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Lavorare in Belgio: tutto ciò che c'è da sapere

Una piccola guida su come lavorare in Belgio: la sua economia, il costo della vita, le modalità per soggiornare nel paese ed i settori più "appetibili"

Marco Minei
Lavorare in Belgio: tutto ciò che c'è da sapere

Incastonato come un diamante tra Francia, Germania ed Olanda, il Belgio è una piccola nazione che proprio per queste sue dimensioni minute può trarre in inganno il turista. 

Visitare o lavorare in Belgio non significa affatto “chiudersi” in un mondo a parte, anzi. Questo stato federale è un luogo dove cultura, storia e natura incontaminata fanno da sfondo alla modernità ed al progresso. Divisa tra fiamminghi e valloni, influenzata dalla vicinanza con i Paesi Bassi o con la Francia, questa terra è da sempre un intreccio di emozioni, stili di vita e modi di pensare diversi che fondendosi hanno creato un qualcosa di unico in Europa.

L’economia belga è una delle più avanzate in Europa. Data la sua posizione strategica  ha vissuto uno sviluppo tecnologico precoce rispetto ad altri stati limitrofi. I settori maggiormente sviluppati sono il siderurgico, l’agroalimentare, quello chimico, l’elettronico ed il terziario. Oltre a ciò questo stato federale è ricco d’infrastrutture, con un ottimo livello dell’educazione ed un sistema sanitario d’eccellenza.

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Bruxelles, la sua capitale, è poi uno dei punti cardine della politica europea in quanto ospita una delle sedi parlamentari dell’ U.E.

La nazione si colloca al di sopra della media rispetto alle sue vicine in quanto a equilibrio lavoro-vita privata, reddito, benessere soggettivo, stato di salute, occupazione e guadagni. Basti pensare che il tasso di disoccupazione è pari all’8, 5% (in Italia è al 12.5%, in Francia al 10% in Spagna addirittura al 22%), uno dei più bassi a livello europeo e non solo.

Tutto ciò porta ad un costo della vita alquanto alto ma allo stesso tempo non in modo eccessivo se comparato ad altre città europee e alle remunerazioni percepite dai suoi lavoratori. Lavorare in Belgio significa infatti avere uno stipendio medio che si aggira intorno ai 3.000€ lordi al mese quando in Italia difficilmente si va oltre i 1.500 €. Dati alla mano, se volessimo fare un confronto con il Bel Paese, vivere qui costa quasi il 10% in più con un picco del 48% per quanto riguarda gli alloggi. Basti pensare che a Bruxelles l'affitto mensile per un appartamento in centro ammonta a 750 € mentre se ci spostiamo in periferia il prezzo scende intorno ai 650 €. 


Lavorare in Belgio: requisiti e modalità

Se il nostro obiettivo è quello di trasferirci, le opportunità di lavoro in Belgio sono molte. Essendo, però, uno stato in cui si parla più di una lingua, la conoscenza del francese, del tedesco e dell’inglese sono un punto imprescindibile.

I cittadini europei non hanno la necessità di presentare alcun visto per lavorare in Belgio. Bisogna però segnalare il proprio ingresso all'amministrazione locale entro dieci giorni lavorativi, la quale vi rilascerà un certificato che notifica la vostra presenza con una durata di 3 mesi. Se ci si trattiene per un periodo superiore è però obbligatorio conseguire il cosiddetto Annex 19, un documento che certifica la vostra volontà di ottenere la carta di circolazione (l’ Annex 8), la quale viene concessa dopo 3 ulteriori mesi.

Il lavoro in Belgio si distingue per due sole grandi categorie contrattuali, con poche e limitate eccezioni:

- lavoratori dipendenti, che di solito, dopo un periodo di prova vengono assunti a tempo indeterminato

- lavoratori autonomi o freelance


Lavorare in Belgio: come cercare l’impiego 

Il primo passo è quello di consultare il sito EURES dove si possono trovare un' infinità di annunci per tutti i cittadini europei. In secondo luogo sarà molto utile iscriversi gratuitamente presso i servizi pubblici per l’impiego, che variano a seconda della regione nella quale vi trovate:

Su questi siti è possibile consultare le offerte di lavoro e inserire il proprio curriculum vitae. La registrazione è inoltre un requisito necessario per avere diritto all’indennità di disoccupazione.

