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Scintille di fuoco in onore di Sant'Antonio Abate

Con l'arrivo del nuovo anno, ecco che prendono il via in giro per l'Italia i tradizionali "fuochi" in onore di Sant'Antonio Abate

Scintille di fuoco in onore di Sant'Antonio Abate

Si dice inverno, si pensa al periodo di stasi che coinvolge la natura intera. Una fase di riposo, per mettere da parte le energie necessarie ad affrontare il nuovo divenire, con il rinascere della vita e l'arrivo della primavera.
Anche la cultura popolare, attraverso le usanze tramandate dal passato, rivive queste atmosfere della civiltà contadina, particolarmente sentite organizzando nel mese di gennaio cerimonie speciali, tra il sacro e il profano.

Una raffigurazione di Sant'Antonio Abate circondato dai suoi amati animali

Sono molte, da nord a sud, in tutta Italia i luoghi in cui nella notte tra il 16 ed il 17 gennaio prendono vita spettacolari fuochi realizzati per celebrare la festività di Sant'Antonio Abate, che si pone metaforicamente come momento di transizione tra le festività natalizie e l'inizio del Carnevale.

Antonio, monaco di origine egiziana, fu il primo religioso che si pose alla guida di una comunità di confratelli, acquisendo così l'appellativo di "Abate". All'età di 20 anni, decise di abbandonare tutto e di ritirarsi in isolamento presso una tomba scavata nella roccia nei pressi della sua città natale in Egitto, Coma, l'odierna Qena, dedicandosi in maniera esclusiva al lavoro e alla preghiera. In seguito, sviluppata  la sua piena e profonda presa di coscienza, si incamminò attraverso il deserto, salendo sui monti del Pispir, nei pressi del Mar Rosso. Qui proseguì la sua ricerca di totale liberazione dalle tentazioni del fuoco del demonio e di consacrazione a Dio.

Lo stesso grande fuoco che viene acceso all'aperto in concomitanza con le celebrazioni in onore del Santo, in cui alla celebrazione religiosa si fondono antichi rituali di origine pagana, densi di significati legati all'idea di purificazione e consacrazione. Accendere un falò nelle fredde notti  invernali equivale, infatti, a sconfiggere le tenebre ed il male,  generando uno spazio di condivisione e socialità .

Il falò di Sant'Antonio in piazza a Morimondo, Milano

Accompagnati da piccole sagre, canti e danze, come vuole la tradizione gli abitanti iniziano molti giorni prima a costruire la catasta di legna fino ad arrivare al giorno in cui finalmente si dà vita al falò, e in cui anche gli animali domestici vengono condotti a ricevere la benedizione ecclesiastica.

Il fuoco e gli animali domestici sono simboli devozionali profondamente legati al culto di Sant'Antonio. Ancora oggi, infatti, il Santo viene riconosciuto come patrono dei vigili del fuoco, dei fornai e di tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco, ma anche degli animali domestici e del bestiame.

Nei dintorni di Milano i falò rischiarano le campagne dell'hinterland cittadino per quasi una settimana. Nei giorni tra il 16 ed il 19 gennaio tra parchi cittadini (Parco del Ticinello, Parco Lambro e Parco delle Cave) ed antichi borghi della zona ( tra cui Figino, Muggiano, Morimondo e Quinto Romano), le serate  sono allietate oltre che dal tepore del fuoco, da eventi musicali e buon cibo accompagnato con caldo vin brulé.

La grande catasta di legna che aspetta di essere incendiata in onore di Sant'Antonio a Viterbo

Un interessante mix di spettacolo e tradizione storica avvolge anche il centro Italia, dove a Bagnaia, frazione di Viterbo (Lazio), la festività del cosiddetto "Santo del porcellino" è molto sentita. Infatti, anche se qui non nasce come festa patronale, è molto sentita dagli abitanti.

Prima dell'accensione del focarone, il 16 gennaio di ogni anno, un corteo storico si inoltra tra le antiche vie del piccolo borgo, fino a giungere in prossimità del falò, dove si dà il via ai festeggiamenti secondo l'augurio dell'antico proverbio bagnaiolo "Chi festeggia Sant'Antonio, tutto ell'anno le passa bono".

La catasta si accende in prossimità del 17 gennaio anche a Rocchetta Sant’Antonio, piccola cittadina nella provincia di Foggia. Qui, dopo i Vespri solenni e la Santa Messa, si dà il via alla festa, tra prodotti tipici e concerto bandistico.

(Foto di Carmine Castella)

In territorio salentino, invece, i falò in onore di Sant'Antonio vengono allestiti un po' ovunque, anche se quello più importante, data la sua storia e tradizione, è la Focara di Novoli (Lecce): una vera e propria "festa del fuoco", che per la sua portata spettacolare attrae migliaia di pellegrini e visitatori da tutta Italia, e non solo. La creazione del monumentale falò, in dialetto salentino denominato focara, coinvolge l'intera popolazione cittadina, che si adopera collettivamente per il reperimento, il trasporto e la sistemazione delle fascine di legna, derivanti dagli scarti della potatura della vigna.

L'incredibile spettacolo della focara che illumina la fredda notte di Novoli (Lecce)

Ed è così che tra tradizioni, buon cibo e atmosfera di festa nei prossimi giorni si approfitta per salutare il Natale e consumare in onore dell'arrivo del Carnevale le scorte di cibo invernali, con balli e canti, un modo "festoso" per prepararsi così ai quaranta giorni di digiuni imposti dalla Quaresima, ma anche per tenere vive le tradizioni, le usanze, e mantenere salde le proprie radici.

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Articolo pubblicato il
Autore: Ilaria Cucci
Scintille di fuoco in onore di Sant'Antonio Abate
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