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La Via della Seta, storia che profuma di leggenda

Da Occidente ad Oriente e viceversa, la Via della Seta è stata il nodo cruciale di una storia che ha unito culture differenti per più di 1500 anni

Marco Minei
La Via della Seta, storia che profuma di leggenda

8000 km. Questa la lunghezza di una strada che ha fatto si che il mondo divenisse più piccolo. La Via della Seta, il percorso lungo il quale questo prezioso materiale viaggiava dall’odierna Cina alle coste del Mediterraneo, non ha solo riempito le casse delle dinastie cinesi, ma ha fatto si che costumi diversi cominciassero a conoscersi. L’importanza di questa strada per la cultura è inestimabile. Se Marco Polo nel corso del XIII secolo, col suo Milione, ci ha fatto scoprire un nuovo mondo, quest’ultimo era già nei cuori e nelle coscienze delle migliaia e migliaia di mercanti che hanno attraversato quelle vie impervie, desertiche e difficili che uniscono l’Oriente all’Occidente. 


VIA DELLA SETA: LA STORIA

Chiamata in tal modo dal geografo tedesco Ferdinand von Richthofen nel 1877, la Via della Seta, storia e leggenda a parte, è un reticolo costituito da itinerari terrestri, marittimi e fluviali, presso il quale si è sviluppato nell’antichità il commercio tra l’impero cinese e quello romano. Questo snodo commerciale trova i suoi albori nel 114 a.C., nel periodo della dinastia cinese Han, e sopravvive fino al XV secolo. Il declino si deve all’apertura delle vie marittime: prima grazie al passaggio attraverso il Capo di Buona speranza nel 1497 e poi al Canale di Suez nel 1869. La strada collegava Chang'an (l’attuale città di Xi’An), capitale dell’antico impero cinese, alla moderna Istanbul e da qui arrivava a Roma. La strada era costellata di numerosi centri mercantili che raccoglievano e irraggiavano merci locali e lontane ed era munita di caravanserragli: imponenti costruzioni facenti le funzioni delle nostre antiche stazioni di posta, destinate a ospitare ed a fornire servizi essenziali alle carovane.

Nonostante i prodotti commerciati fossero molti, la seta era sicuramente il più prezioso. La "serica", chiamata in questo modo perché fabbricata dal lontano popolo dei Seri, come a Roma venivano chiamati i cinesi, era il materiale più pregiato per la nobiltà romana. Si narra che lo stesso Cesare ne fosse grande estimatore. Leggenda vuole che l’imperatore indossasse una toga di seta per assistere ad uno spettacolo, colpendo il pubblico per la bellezza inimitabile del tessuto. I nobili ed i ricchi, così, imitarono uno dopo l'altro Cesare, per cui il prezzo della seta crebbe a tal punto da raggiungere persino quello dell'oro.
Eppure, l’Impero non era a conoscenza della tecnica della fabbricazione di questo tessuto. In Cina, infatti, il segreto di quel prodotto era custodito con la massima cura, tanto che l'esportazione dei bachi da seta era proibita da una legge severissima.


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VIA DELLA SETA, UN'IDEA DI VIAGGIO: LE TAPPE

Seguendo il percorso da Occidente ad Oriente, lungo "La Via della Seta" storia, cultura e leggenda si fondono. Si attraversano le odierne nazioni della Turchia, dell’Iran, del Turkmenistan, dell’Uzbekistan, del Kirghizistan e della Cina.
Per chi ama viaggiare non solo nei luoghi, ma anche nelle tradizioni e nelle vicende che hanno segnato l'uomo, questo potrebbe essere un itinerario davvero affascinante.

Le tappe su cui soffermarsi per la loro bellezza sono molte, noi ve ne suggeriamo alcune.

La prima grande meta è sicuramente Trebisonda, in Turchia. Affacciata sul Mar Nero, in posizione strategica tra l'Europa e l'Oriente, conserva nel suo appellativo proprio il mito e l'avventura delle carovane. Da qui nasce il comune modo di dire "perdere la trebisonda", perché spesso e volentieri i mercanti che non riuscivano ad orientarsi nei sentieri e nelle rotte, si perdevano prima di arrivare alle città, mentre coloro che arrivano via mare, usavano il suo porto come fosse una bussola visiva per orientarsi .

Si prosegue poi per Samarcanda, nell’odierno Uzbekistan, oggi patrimonio dell’UNESCO. Luogo leggendario per antonomasia, i viaggiatori dell’epoca raccontano di favolosi arabeschi, tortuose vie d’accesso che spalancavano le porte a edifici costruiti con splendida armonia. Mercati variopinti pieni non solo di tessuti e tappeti, ma anche di ceramiche e di monili d’ogni foggia e prezzo, costellavano poi la meraviglia del luogo.

Quasi tutti i mercanti, visitavano poi Tashkent, sempre in Uzbekistan, quindi perché non farlo anche noi? La città sorge in mezzo ad un’oasi ai piedi dei monti Catka, alla cui irrigazione provvede da secoli il fiume Circik, tanto che tutte le costruzioni erano poste lungo il corso di questo corso d’acqua.

La prima importante città che introduceva alla civiltà cinese era Kashgar, città che oggi si trova nell’estremo occidente della nazione mandarina. Il luogo era famoso perché ospitava un mercato unico al mondo dove si potevano comprare spezie ed erbe d’ogni tipo, introvabili quasi ovunque, confluivano grazie ai viaggi delle carovane, nella piazza principale di questa antica metropoli.

Il percorso terminava così ufficialmente, nell’odierna Xi’an, chiamata anche la città del tè. Si giunge così all’estremo orientale della Via della Seta, punto d’incontro commerciale e culturale di primaria importanza. Qui, ogni genere di bene veniva venduto, ogni religione veniva professata e decine di culture diverse si incontravano ogni giorno.  

Non è la storia ad aver creato questa via, ma la strada stessa ad aver creato la civiltà.
La Via della Seta e storia, non si può sfuggire da questo nesso inscindibile. Essa era e rimane ancora oggi, pur senza l’avventura d’un tempo, un percorso ideale per tracciare la propria sensibilità sociale e culturale. Per conoscere le vere radici dell’umanità e perché no, per amare ancor di più una natura che attraverso tutto il cammino ci mostra tante e diverse topologie di bellezze, tutte ampiamente apprezzate.

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Autore: Marco Minei
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