Se siete invece ancora studenti che cercano un lavoro in Belgio da conciliare con gli impegni universitari i siti da prendere in considerazione sono:


Settori più appetibili

Tra i settori più floridi spicca sicuramente quello burocratico grazie all’ingente quantità di uffici pubblici e per la presenza, come accennato, di alcune delle più importanti sedi dell’amministrazione dell’ U.E.

Gli altri comparti professionali non sono da meno:

- Settore farmaceutico. La rivista Nature ha inserito il Belgio tra i primi 10 Paesi al mondo per l’innovazione nei settori scienza della vita e biomedicale. La “Pharma Valley” belga produce il 16% del fatturato ed il 10% degli investimenti complessivi  dell’intero comparto biotech europeo. Più in generale, l'industria farmaceutica in Belgio occupa 30.000 persone ed è responsabile dell’11% del suo export complessivo. 

- Energia elettrica, gas e fonti rinnovabili. Tradizionalmente conosciuto come il “Paese del carbone e dell’acciaio”, il Belgio ha avviato una lenta ma interessante rivoluzione verde puntando a soddisfare, di qui al 2020, il 13% del proprio fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili. Secondo autorevoli studi, questo settore nella sola Vallonia dovrebbe permettere la creazione di 15.000 posti di lavoro entro il 2020 (che si andrebbero ad aggiungere ai 9.400 già esistenti), con investimenti previsti tra gli 8 ed i 15 Miliardi di Euro nei prossimi dieci anni. Nel suo complesso, la green economy dà lavoro in Belgio a 77.000 persone.

- Logistica. La nazione si posiziona nel cuore dell’asse geo-economico Liverpool-Genova dove si concentra il 65% dell’attività economica Europea. Ha saputo sfruttare al meglio tale vantaggio localizzativo, trasformandosi in uno degli snodi logistici più importanti al mondo. Il fatturato del settore trasporti e logistica è cresciuto infatti del 135% negli ultimi 10 anni, superando gli 85 miliardi di Euro e 300.000 addetti. La logistica contribuisce al 9% del PIL nazionale e rappresenta uno dei primi 5 motori dell'economia belga.

- Servizi internazionali. Grazie al ruolo di Bruxelles, il Belgio ha saputo conquistarsi un posto a livello mondiale nei servizi legati agli affari internazionali. La “Capitale Europea” si posiziona infatti al 2° posto, dopo Washington per numero di lobbisti (15.000) e dopo New York per numero di diplomatici (1.200). Sono circa 1.200 i giornalisti accreditati presso le Istituzioni UE, 300 gli Uffici delle Regioni e 3.000 i gruppi di interesse che ogni giorno trasformano Bruxelles in un network di relazioni ed affari.

- Attività professionali, scientifiche e tecniche. Il governo offre incentivi per la ricerca e per lo sviluppo a favore delle piccole, medie e grandi imprese che vi abbiano una sede operativa. I parchi scientifici, creati in prossimità dei grandi centri universitari e delle arterie di comunicazione più importanti, sono aperti alle imprese di alta tecnologia incentrate su ricerca e sviluppo. I campus si estendono su 693 ettari e offrono numerose possibilità di alloggio, uffici e laboratori. 

- Ambito accademico e creativo. Il paese è molto competitivo nel campo accademico in quanto le università con i propri centri di ricerca sono ricche di interessanti opportunità per psicologi, architetti, medici ed ingegneri. Un' importante risorsa online per lavorare in Belgio è il sito di ricerca appositamente creato per questo ramo, oltre all’iniziativa SMartBe, a cui pittori, fotografi, registi, attori e musicisti possono aderire per essere tutelati nelle loro prestazioni artistiche.

In definitiva trasferirsi e lavorare in Belgio assomiglia ad un salto nel buio accompagnato da un sistema di illuminazione molto potente. Il piccolo stato del Benelux offre molteplici possibilità con stipendi alti ed eccellenti e agevolazioni in ambito legislativo. Se proprio non vogliamo arrestare la nostra “fuga dei cervelli” allora un' ottima idea è proprio quella di scappare in Belgio!

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Autore: Marco Minei
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