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Neighborhood, West Village

Passeggiando per le strade del Village: le gallerie d'arte, i ristoranti famosi, gli artisti e i luoghi simbolo che lo hanno reso unico

Neighborhood, West Village


New York City
è un concentrato di etnie differenti, un mix di storie di personaggi provienenti dai più lontani angoli del pianeta e il tutto si concentra in una lingua di terra tra l’oceano atlantico e la sconfinata distesa nordamericana. In questa moltitudine di differenze, girovagando nel centro del mondo, si trovano scorci nei quali ognuno può trovare un angolo di casa e sentirsi parte di una grande storia.

Divisa in cinque macroaree - Mahanattan, Brooklyn, Bronx, Queens e Staten Island - ognuna delle quali è suddivisa in quartieri, la metropoli statunitense offre troppi spunti e troppe attrazioni per essere raccontata tutta in una volta. In quest’occasione ci soffermeremo su uno dei suoi neighborhood più chic e colorati, il West Village.

Si estende dalla sesta strada fino alle rive dell’Hudson e confina con altri importanti distretti di Manhattan come il Greenwich village, Soho e il notturno Meatpacking district. Da sempre è la zona che richiama l’Europa, soprattutto per le tante villette a schiera al massimo di due piani, i viali alberati e la vita che scorre più tranquilla rispetto alla frenesia produttiva tipica della City.

Il West Village brulica di artisti in erba, fashion designer, chef estrosi e creativi. È l'anima radical chic della città, forse un tantino snob ma solo per chi non lo conosce fino in fondo. Passeggiare per i suoi vialetti alberati con l’ultimo numero del New Yorker in una mano e nell’altra una borsa griffata ed eccentrica potrebbe essere una scena di normalissima quotidianità, così come incrociare simpatiche signore attempate e addobate in modo kitsch che rientrano a casa dopo una passeggiata al parco.

È facilissimo trovare persone intente a farsi fotografare davanti la casa di Carrie Bradshaw, al 64 di Perry Street - anche se nel telefilm Sex and the City si dice che sia nell'Upper East Side - noncuranti del cartello, che esprime disappunto, apposto dai nuovi proprietari.

Tappa obbligatoria per i più golosi è il 401 di Bleeker St., per un cupcake da Magnolia Bakery. Questa piccola "fabbrica delle meraviglie" è diventata ormai un simbolo del Village: le sue saporite creazioni si possono trovare in tutta la città, ma gustarle nell’originale pasticceria fa tutto un altro effetto. C'è sempre un po’ di fila all’entrata, ma non bisogna demordere perché ne vale davvero la pena. Al suo interno, le mani dei sapienti pasticceri preparano i cupcakes proprio sotto gli occhi dei clienti e c'è la possibilità di scegliere tra vari gusti, identificati dai colori sgargianti della crema di burro.

Il West Village è famoso anche per le sue strade, ottime per una giornata di shopping. Ci sono tante piccole boutique all’europea, più intime e meno affollate dei mega centri commerciali come Macy’s e Saks, che hanno collezioni non convenzionali e tanto vintage! Anche Marc Jacobs, vero guru dello stile newyorkese, ha diversi negozi qui che sono concentrati su Bleeker Street.

Nel quartiere dell’estro creativo non poteva mancare l’art space per accellenza, il White Column. Fondato 43 anni fa da Jeffrey Lew e Gordono Matta-Clark per regalare agli artisti un posto dove poter sperimentare ed esibire le proprie opere, è diventato il più antico spazio di arte contemporanea-alternativa della Grande Mela.

Un altro angolo di storia e cultura del West Village si può trovare nella libreria Three Lives and Company, all'angolo tra la 154 W e la 10th. Questo luogo non è solo un bookstore che offre un’ottima selezione di libri, ma un centro culturale vivo che coinvolge i suoi clienti in eventi sempre nuovi e stimolanti.

I ristoranti che affollano il West Village sono moltissimi, ma non bisogna perdere assolutamente la Jeffrey’s Grocery per un brunch oppure la White Horse Tavern, che negli anni ’50 era il faro di letterati bohemien, come Dylan Thomas e Jack Kerouac. Anche se oggi non è più frequentata molto da scrittori, ma soprattutto da studenti della New York University e turisti, è bene comunque dare un’occhiata.

La vita notturna nel Village non manca di sicuro. Si può bere qualcosa in uno dei tanti bar, oppure andare in qualche locale alternativo come l’Art Bar per trascorrere una serata con sottofondo di musica anni’80. Se si preferisce il jazz, invece, il posto giusto è il Village Vanguard: l’ottima acustica permette di apprezzare a pieno il cosiddetto “carnegie Hall of jazz”. Qui hanno suonato maestri come Miles Davis, Bill Evans o Thelonius Monk.

La musica, la frenesia artistica, le strade suggestive e l'idea che le abbiano attraversate molte menti folli e geniali: tutto ciò contribuisce a rendere il West Village unico e inimitabile. Una volta visitato, è impossibile dimenticarlo.

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