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Messico: il Tempio di Quechula riemerge dalle acque

A causa di una forte siccità e quasi come per magia, l'antico Tempio di Quechula in Messico riemerge finalmente dalle acque del fiume che l'aveva sommerso

Messico: il Tempio di Quechula riemerge dalle acque

Foto AP / David von Blohn

Non solo catastrofi e una lunga scia di distruzione lasciata dietro di sé. Talvolta, le calamità naturali, portano qualcosa di positivo. E’ proprio il caso del Messico e il suo Tempio di Quechula, nello stato di Chiapas, nel sud del Paese.

La forte siccità registrata tra il 2014 e il 2015, infatti, ha notevolmente fatto abbassare il livello delle acque del fiume Grijalva di circa 25 metri ed è grazie a questo fenomeno naturale che il Tempio di Santiago, ascrivibile al XVI secolo, altrimenti chiamato Tempio di Quechula, è tornato finalmente alla luce. Solitario, svettante dalle acque, è l'unica attrazione di un'area impervia e quasi inospitale. Un spettacolo davvero unico e suggestivo che, però, potrebbe non verificarsi più.

La bella facciata del Tempio di Quechula da pochi giorni riemerso dalle acque del fiumeFoto AP / David von Blohn

Quest’area del Messico, e lo stesso Tempio, non sono nuovi a fenomeni di questa portata: già nel 2002, infatti, durante un altro periodo di perdurante siccità, le acque del fiume si erano notevolmente abbassate, consentendo ai turisti finanche di passeggiare tranquillamente all’interno del tempio.


La storia del tempio

Il Tempio di Quechula in una vecchia foto di una precedente riemersioneFoto: arkeopatias.wordpress.com

Situato in una zona particolarmente povera, facilmente esposta a intemperie e repentini cambiamenti climatici, il tempio di Quechula pare sia stato eretto nel 1564, sulla via maestra del Chiapas – utilizzata per lo spostamento dei coloni dalla Florida al Messico - da un gruppo di monaci guidati da Bartolomé de las Casas e dipendeva dal convento di Tecpatan, adiacente la costruzione.

Abbandonato tra il 1773 e il 1776, a causa di una mortifera epidemia di peste, il tempio rimase in uso fino al XX secolo quando, durante l’alluvione del 1966, le acque del lago Nezahualcoyotl sommersero interamente la struttura.

Come dichiarato da Carlos Navarrete, l'architetto che ha lavorato con le autorità locali per stilare un rapporto completo sulla struttura, "la chiesa sarebbe stata lunga 60 metri e alta 14, con un campanile svettante circa 16 metri. Ancora in uso nei primi anni del Novecento, all’interno del tempio sono stati rinvenuti, in un perfetto stato di conservazione, un coro ligneo, delle travi e persino un grande ossario dei caduti durante l’epidemia di peste”.

Pur se eretto con l'idea che sarebbe stato il centro spirituale, un vero luogo di culto e di riferimento per i fedeli di un'area vastamente popolata, il tempio, non ha mai raggiunto il suo scopo.
Forse, come spiega ancora Carlos Navarrete, la chiesa non ha mai avuto nemmeno un officiante che sovrintendesse ai culti.


Il tempio oggi

Non restano che poche mura in piedi ma lo spettacolo del Tempio di Quechula che riemerge dalle acque è sempre unicoFoto AP / David von Blohn

Oggi, con i pescatori e i barcaioli che s’improvvisano guide turistiche, è uno spettacolo davvero emozionante ammirare da vicino quella che, a tutti gli effetti, sembra una struttura fantasma: avvolta dai vapori esalati dalle acque, ammantata da un velo di tristezza e mistero, la chiesa si erge immobile al centro del fiume, perfetta e sublime anche nella sua incompletezza.

Dopo le spiagge assolate della Riviera Maya, le bellezze dello Yucatan e la variopinta cultura messicana, adesso abbiamo un altro motivo in più per visitare il Messico: il Tempio di Quechula e i tutti i segreti che porta con sé. Almeno, fino a quando non sarà di nuovo sepolto dalle acque.

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