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I paesi dove i giovani vivono meglio

Alla scoperta delle nazioni nel mondo dove i giovani hanno più occasioni per un sereno futuro o per un'esperienza di vita all'estero

I paesi dove i giovani vivono meglio
“Paese mio che stai sulla collina”…cantava Josè Feliciano nel 1971 raccontando di un giovane costretto ad abbandonare il suo Paese in attesa di sapere della sua vita “che sarà”. Oggi la situazione non è tanto diversa e le fughe di cervelli, e non solo, sono all’ordine del giorno. Ma fuggire dove? Ecco qui una carrellata di “non è un paese per vecchi” ammessi a pieno titolo nel novero delle nazioni dove i giovani vivono meglio.

La nazione che i giovani sembrano preferire sembra essere senza dubbio il Canada. L’estremo nord del continente americano, da sempre terra che accolse l’immigrazione italiana,  risulta essere una delle migliori per situazione economica, accessibilità digitale, occupazione giovanile e spazi pubblici dedicati ai giovani, allo sport e al gioco. Forse un po’ rigido il clima, ma del resto non volevamo tutti una “casetta piccolina in Canadà”?

Tante sono le destinazioni nel mondo adatte ad accogliere i giovani, come scegliere?

Ma se si tenta un approccio più scientifico e meno emozionale, l’Oceania continua ad essere un vero e proprio paradiso meta di giovani sognatori. L’Australia risulta una destinazione molto appetibile rispetto a tutti i parametri considerati, con alta accettazione degli immigrati, alta libertà economica e basso debito pubblico. La Nuova Zelanda ha indicatori sovrapponibili all’Australia, a parte il Pil pro capite (40.842 dollari contro 67.468). Qui è possibile lavorare solo attraverso un apposito visto: ma coloro i quali masticano bene l’inglese non avranno difficoltà a trovare un lavoro. Inoltre, per i giovani tra i 18 e i 30 anni il programma Working Holiday permette di ottenere un visto per una vacanza-lavoro valido 12 mesi.

Volendo continuare ad utilizzare un approccio scientifico alla fuga dal nostrano paese, combinando fattori come il PIL e il tasso di libertà economica, ai primi posti troveremo, sorprendentemente il piccolo regno del Quatar. Ebbene si, il piccolo emirato risulta essere contraddistinto da un clima altamente favorevole agli investimenti esteri, un regime fiscale molto agevole, un sistema finanziario stabile e una serie di grandi progetti ed eventi di prossima data, primo tra tutti i Mondiali di calcio nel 2022, che offrono opportunità difficili da trascurare.

Ogni giorno sono tanti i giovani che partono per un'esperienza di vita all'estero

Per gli eurocentrici amanti della Scandinavia, la Svezia resta sempre un’isola felice non solo per l’emigrazione dei lavoratori ma, in particolare, per l’emigrazione di giovani cervelli europei. La terra natia degli Abba è caratterizzata da elevato Pil pro capite, altissima accettazione degli immigrati e buona libertà economica(per libertà economica si intende la  facilità di fare impresa e un fisco abbastanza accettabile e moderato. Valori simili possono essere riscontrati anche nelle “sorelle” Norvegia, Danimarca e Finlandia: non è un caso che queste siano le nazioni più giovani d’Europa e con il tasso di emigrazione tra i più bassi al mondo.

Ma come dimenticare, nonostante la crisi economica e le difficoltà sociali interne sempre crescenti, gli Stati Uniti d’America, da sempre terra di approdo per chi sogna una nuova vita? Oggi, che i tempi di Ellis Island sono finiti, gli Stati Uniti presentano un tasso di disoccupazione stabile intorno al 7% che continua ad annoverare gli States fra i sogni dei giovani di tutto il mondo. La grande difficoltà risiede nella burocrazia: per ottenere un visto, che non sia turistico o un permesso studio, bisogna dimostrare di avere già un datore di lavoro pronto ad aspettarvi in loco. Nulla che però che gli strumenti dell’era 2.0 non possano risolvere.

Che dire, invece, dei nuovi paesi emergenti, i “cosiddetti” BRICS? Fra questi il Brasile, oltra ad un clima meraviglioso ed una vivacità culturale senza eguali, sta vivendo un vero e proprio boom economico paragonabile a quello dell’Italia negli anni Cinquanta. E’ proprio questa terra, con un altissimo tasso di immigrazione italiana che cervelli e personale qualificato made in Italy sono richiestissimi.

Dulcis in fundo, la Gran Bretagna. Un must dell’immigrazione internazionale, crocevia di etnie e culture. Le regole sono molto più restrittive di un tempo in fatto di immigrazione. Ai giovani la Gran Bretagna offre molte opportunità, in particolar modo nel settore del lavoro-studio. Se volete trasferirvi qui, però, ricordate che il costo della vita è altissimo.

E allora? Fagotto pronto. Si va!

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