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La mia Africa in moto: Prima puntata

La prima puntata di un lungo viaggio, quello di Umberto Groppi che ci racconta la sua avventura africana in moto: da Addis Abeba a Città del Capo in 4 mesi

La mia Africa in moto: Prima puntata

Tutte le foto sono di Umberto Groppi

Umberto Groppi ha realizzato un sogno di molti che, come lui, amano viaggiare sulle due ruote: la traversata dell'Africa. Lo abbiamo incontrato per scoprire i segreti del suo viaggio:

Daina: Umberto, perché l'Africa e perché in moto?

Umberto: Abbiamo deciso di fare questo lungo viaggio verso Sud insieme ad Andrea, un altro biker incontrato nel mio precedente viaggio in moto all'imbarco per la Tunisia. Con lui ho anche messo su un sito web: http://transafricasmile.jimdo.com/ a supporto di diverse missioni in Africa, che abbiamo visitato durante il nostro viaggio.

L'idea iniziale per il nostro viaggio, era quella di traghettare le moto in Tunisia, passare da Libia, Egitto e scendere verso Sud attraverso Sudan, Etiopia, Kenya, Tanzania, Malawi, Zambia, Namibia e Sudafrica. Purtroppo però la prima grande delusione era già dietro l’angolo: l'Aci non ci ha concesso il “carnet de passage” per Libia ed Egitto, perché considerati “Paesi a rischio”. Con il senno di poi avremmo potuto ottenere il permesso in Germania o Belgio, dove, come ci hanno raccontato altri bikers incontrati in viaggio, viene rilasciato senza problemi.

Così, abbiamo dovuto spedire le nostre moto con cargo in Etiopia, spendendo 1.200 euro per ogni mezzo, senza contare i nostri biglietti. Siamo atterrati ad Addis Abeba il 27 Dicembre 2013, ma ci siamo ritrovati improvvisamente 8 anni indietro e 6 ore avanti rispetto all'Italia, si, perché gli etiopi contano il tempo in modo a dir poco singolare. In attesa dello sdoganamento dei mezzi, ci siamo fermati qualche giorno a salutare degli amici che vivono lì. La capitale etiope si trova a 2.350mt su un verde altopiano, ed è caratterizzata da un alto tasso di inquinamento e traffico caotico, architettura fascista non particolarmente attraente. I musei invece meritano una visita, come quello etnografico ed il Palazzo Reale di Menelic. Nel museo si può vedere una copia dello scheletro della donna più vecchia del mondo trovata nel lago adiacente.

L'Etiopia ha paesaggi e siti archeologici davvero unici, chiese rupestri scavate nella roccia, gli obelischi di Axum dell'impero sunnita che ha contrastato l'invasione Romana, i castelli della Cittadella Reale di Gonder dove risiedevano gli Imperatori nel XVII sec., il lago Tana da cui nasce il Nilo azzurro con le sue bellissime cascate. La leggenda dice che l'Arca dell'alleanza, dopo essere sparita misteriosamente dalle mani del popolo ebraico, sia stata portata in Etiopia dal figlio della Regina di Saba e gelosamente custodita da monaci Copti da migliaia di anni.

Etiopia: le cascate del Nilo AzzurroEtiopia: i fantastici Castelli di Gondar











Il 6 gennaio, la nostra Epifania, la vigilia del loro Natale copto che cade il 7 gennaio, abbiamo proseguito il nostro viaggio per Awassa, cittadina sul lago omonimo, molto suggestiva con i suoi viali alberati da palme, che danno l'illusione di una località di mare. Una volta lì, abbiamo visitato la Missione Blein Center diretta da Saba, una donna italo-eritrea .

