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Piccoli villaggi crescono: Shenzhen

Nel 1978 era solo un piccolo villaggio di pescatori. Oggi questa metropoli è una delle zone economiche speciali più importanti di tutta la Cina

Piccoli villaggi crescono: Shenzhen
Era il 1978 quando Deng Xiaoping, importante uomo politico del partito comunista cinese tra gli anni '70 e gli anni '90, fece di questo piccolo villaggio di pescatori una delle numerose zone economiche speciali della Cina Popolare per testare qui nuove riforme economiche e sociali: una sorta di macroesperimento che trasformò Shenzhen in una grande città amministrata dall'immensa provincia di Guangdong.
La scelta cadde su questa piccola realtà per la sua vicinanza ad Hong Kong, splendido esempio di amministrazione britannica. Scopriamo assieme la sua atmosfera singolare, sospesa tra oriente e occidente.

Shenzhen non è affatto una realtà semplice: è un concentrato di uomini d’affari, lavoratori, squali della finanza e tanti, tantissimi, clandestini in cerca di lavoro. Nel senso tradizionale del termine non è una vera e propria meta turistica ma è una tappa obbligata per chi è diretto ad Hong Kong. Tuttavia, la sua fauna umana e la sua rapida e incredibile evoluzione meritano una visita.

L'ingresso del museo Boguwuan, il museo cittadino di Shenzhen, Cina

Shenzhen offre ai turisti di passaggio numerosi musei e mostre d’arte che meritano di essere conosciute e visitate. Il museo Boguwuan, il museo cittadino, è ospitato nel cosiddetto parco dei Lichti e custodisce circa 20mila manufatti di giada, porcellana, oggetti in bronzo più una sezione dedicata al passato della città e alla sua riqualificazione. Meishuguan, invece, è la galleria d’arte più famosa della città e si trova nella parte nord orientale della città nel Parco di Donghu, organizza prevalentemente mostre di arte contemporanea: degna di nota è la Overseas Chinese Town. Imperdibile la “Splendid China”, una sorta di Cina in miniatura composta da circa 80ricostruzioni di monumenti e città principali della Cina che vi permetteranno di conoscere il Celeste Impero in men che non si dica!

Nei dintorni della Splendid China potrete rilassarvi in due parchi a tema molto importanti: il China Folk Culture Village e il Window of the World. Il primo è una sorta di museo etnografico con ricostruzioni di villaggi e rappresentazioni di cultura popolare; il secondo è un’estensione dell’idea della Splendid China su scala mondiale: potrete fare il giro del mondo in pochi minuti gironzolando tra Parigi, New York e Pechino. Rigorosamente in miniatura.

L'ingresso del Parco di DOnghu di Shenzhen, Cina

Per molti Shenzhen è il paradiso degli shopping-addicted, ma occhio ai falsi: ne è il regno. Ad onor del vero, è possibile fare ottimi affari nei dintorni senza dover spendere un patrimonio. Perciò occhi aperti a proposito di prezzi e attenzione alle truffe. Se proprio volete sbizzarrivi a Shenzhen non perdete il Luohu Commercial City: se avete le mani bucate, tenete a freno i vostri istinti. Questa Sodoma e Gomorra dello shopping sfrenato vi offre cinque piani di abbigliamento, scarpe, dvd, e anche dell’inutilissima paccottiglia. Se invece preferite allegri e colorati mercatini potrete recarvi a Dongmen: Dongmen Zhonglu è il cuore di questo quartiere dello shopping easy ed è un crocevia di stradine e aree pedonali nelle quali perdersi. Attraversatele passeggiando e assaggiando i piccoli snack che le bottegucce aperte offrono: sicuramente la piacevolezza di questa passeggiata aiuterà a riprendervi dalla confusione infernale di questa città che conta ben 11 milioni di abitanti.

Dongmen Zhonglu è il fulcro dello shopping di Shenzhen, Cina

Non dimenticate che pur essendo vicinissimi ad Hong Kong le differenze sono evidenti da subito: per esempio, qui quasi nessuno parla Inglese e così anche le cose più semplici, come fare il biglietto del treno, diventano complicate. Per spostarvi utilizzate la metropolitana: efficientissima, funzionale, con gli schermi a cristalli liquidi che trasmettono le news (e la pubblicità). Qui potrete notare decine di giovani con dispositivi elettronici portatili collegati a infrarossi che giocano uno contro l'altro, senza parlarsi. I pochi abitanti che conoscono l'Inglese cercano di attaccare bottone: noterete subito che si sorprenderanno se scoprono che siete turisti: come avrete capito Shenzhen non è una città turistica, qui è il business a farla da padrone.

Pronti a calarvi in quest’ibrido tra Dubai, Pechino e Wall Street? Ricordate: ciao si dice ni hao e grazie si dice xiexie. E da Shenzhen è tutto!

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