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Ritmo catalano: ay che rumba!

Esplosa negli anni Quaranta fra le comunità gitane di Barcellona, la rumba catalana è diventata uno dei pilastri della cultura spagnola nel mondo

Ritmo catalano: ay che rumba!

In quel di Barcellona, nel quartiere Portal, gli anziani gitani (i “romanì") raccontano ai più piccoli che la rumba nacque negli anni Quaranta, quando un gitano chiamato El Orelles si dilettava a suonare la chitarra e cantare per il quartiere.

Sempre in quel del Portal, negli stessi anni, un altro gitano chiamato El Toqui inventò un nuovo modo di suonare la chitarra che univa a melodia con le percussioni, il flamenco con il rock and roll: nasceva la rumba catalana che, negli anni a seguire, conquistò le famiglie gitane del quartiere Gràcia, calle della Cera del Raval e Hostafrancs.

La targa commemorativa che ricorda Antonio Gonzalez, creatore della rumba catalana, in Carrer Fraternitat 8, a Barcellona

Con l’avvento della televisione, artisti come Peret e Antonio Gonzalez (noto come El Pescadilla e marito della stella del flamenco Lola Flores) fusero modernità e tradizione, riscrivendo classici di Frank Sinatra e di Elvis Presley in chiave catalana.

Ma tra i due fu Peret, originario di Matarò (cittadina della Costa Brava), a lanciare la rumba nel tempio internazionale della musica. Dopo tanto successo e furore, però, Peret si ritirò a vita privata, dandosi a ritmi da asceta, mentre il successo di Gonzalez venne offuscato da quello della moglie.

Una targa commemorativa ricorda ancora quest’ultimo in Carrer Fraternitat 8, nel quartiere di Gràcia. La targa recita: “Al numero 8 del Carrer Fraternitat, a l’any 1925, va neixer, Antonio Gonzalez “El Pescadilla”, creador del Rumba Catalana”.

Caduto in disuso e messo in ombra dalla dance che conquistava il Pianeta, gli anni Settanta sembravano suonare il requiem per la rumba, ormai relegata al rango di musica folk, prerogativa di pochi appassionati.

E invece, mentre impazzavano i Bee Gees e gli Abba, quegli anni coincisero con la riscoperta da parte dell’artista Gato Perez dei ritmi catalani. Gli anni Ottanta e Novanta, poi, segnarono la consacrazione commerciale del genere con gruppi di successo come i Gipsy Kings, che contribuirono a sprovincializzare la rumba.

La

Ancora oggi Barcellona e la sua comunità restano la "Mecca" del ritmo simbolo dei catalani: un crogiuolo dove si fondono i canti catalano-andalusi, la musica afrocubana accompagnati dalle chitarre spagnole, dai bonghi, dai timbales, conga, percussioni e pianoforte.

La rumba vive, oggi, una nuova rinascita culturale, grazie alla riscoperta passione per il ballo standard (tango,

valzer, flamenco, paso doble, rumba, cha cha ecc) ma anche grazie a numerosi gruppi di musicisti che rieditano vecchi arrangiamenti. Tra questi, ad esempio, i Papawa, i Barrio Negro e El Tio Carlos. Altri, come il cantante Melendi, hanno fuso le melodie catalane con il rock: Melendi, originario delle Asturie, è la dimostrazione di come questi ritmi ormai siano rappresentativi di tutta la Spagna e non solo della Catalogna.

Oggi, grazie al web e cd è facile farsi un’idea della rumba. Ma è solo nei quartieri in cui è nata che potrete capire

davvero cosa sia questo ritmo in 4/4. Sulle Ramblas, troverete un locale dove potrete godere di uno spettacolo musicale dal vivo, mentre degustate piatti tipici della gastronomia catalana. Preparatevi perché gli artisti de La Rumbeta (segnate l’indirizzo, Plaça Joaquim Xirau – Passatge d’Escudellers, 7) vorranno che anche voi partecipiate al concerto. 

Il famoso gruppo di rumberos moderni: I Gipsy KingsLa rumba catalana vi scorrerà nelle vene e non c’è niente di meglio che farlo in uno spazio come questo, dove godrete di uno spettacolo musicale dal vivo accompagnato da prodotti di alta qualità. Gli artisti, per la maggior parte gitani che vivono nel quartiere di Gràcia o nel Raval, recupereranno per voi il suono della rumba più autentica. Inoltre, vi spiegheranno l’origine e l’evoluzione di questo genere e vi insegneranno tecniche musicali tipiche della rumba, come “el ventilador” o “el martell”, senza dimenticare i vari modi di battere le mani. 
Ma l’anima vera della rumba è il quartiere di Gracìa. A dire la verità, fino alla fine del XIX secolo costituiva un paese indipendente. Nonostante ormai sia ufficialmente un distretto di Barcellona continua ad essere una piccola isola indipendente nella città. Durante il franchismo è stato l'epicentro della rivolta anarchica e tutt'ora conserva la sua anima bohèmienne: è il buen retiro di  artisti, attori, musicisti, fotografi e disegnatori .E' nella sua Plaza del Sol che  si svolge la vita notturna del quartiere con numerosi bar e Caffè con tavolini all'aperto, molto invitanti, soprattutto nelle notti d'estate.

E voi, siete pronti a trasformarvi in dei veri rumberos? La Spagna e i quattro quarti della rumba catalana sono già nell’aria…

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