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Le migliori città americane in cui vivere

Nonostante la crisi, gli Usa restano ancora la Terra Promessa: quali sono le città che offrono più possibilità a noi moderni pionieri?

Le migliori città americane in cui vivere

Gli Stati Uniti, dal lontano 1776, restano una meta evergreen non solo per i grandi viaggiatori ma per tutti coloro che qui cercano diversità e opportunità. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, sempre più giovani abbandonano tutto per cercare fortuna come moderni pionieri. Deciderlo non è semplice e le procedure, dopo il 2001 in particolare, sono diventate sempre più restrittive. Proprio per questo vi proponiamo qui di seguito le migliori città e aree del paese dove è possibile avere più chance,.

Cominciamo dall’Eldorado d’America, la California. Questa terra baciata dal sole permane in cima ai luoghi dalle grandi opportunità. Vuoi perché è sede delle più importanti università del mondo come Berkeley, Stanford o UCLA, vuoi perché sede  delle più grandi imprese americane. Ma c’è qualcosa di più che attira qui i giovani cervelli di tutto il mondo: la mitica Silicon Valley, il più grande incubatore tecnologico di tutto il mondo. Ma la California è anche sede di colossi come Facebook e Google che, ricordiamo, sono nati proprio da intuizioni di giovanissimi. Per chi invece vuole tentare la strada del cinema o della musica Los Angeles e San Francisco restano ancora le caput mundi per coloro ai quali scorre nelle vene il sacro fuoco dell’arte.


Florida di nome e di fatto, lo stato con capitale Miami permane nell’immaginario collettivo come uno dei luoghi migliori in cui trasferirsi e vivere. Un clima da paradiso, la vicinanza al mare, l’atmosfera easy e rilassata fanno di Miami una delle città più belle degli Stati Uniti, ma anche le altre le altre città della Florida sono tra quelle col più alto indice di qualità della vita: non a caso lo chiamano il Sunshine State. Miami è la capitale americana del commercio internazionale, complici la vicinanza all’America del Sud e la sua immensa comunità latino-americana. Intorno alle città c’è ancora tantissimo spazio non ancora abitato: qui, dai tempi della conquista del West, è cambiato poco: quasi ovunque è possibile comprare un terreno e costruirsi la casa dei sogni.  La bassa imposizione fiscale, poi, rimane uno dei fattori più attraenti per persone e aziende: chi lavora in Florida guadagna (sullo stipendio gravano solo tasse federali ma mai sulla persona)  in media circa 40.000 dollari, cioè circa 30.000 euro all'anno, cifra tra le più alte negli Stati Uniti del Sud.

Se un vecchio adagio delle sfide NASA ripeteva “Houston, abbiamo un problema”, la cittadina texana sembra essere tra le più cool d’America ma anche una delle città statunitensi con la migliore qualità della vita, consigliata come meta per chi desidera trasferirsi negli Stati Uniti d'America. La sua popolazione è sempre in incremento e proprio poche settimane fa è stata insignita dalla rivista Forbes del titolo di una delle venti città “nelle quali ai lavoratori rimane in tasca la parte più cospicua della busta paga” (di questi tempi…). Non solo, ma Houston ha l’età media fra le più basse al mondo (33 anni!): da questo punto di vista, unitamente a tassi di disoccupazione bassissimi, le fanno compagnia altre sorelle texane come Dallas, San Antonio, Fort Worth e Austin.

I cappelloni alla Bush e gli stivaloni non fanno per voi? Spostiamoci sulla costa atlantica, perché la capitale Washington DC, con la sua atmosfera europea e la sua grande quantità di attività culturali sembra essere ancora uno dei luoghi adatti per ricostruirsi una vita. Il successo di questa città è dovuto, infatti, alla grande macchina burocratica e operativa che ruota attorno all’impiego federale e alla Casa Bianca: attività in cui dei giovani freschi di immigrazione entrano, purtroppo, con difficoltà. Tuttavia i grandi complessi museali come lo Smithsonian e notevoli università come la Georgetown University la rendono la meta tipica per chi cerca un futuro nelle istituzioni accademiche.

Crolla un mito: quello di New York. La Grande Mela sembra non essere più la terra delle grandi occasioni e non figura tra le migliori città americane in cui trasferirsi. La crisi e la concorrenza cinese hanno creato un blocco che rende impenetrabili anchenei i settori della “bassa manovalanza”: trovare un lavoro nella città che non dorme mai è diventato più difficile che nel passato. L’alto tasso di criminalità e disoccupazione, poi, hanno contribuito a spopolare la città che, solo nel 2011, ha perso ben 11mila abitanti.

Dunque cari pionieri del 21esimo secolo, a voi la scelta: ora che le valigie di cartone non ci sono più, dove deciderete di approdare con i vostri moderni trolley?

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