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Sicilia da record: prima regione UNESCO in Italia

Con l'ingresso della Palermo arabo-normanna e delle Cattedrali di Cefalù e Monreale all'interno dei luoghi Patrimonio dell'Umanità, la Sicilia è record italiano di siti UNESCO

Sicilia da record: prima regione UNESCO in Italia

E’ delle ultime ore la notizia di un nuovo record italiano: la Sicilia schizza in testa alle regioni italiane per numero di siti dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità, “titolo” che si contende con Lombardia, Toscana e Campania, altre regioni ad “alto tasso UNESCO”. Con l’ingresso della Palermo arabo-normanna e delle Cattedrali di Cefalù e Monreale nella World Heritage list, salgono a 27 i siti siciliani degni della menzione internazionale.

Nuovi sito UNESCO della Sicilia, la Cattedrale di Cefalù e la sua scalinata

photo credit: Chiesa di Cefalù via photopin (license)

La commissione riunitasi a Bonn negli scorsi giorni ha infatti deciso di scegliere l’itinerario arabo- normanno come luogo da proteggere e difendere: grande gioia espressa dai cittadini palermitani e dal sindaco Leoluca Orlando per i 9 monumenti dell’itinerario, di cui ben 7 figurano nella città di Palermo. 

Tra questi:

  • il Palazzo Reale con la Cappella Palatina;
  • le Chiese di San Giovanni degli Eremiti e di Santa Maria dell’Ammiraglio;
  • la Chiesa di San Cataldo;
  • la Cattedrale di Palermo;
  • il Palazzo della Zisa;
  • a queste meraviglie si aggiungono le due Cattedrali di Monreale e Cefalù, con i rispettivi chiostri.

Un riconoscimento, dunque, alla storia e all’arte dell’isola, da sempre crocevia di popoli, lingue e culture che ancora oggi traspaiono dalle architetture e dalle tradizioni. Salgono, come già detto, a 27 singoli siti i luoghi siciliani, dunque, iscritti nel patrimonio UNESCO: negli scorsi decenni, infatti, altri luoghi simbolo come i templi di Agrigento, Piazza Armerina, le isole Eolie, le città tardo-barocche della Val di Noto, Siracusa e la Necropoli di Pantalica, il Monte Etna avevano ottenuto questa speciale protezione internazionale. A questi si erano aggiunti, inoltre, ben due patrimoni considerati dall’UNESCO “immateriali”: il teatro dei “Pupi” nel 2008 e, conquista datata 2014, le viti ad alberello di Pantelleria da cui si ricava il prezioso zibibbo.

L’intera Penisola è degnamente rappresentata all’interno dei siti UNESCO dichiarati Patrimonio dell’Umanità. Per l’agenzia delle Nazioni Unite, infatti, sono ben 51 i siti italiani degni di protezione: all’interno di questi figurano le più antiche bellezze italiane come i Sassi di Matera, il centro storico di Napoli, Roma e le dolomiti, accanto a 6 patrimoni "immateriali": tra questi i già citati pupi siciliani e le viti di Pantelleria, assieme al canto pastorale sardo, l’artigianato dei violini modenesi, le tradizionali processioni a spalla della tradizione cattolica italiana. Il tutto “condito” dalla dieta mediterranea, dichiarata patrimonio UNESCO nel 2010: una ricchezza che la Sicilia condivide con tutte le regioni italiane e con altri paesi del Mediterraneo come Spagna, Marocco, Grecia, Cipro, Croazia e Portogallo.

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