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La scaramanzia in viaggio: tra riti e miti

Sulla scia del "non è vero ma ci credo" la scaramanzia in viaggio colpisce un pò tutti. Vediamo insieme i riti scaramantici più in uso tra le varie culture

La scaramanzia in viaggio: tra riti e miti

La scaramanzia in viaggio, prima di un esame o prima di un colloquio importante per quanto irrazionale può sembrare di uso comune. 

Retaggio di antiche credenze popolari di derivazione religiosa, la scaramanzia ha un senso logico e spiegabile. Ad esempio, il numero 17 è ritenuto sfortunato perché pare sia il giorno in cui è avvenuta la crocifissione di Cristo, anche il numero 13 è associato alla vita di Gesù, 13 infatti erano gli invitati all’ultima cena. Per questo motivo molti viaggiatori  evitano di partire in questi giorni e scelgono di sedersi in aereo o in treno solo in determinati posti.  Altri tendono ad indossare lo stesso indumento “portafortuna” il giorno della partenza, c’è chi porta con sé un amuleto e c’è chi sale sui mezzi di trasporto sempre prima con il piede sinistro.


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Alcuni si affidano ai detti popolari tipo quello che recita che “né di venere né di marte ci si sposa né si parte”, questo perché il martedì appartiene a Marte, Dio della guerra, mentre pare che il venerdì sia il giorno in cui furono creati gli spiriti maligni.

Al contrario di quanto si possa pensare, la scaramanzia in viaggio, non colpisce solo gli italiani. Per gli inglesi e gli americani, ad esempio, il 13 è "il numero sfortunato". Tanto è vero che di solito i voli in partenza il venerdì 13 costano meno, mentre in alcuni alberghi, addirittura manca la tredicesima stanza. Se poi per molti vedere un gatto nero attiva subito riti scaramantici come “toccare ferro” e non solo, per un inglese porta sfortuna  vedere una gazza sola quindi, in quel caso li sentirete chiedere “Hello Mr Magpie, how’s your wife?”. 

Per i brasiliani scaramantici è vietato appoggiare o far cadere borse e portafogli a terra, perché ciò significa perdere molti soldi e prima di un viaggio non è proprio consigliato.

In Cina invece, è bandito il numero 4 e tutti gli altri numeri che lo contengono come il 14,il 24, il 34 etc , perché la pronuncia è simile alla parola “morte”.  

Per gli Egiziani è vietato sforbiciare senza tagliare nulla o lasciare le forbici aperte, ma prima di ogni viaggio porta fortuna lasciare le forbici, chiuse ovviamente, sotto il cuscino.

Insomma, per quanto la scaramanzia sia un atteggiamento irrazionale dettato dal terrore dell’ignoto, serve ad esorcizzare le paure e a controllare quelli che sono fenomeni rari o poco conosciuti quindi, tutti bene o male, in momenti fondamentali della vita, ci affidiamo a gesti o ad oggetti porta fortuna.  La scaramanzia in viaggio non è altro che una precauzione, una sorta di difesa preventiva per affrontare nel migliore dei modi i giorni di relax e divertimento che ci siamo regalati e sarà pure da ignoranti, ma come diceva il grande Eduardo de Filippo: “ Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”.

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Articolo pubblicato il
Autore: Nadia Scafaro
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