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Nozze gay, l'Australia ci ripensa

A pochi giorni dalla celebrazione di una trentina di matrimoni, la Corte Costituzionale australiana annulla la legge che legittima le unioni omosessuali

Nozze gay, l'Australia ci ripensa

Per un po' di tempo ci avevamo creduto: un altro Paese stava per dare la possibilità a due persone dello stesso sesso di unirsi legalmente e far valere i propri diritti come coppia. Si trattava dell’Australia, che da qualche mese era sotto i riflettori del mondo LGBT per questo atto importante. 

A ottobre, infatti, il Territorio di Canberra aveva approvato il matrimonio gay e si attendeva soltanto che la legge entrasse in vigore. I piani, però, sono cambiati e chi era in attesa di un consenso definitivo per poter volare verso l'Oceano Pacifico e celebrare le proprie nozze, potrà abbandonare le speranze, almeno per il momento.

A distanza di pochi giorni dall'effettiva attuazione della norma, infatti, la Corte costituzionale australiana ne ha decretato l'invalidità e di conseguenza, tutti i trenta e più matrimoni gay che si erano celebrati allo scoccare della mezzanotte di sabato 7 dicembre 2013, sono stati annullati.

I riti civili si erano tenuti appunto a Canberra, capitale dello Stato, ma il governo federale si era immediatamente appellato al tribunale, invocando con fermezza la sospensione dell'Australian Capital Territory.

A tale richiesta, l'Alta Corte ha risposto all'unanimità, annullando la legge e sospendendo l’ACT. Il motivo risiede nel fatto che - pur essendo l'Australia suddivisa in stati e territori indipendenti - il matrimonio è disciplinato dalle leggi federali, che sostengono attivamente il Marriage Act del 2004, secondo il quale possono sposarsi soltanto le coppie formate da un uomo e una donna.

Un avvocato del governo ha poi dichiarato che la sussistenza di più leggi riguardanti il matrimonio contribuirebbe soltanto a generare confusione, mentre il Marriage Act risulta più che esaustivo in materia.

Molto deluso il direttore nazionale del gruppo di pressione australiano Marriage Equality, Rodney Croome, che continuerà in ogni caso la sua battaglia a favore dei diritti gay.

Nonostante le coppie in lacrime, dunque, e una scusa in meno per visitare il Paese, alla popolazione resta comunque la soddisfazione di aver compiuto un primo passo verso il diritto all'uguaglianza dell'amore.

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