Mentre proseguiamo per Konso, su strade discrete anche se con qualche buca, il verdeggiante altipiano eritreo lascia posto alla savana africana che ci accompagnerà per la maggior parte del viaggio. Passiamo per antichi villaggi tribali, perfettamente conservati e patrimonio dell'umanità, ma decidiamo di evitare la scontata visita alla popolazione che vive nella bassa valle dell'Omo, famosa per i piattelli labiali, in quanto ormai diventati un puro business turistico spilla soldi. Decidiamo invece di andare a vedere altri villaggi più autentici, rimasti intatti come centinaia di anni fa ed ancora ricchi di artigianato locale, come i simpatici totem di legno che riproducono intere famiglie di avi. Il 12 gennaio ripartiamo alla volta del confine con il Kenya, un po' preoccupati per la famosa pista Moyale-Marsavit-Isiolo, circa 500 km di sterrata piena di sassi e insidiose buche di sabbia, temuta dai motociclisti per le sue difficoltà e la mancanza di appoggi. Abbiamo affrontato la sfida a gas sempre aperto e non senza fatica e stress, ma siamo poi arrivati nell'oasi di Marsavit (che è anche una missione) ed abbiamo recuperato le forze per il secondo tratto. Giunti alla Missione di Isiolo, proprio mentre stavamo rallegrandoci per il difficile tragitto appena concluso a mezzi indenni, dopo 2 giorni di riposo, la moto di Andrea - una Honda Dominator del '96 - si è improvvisamente bloccata e non voleva più saperne di ripartire. I pochi e inesperti meccanici locali hanno smontato completamente il motore ed aggiustato i pezzi danneggiati, al costo di pochi dollari ma anche di ben 10 giorni, persi in una interminabile attesa.

Kenia: passaggio all'equatore (nei pressi di Nanyuky)

Nel frattempo, io mi sono recato a Nairobi, precisamente al Jungle Junction, famoso punto di ritrovo di bikers e camperisti di mezzo mondo, dove è possibile pernottare mentre i mezzi vengono rimessi a punto e dove ho potuto comprare gomme nuove per la mia Yamaha supertenerè del 92... pagate più del doppio che in Italia.
Al contrario di Addis Abeba, Nairobi è una metropoli dove bisogna stare molto attenti a furti e microcriminalità e dove le indicazioni stradali sono inesistenti. A Meru invece, siamo stati ospiti della Missione Consolata di Torino, importante centro Cattolico di meditazione e di preghiera giovanile.

Il 1 febbraio siamo arrivati a Malindi, ospitati dai titolari del famoso pub ristorante dedicato all'autrice del famigerato romanzo: La Mia Africa, Karen Blixen; dove stanno ricostruendo la nuova sede dell'orfanatrofio Amis de Heart Childrens Home.

Da lì, a bordo di un piccolo aereo, abbiamo visitato l'arcipelago di Lamu (antico villaggio di pescatori Swaili) dove sono di casa anche Brad Pitt e Angelina Jolie, ovviamente nei resort a 5 stelle. Il mare e le spiagge meritano, si possono praticare molti sport acquatici, ma il tempo stringeva e dovevamo andare avanti.

Nel centro del Kenya incontriamo un italiano che da 4 anni risiede lì e sta spendendo tutti i suoi soldi per aiutare i bambini di strada, dandogli un rifugio ed un pasto sicuro. Su suo consiglio, abbiamo preso una pista nel Laikipia Plateau che collega diverse fattorie nell'entroterra, dove è facile incontrare giraffe, elefanti, zebre e gazzelle, come abbiamo potuto verificare di persona.

Laikipia Plateau-Kenya: giraffa incontrata durante un'escursioneLaikipia Plateau-Kenya: elefanti incontrati durante un'escursione











In Kenia ci siamo fermati 40 giorni, visitando il lago Victoria, coltivazioni di the, caffè, sale dalla canna del fiume Nzoia, il Lago Baringo famoso per gli ippopotami e sulle cui sponde vive la settantenne Kuki Galman, altra scrittrice famosa. Purtroppo il lago è salito di 7 metri rispetto al livello normale, allagando molte strutture alberghiere e campeggi e rendendo il nostro passaggiodi  lì, un po’ più complicato del previsto.

Daina: Ok Umberto, la vostra avventura è avvincente, ma adesso facciamo una piccola pausa, poi ci racconterai la discesa verso Tanzania, Namibia ed Sud-Africa.

Umberto: Va bene, ne approfitto per bere un caffè, africano naturalmente... ma con moka Italiana.

CONTINUA…

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