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Nel continente nero: tra i Masai e Zanzibar. Seconda e ultima puntata.

Dopo il safari in Tanzania, la scoperta del continente nero passa per i villaggi masai e le spiagge di Zanzibar

Sara Fusco
Nel continente nero: tra i Masai e Zanzibar. Seconda e ultima puntata.

Continua il viaggio in Africa di Alessandra e Giuseppe, i novelli sposi che dopo aver incontrato da vicino elefanti, zebre e ghepardi in 3 giorni di emozionante safari, proseguono la scoperta del continente nero. Prima di lasciare la Tanzania, tappa al villaggio Masai, per conoscere oltre a flora e fauna anche quel popolo e quella cultura che rendono l’Africa un posto così speciale.

Ale, parlaci dell’incontro con questa nuova cultura.

Abbiamo visitato un villaggio Masai, uno dei più poveri. Le baracche sono costruite con paglia, fango ed escrementi di animali, i letti sono di cartone e rami. C’è una grande povertà e anche le situazioni igieniche sono al limite: l’acqua è il bene principale e lì manca. Nonostante questo si avverte ilarità, si vedono grandi sorrisi. La cosa più bella è stata l’accoglienza. Già fuori dal villaggio si sono divisi tra uomini e donne e hanno cominciato a ballare, cantare e suonare con i loro strumenti in gomma e battendo i piedi. Uno di loro, il solo a parlare inglese, ci ha spiegato un po’ la cultura e le abitudini del posto e poi ci ha condotto dagli altri abitanti, una cinquantina. Ci hanno accolto nelle loro case, raccontato le loro giornate…

E per loro non è stata un’invasione?

No, ripeto, ci accoglievano con dei sorrisi. Anche perché prendono quel poco che viene loro dal turismo, che a loro serve per l’acqua. I 20 dollari dell’ingresso sono devoluti al trasporto dei serbatoi d’acqua che è davvero carente; abbiamo contribuito anche al fondo per la scuola presente nel villaggio e a ogni monetina che infilavamo nel salvadanaio ci ringraziavano con canti e balli. Poi ovviamente c’è la vendita dei loro prodotti artigianali, fatti dalle donne in casa. Hanno scelto di portarci in uno dei villaggi più poveri proprio per cercare di far ottenere qualcosa anche a loro. Anche a Zanzibar ovviamente c’era miseria, ma non così. In quanto meta turistica è sicuramente più sviluppata, sebbene permangano situazioni critiche. A volte mi dava fastidio vedere questo extra lusso degli hotel e, poco distanti, case di mattoni, lamiere e povertà: un contrasto stridente e duro.

Zanzibar è stato invece il vostro paradiso matrimoniale. Una piccola tregua alla vostra avventura.

Zanzibar è perfetto per il relax e le escursioni. Cavalcate sulla spiaggia, snorkeling, l’escursione a Nakupenda, un’isola bellissima dal mare cristallino prima destinata al trasporto degli schiavi: abbiamo visitato le prigioni, incontrato tartarughe secolari. Noi alloggiavamo a Kiwengwa, zona nota per il fenomeno delle maree: lì si verificano ogni sei ore, così laddove c’era il mare, potevi trovare dopo poco distese di sabbia fatte di conchiglie e coralli. Certo il mare non era limpido come poteva essere nella parte nord, ma non volevamo perderci un fenomeno del genere.

Insomma un viaggio di nozze avventuroso alla scoperta del continente nero. E il resto della luna di miele lo lasciamo a loro.

FINE.

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Autore: Sara Fusco
Nel continente nero: tra i Masai e Zanzibar. Seconda e ultima puntata.
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