del centro Italia. Pietanza di fama mondiale è uno degli street food Italia più apprezzati. Generalmente formata da una sfoglia circolare e sottile, può essere consumata a fette come fosse pane oppure intera e farcita a piacere. Salata con salumi, formaggi e verdure oppure dolce con marmellata, miele o cioccolata, la piadina romagnola ha origini antichissime.
Proveniente dalla tradizione contadina umile e semplice, i primi a cucinarne una versione rudimentale furono addirittura gli Etruschi, seguiti poi dagli antichi romani. Se nel medioevo era considerato il pane dei “poveri” oggi questo cibo da strada è iscritto nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) dell’ Emilia-Romagna e nel 2014 le è stata riconosciuta la certificazione IGP (Identificazione Geografica Protetta).


5. Livorno – 5 e 5

5 e 5, ai tempi forse cibo per poveri, oggi un simbolo dello street food toscanophoto credit: streetfood42.com

Questo cibo da strada è probabilmente quello con la storia alle spalle più particolare. Si tratta di una focaccia farcita con la farinata di ceci, chiamata 5 e 5 perché, negli anni trenta del '900, i clienti dei panettieri erano soliti chiedere focaccia e cecina che costavano entrambe 5 centesimi di lira.
La farinata o cecina, che é data dall’impasto d’acqua, farina di ceci, sale ed olio extravergine d’oliva, cotto nel forno in una teglia di rame stagnata, ha origini genovesi. La leggenda vuole che nel 1284 per una fortunata circostanza, il naufragio di una nave del capoluogo ligure vicino le coste livornesi facesse mischiare l’acqua salata con i ceci. I genovesi fecero propria questa ricetta che poi si diffuse a Livorno dove venne perfezionata con del pane francese.


6. Roma  - Supplì

Voglia di supplì? L'originale solo a Roma

Simili agli arancini siciliani ma del tutto diversi nella sostanza, i supplì sono lo street food romano per antonomasia. Nella Città Eterna hanno forma ovale e sono composti da polpette di riso cotte nel ragù di carne, riempite in seguito con mozzarella e infine impanate e fritte. Comunemente viene chiamato supplì al telefono perchè durante la cottura è di solito diviso a metà e la mozzarella, sciogliendosi e diventando filante, riesce a unire la due parti. Mai confonderli con le arancine sicule!


7. Abruzzo – Arrosticini

Gli arrosticini, i tipici photo credit: By Stefano Delle Monache (Own work) [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

Non essendo una regione molto vasta non esiste una città in particolare dove questo cibo da strada superi per bontà un’altra. E’ l’Abruzzo nella sua interezza che ha saputo donarci una ricetta conosciuta praticamente ovunque. Chiamati localmente rustelle o arrustelle,  gli arrosticini sono degli spiedini di legno lunghi e sottili composti da piccoli quadratini, di circa 1 cm, di carne ovina.
Pecora, agnello castrato, montone ed a volte fegato di pecora sono gli ingredienti principali. Cotti alla brace sui tipici bracieri chiamati fornacelle sono serviti al naturale oppure aromatizzati con rosmarino o peperoncino. Vengono spesso accompagnati dal pan unto: fette di pane abbrustolito sullo stesso braciere e poi condite con olio al peperoncino.
Da alimento povero preparato dai pastori si sono affermati in breve tempo come piatto tradizionale abruzzese che ogni emigrante portava con sé e faceva conoscere nel luogo dove si recava, facendo sì che oggi gli arrosticini siano reperibili un po' in tutto il territorio.


8. Napoli – Pizza a portafoglio

1, 2 et voilà! Pizza a portafoglio prontaphoto credit: Nunzia Marciano via Twitter

La città partenopea esibisce uno dei cataloghi più folti per quanto riguarda il cibo da strada e sceglierne il “re” non è semplice. Napoli, d’altra parte, è però la patria della pizza e quindi sarebbe un “affronto” non darle la corona. La pizza a portafoglio è il chiaro esempio di come i napoletani riescano sempre a venire incontro all’incalzante modernità preservando intatte le proprie radici. 
Questa tipologia, infatti, altro non è se non una pizza normale, generalmente margherita o marinara, ripiegata più volte proprio come un portafoglio per poter essere tenuta in mano intera senza sporcarsi. Per giungere a questo risultato si tende a fare delle pizze dalla circonferenza più piccola del normale ma soprattutto con i cornicioni meno spessi, per permettere la piegatura della pasta.
L’usanzanata più di trent’anni fa, è una risposta decisa ed economica dei partenopei al sempre più crescente numero di fast food stranieri. Qualunque turista o residente frettoloso può passeggiare per il centro storico gustando la pietanza più famosa al mondo, senza doversi fermare.


9. Salento (Puglia) – Puccia

Classica o secondo i propri gusti, l'importante è che sia una Puccia!

Terra meravigliosa e piena di tradizioni culinarie, il Salento può ostentare un cibo da strada unico. Questo particolare street food consta di due tipologie. La puccia classica, di piccole dimensioni, è comunemente detta “uliata” e contiene olive nere in salamoia rigorosamente non denocciolate. La puccia più grande, invece, è una pagnotta morbida all’interno e croccante all’esterno, farcita praticamente con qualsiasi cosa si voglia: dai salumi ai formaggi base, dalle verdure ai funghi, dall’insalata russa ai sottaceti e chi più ne ha più ne metta.
Viene divisa solitamente in due per facilitarne la degustazione ed è talmente rinomata in queste zone che ogni anno a Caprarica (in provincia di Lecce) si tiene la divertente “Festa Te La Uliata”, in cui si gareggia con lo sputo del nocciolo.


10. Palermo – Panelle

Pane e panelle, la bontà della semplicità

Il nostro viaggio nello street food Italia si conclude nella terra dei cannoli. Anche qui, come in Campania ed in molte altre regioni del centro-sud, la scelta del più appetitoso cibo da strada diviene complicata. Con le Panelle, però, si va sul sicuro.
La panella è una frittella di farina di ceci, in dialetto anche detta panelli o paneddi. Generalmente si usa il termine al plurale dato che queste frittelle, essendo molto piccole, si mangiano più di una alla volta.
Camminando per i vicoli di Palermo, non sarà difficile imbattersi in una friggitoria che vende “pane e panelle”. Si tratta di piccoli panini rotondi con semi di sesamo in superficie, chiamati mafalde, riempiti con 4 o 5 panelle e altri ingredienti fritti, come le crocchette di patate, dette localmente crocchè cazzilli.
Le panelle sono diffuse in Sicilia da secoli, probabilmente ereditate dagli arabi, che tra il IX e il XI secolo colonizzarono l'isola e che utilizzavano e utilizzano spesso nella loro cucina la farina di ceci.


Street food Italia, cibo da strada italiano: cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Le rosticcerie del Bel Paese offrono ai propri clienti delizie per tutti i palati: da quelli più delicati a quelli più forti. Negli ultimi anni, poi, stanno aumentando a dismisura le sagre e i festival dedicati a questo particolare tipo di piatto veloce. Se si pensa che ormai anche i grandi chef si stanno cimentando sempre più spesso nella preparazione dello street food allora il cerchio si chiude e l’addizione è completa.

Buon appetito a tutti!

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Autore: Marco Minei
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