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Socca: Nizza e i suoi sapori in una succulenta ricetta

Un incredibile viaggio ricco di profumi e sapori alla scoperta della famosa Socca. Nizza, regina della Costa Azzurra e perla della gastronomia d'Oltralpe

Socca: Nizza e i suoi sapori in una succulenta ricetta

photo credit: Myrabella / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Profumata, fragrante, croccante fuori, morbida all’interno, saporita e anche decisamente low cost. Stiamo parlando della Socca, uno dei piatti mediterranei più famosi e gustosi consumati in Provenza e in Costa Azzurra.  

Niente paura se ancora non conoscente la Socca: Nizza è il luogo perfetto in cui addentrarsi per assaggiare questo antico e succulento piatto della tradizione gastronomica d’Oltralpe e perdersi nei suoi delicati e speziati effluvi profumati.

La Socca (si pronuncia Soccà, attenti a non sbagliare!), conosciuta nel mondo per i suoi sapori poveri eppure così genuini, è da sempre la vera protagonista delle tavole provenzali.

A differenza dei piatti sontuosi e prelibati che contraddistinguono la cucina nizzarda – basti pensare alla famosa insalata di verdure crude con uova sode e filetti d’acciuga, al pan-bagnat, alla pissaladièr, alla ratatouille e al mesclun, solo per citare quelli più famosi – questa pietanza incarna il profondo legame della gastronomia con la tradizione, facile capire perché non si può rinunciare ad assaggiarla.


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SOCCA DI NIZZA: STORIA E CURIOSITÀ

A base di farina di ceci, ricca di proteine, vitamine e sali minerali, le origini di questa specialità nizzarda, si perdono nella notte dei tempi.

Conosciuta già circa 8.000 anni fa, pare che fosse il piatto preferito dei marinai francesi che mai si sarebbero avventurati in mare, senza aver prima gustato un’abbondante porzione di Socca. Le notizie sulla nascita della pietanza sono poche e frammentarie perché tramandate solo oralmente. Ma si ritiene, che la farinata di ceci sia giunta a Nizza grazie ad un gruppo di carpentieri genovesi, giunti in Francia sotto l’impero napoleonico, per lavorare come manovali nei cantieri navali di Tolone.

Il vero boom, però, si è avuto intorno ai primi anni del Novecento allorché, una procace venditrice nizzarda di nome Thèresa, di buon’ora, iniziò a sfornare abbondanti porzioni di questa vivanda da vendere ai pescatori appena tornati in porto, dopo le lunghe battute di pesca notturne.

Ancora oggi, il legame Socca - Nizza è molto vivo: numerosi sono i venditori ambulanti che, soprattutto nell’ora di punta, battono le vie e i quartieri della città per offrire ai turisti una porzione di farinata fresca e fragrante.  

Dai bordi leggermente abbrustoliti, dall’aspetto dorato e croccante, la Socca nizzarda nasconde il meglio di sé al suo interno: morbida e gustosa, dall’inconfondibile sapore robusto dei ceci e dal piccante dato dal pepe. La farinata ben si presta a essere servita con olive, carciofini sott’olio oppure accompagnata da un formaggio dal sapore energico, quali Roquefort e Camembert.

 video credit: Makustelijat


SOCCA: RICETTA E PREPARAZIONE

Se volete cimentarvi nella preparazione della celebre specialità nizzarda, ecco la ricetta, le dosi e la descrizione passo passo del procedimento di cottura. 

Ingredienti:

- 250 gr. di farina di ceci

- ½ litro d'acqua

- sei cucchiai grandi di olio extra vergine d'oliva

- sale

- pepe da macinare

 

Preparazione:

Prima cosa da fare, scaldare il forno fino alla sua massima potenza.

In una ciotola piuttosto capiente, aggiungere l'acqua fredda, setacciare la farina di ceci e mescolare energicamente con una frusta a mano. Aggiungere, poi, quattro cucchiai di olio d'oliva e un pugno di sale. Amalgamare con cura, prestando attenzione a non formare grumi.  

Ungete con dell’olio d’oliva una teglia rettangolare prima di adagiarla nel forno. Lasciatela scaldare al massimo quattro minuti, toglietela dal forno e adagiatevi l’impasto, formando uno spessore di circa 3 mm. Dopo un paio di minuti, su per giu, impostare la funzione grill del forno e lasciar andare per altri 5 minuti. Non preoccupatevi se dovessero formarsi delle bolle: basterà schiacciarle con uno stecchino di legno. Il tutto sarà pronto, quando vedrete la crosta lucida e dorata e i bordi lievemente abbrustoliti.

Spolverate con il pepe fresco macinato e servite la Socca ancora calda da forno, in modo da gustare appieno la morbidezza del suo interno.

Pur potendo essere congelata e mangiata in seguito, il consiglio è di assaggiarla proprio appena sfornata, quand’è ancora bella calda e croccante. Impagabile, infatti, è il tripudio di sapori che avvolgerà il vostro palato, soprattutto se vi lasciate tentare anche da un buon vinello fresco o rosé.

Ingredienti semplici, low cost, ma in grado di dar vita a un piatto saporito, gustoso e, al contempo, leggero, fruibile in qualsiasi situazione, questa è la vera particolarità della Socca. Nizza, quindi, non è solo una delle perle della Costa Azzurra, ma anche lo scrigno d’invitanti e appetitosi sapori mediterranei.

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