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Nozze gay: l'Irlanda ha detto sì!

Con un referendum popolare la cattolica Irlanda ha approvato le unioni tra persone dello stesso sesso: è il 17mo Stato europeo a legalizzare i matrimoni gay

Nozze gay: l'Irlanda ha detto sì!

Bandiere arcobaleno e grande gioia nelle strade di Dublino e del Paese: l’Irlanda ha legalizzato le nozze gay attraverso un referendum popolare che ha mantenuto le aspettative dei sondaggi. Sono stati più del 62% i pareri favorevoli espressi nelle urne dal popolo irlandese, confermando così le previsioni della vigilia che davano la vittoria del sì al 70%.

Per l’Irlanda si tratta di un passo importantissimo, inimmaginabile fino a pochissimi anni fa. Tradizionalmente, infatti, la Repubblica dell’Isola Verde è un Paese a fortissima tradizione cattolica, conservatore e praticante, tanto che il reato di omosessualità è stato abolito appena 20 anni fa.

Da allora l’Irlanda ha fatto grandi passi da gigante nella battaglia per i diritti civili e l’idea di lasciare in mano al popolo una decisione così importante, anche dal punto di vista culturale, deve intendersi come una grandissima prova di democrazia da parte del governo locale: per la prima volta una nazione ha dato ai cittadini la possibilità di modificare la Costituzione attraverso un referendum.

La notizia del successo del referendum è stata data in anteprima su Twitter dal ministro delle pari opportunità, Aodhan O'Riordain, già prima che lo spoglio fosse finito, quando ormai era chiaro che gli irlandesi avevano dato il loro consenso alle unioni gay.

Come cambierà la carta costituzionale dopo questo storico risultato? Sulla scheda della votazione gli irlandesi sono stati chiamati ad accettare o rifiutare l’inserimento di una clausola all’Articolo 41 della Costituzione, nella sezione Famiglia:

Il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso.

Sono stati tantissimi i volti noti dello spettacolo internazionale che si sono battuti per il sì nelle scorse settimane e tra loro non poteva che esserci anche il leader degli U2, Bono, da sempre impegnato nelle campagne di sensibilizzazione per i diritti civili in Irlanda. Degna di nota anche la partecipazione dei principali partiti politici del Paese.

L’Irlanda conta quasi 5 milioni di abitanti e le sue forti radici cattoliche hanno influenzato per secoli il corso della sua storia ma il Paese sta cambiando e ha capito che una struttura culturale antica e ben radicata non dev’essere in contrasto con la necessità di garantire uguali diritti a tutti i cittadini.

L’Irlanda è il 17esimo Stato europeo ad aprire alle unioni civili, seguendo l’esempio dei Paesi Bassi che, ben 14 anni fa (2001) sono stati il primo Paese al mondo ad approvare i matrimoni gay.

Sulla scia di questa storica decisione, anche altri Paesi in Europa hanno legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso:

  • Belgio (2003)
  • Spagna (2005)
  • Norvegia e Svezia (2009)
  • Islanda e Portogallo (2010)
  • Danimarca (2012)
  • Inghilterra, Galles, Scozia, Lussemburgo e Finlandia (2014)
  • Slovenia e Irlanda (2015)

Le unioni civili, invece, sono legali in: Germania, Austria, Malta, Ungheria, Croazia, Estonia, Irlanda e Repubblica Ceca.

Sono rimasti solo 9, invece, i Paesi europei in cui ancora non sono previste leggi a tutela dei diritti civili per le coppie omosessuali: Italia, Grecia, Cipro, Bulgaria, Romania, Lettonia, Polonia, Lituania, Slovacchia.

L’approvazione dei matrimoni gay in Irlanda ha rotto uno degli ultimi tabù e potrebbe fare da apripista anche per altri Paesi europei in cui la fortissima influenza cattolica ha sempre ostacolato l’affermazione delle unioni civili. #IrelandSaidYES

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