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Roma: ritorna alla luce la pavimentazione esterna al Colosseo

Dopo tre anni di scavi è riemerso l'antico pavimento Vespasiano all'esterno del Colosseo, risalente al I secolo d.C.

Roma: ritorna alla luce la pavimentazione esterna al Colosseo

Ci sono voluti tre anni di scavi e un notevole dispendio di energie per far riaffiorare un altro pezzo di storia di Roma. Grazie al lavoro degli archeologi, coordinati dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici, è oggi possibile ammirare una parte della pavimentazione originale esterna dell'anfiteatro Flavio, uno dei monumenti più importanti della Città Eterna.  

 

LA SCOPERTA 

Occorre immaginare il Colosseo come uno stadio di calcio moderno per capire a cosa si riferisce la pavimentazione riaffiorata in questi giorni. Quella zona, infatti, era destinata agli spettatori che dovevano entrare all'interno dell'anfiteatro per assistere agli spettacoli. Ognuno si posizionava in corrispondenza del varco indicato nella tessera, per accedere al settore assegnato, incanalandosi in un percorso pedonale che girava ad anello intorno alla struttura del Colosseo.  

Stando a quanto riportato da Rossella Rea, direttrice del Colosseo a cui è stato anche affidato l'incarico di direzione scientifica dei lavori, la pavimentazione risale all'epoca Flavia del Colosseo, quella sotto l'egida imperiale di Vespasiano e Tito, corrispondente al I secolo dopo Cristo

Si tratta, quindi, di un sistema non molto diverso da quello utilizzato oggi per l'accesso ai tornelli degli stadi: all'epoca, quella era chiamata "area di rispetto" ed era costituita da lastroni in travertino regolari con dimensioni 50x40 cm, che corrono paralleli alla circonferenza dell'anfiteatro. La parte finora emersa è lunga circa 30 metri,  ma gli studiosi non escludono che potrebbero essere presenti delle altre parti non ancora riportate alla luce. 

La zona interessata da questi lavori di scavo è quella che guarda verso il colle Celio, sul lato sud della Piazza del Colosseo, non distante dalla Porta Libitinaria.  

I blocchi di travertino si trovavano a circa 60 cm di profondità, sepolti da uno spesso strato di terra che nel corso dei secoli si è accumulato occultando, di fatto, un'importante testimonianza del nostro passato. 

Qui alcune foto .
 

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IL CANTIERE
 

Questa straordinaria scoperta, derivate da un intenso studio precedente, dà ulteriori conferme agli archeologi che quella zona ha ancora tantissimi tesori celati tra le rovine e le distese di terra. Gli scavi non sono stati condotti con l'intento di trovare questa pavimentazione ma con la certezza che, da quella zona, sarebbero potute emergere importanti tracce per ricostruire un altro tassello di storia. I lavori non si interrompono con questo ritrovamento, ma proseguiranno alla ricerca di altri indizi che permettano di migliorare le conoscenze sulla città e sulle sue origini. 
Negli ultimi mesi sono numerose le scoperte effettuate durante gli scavi in città, come la dimora nei pressi del Quirinale o i frammenti di un nuovo arco di Tito, ma anche i monumenti finalmente tornati a disposizione del pubblico, come la rampa Domizianea.

 

Si sente spesso dire che Roma è un museo a cielo aperto, ma non si può definire diversamente una città in cui, a ogni passo, si viene circondati da testimonianze del suo passato glorioso. Passeggiare per Roma è come percorrere un'ideale percorso nel tempo, dall'antichità ai giorni nostri passando per le diverse ere storiche che hanno segnato il volto della Città Eterna. 

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