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L'Unione Europea dice addio ai costi di roaming

Buone notizie per chi viaggia: il Parlamento Europeo ha definitivamente deliberato l'abolizione dei costi di roaming all'estero a partire dal 2017

L'Unione Europea dice addio ai costi di roaming

La decisione definitiva per l’abolizione dei costi di roaming a partire dal 30 giugno 2017 è stata presa lo scorso mercoledì, 27 ottobre, dal Parlamento Europeo, dopo che già a luglio, erano state delineate le guide e i capisaldi per eliminare uno degli ultimi ostacoli alla libera circolazione nella società 3.0.

 

La decisione del Parlamento Europeo

Dopo un lungo periodo di discussione e di incontri con i numerosi gestori telefonici che operano nell’Unione Europea, il Parlamento di Bruxelles ha deliberato l’addio definitivo ai costi di roaming per i cittadini europei. Si tratterà di un passaggio graduale, ovviamente viene dato il tempo agli operatori di organizzarsi al meglio, ma già dal 30 aprile 2016 è stato fatto obbligo di applicare una tariffa aggiuntiva ridotta, di massimo 5 centesimi al minuto, per chiamate ricevute ed effettuate dall’estero, 2 centesimi per ogni sms inviato, e 5 centesimi per ogni Megabyte di internet consumato.

Le tariffe attualmente in vigore, invece, prevedono incrementi sulla tariffa base pari a 6 centesimi sulle chiamate, 29 sugli sms e 20 sul traffico Internet.

Questo passaggio è fondamentale per arrivare alla data del 30 giugno 2017 quando, invece, si potranno utilizzare i servizi messi a disposizione dal proprio gestore telefonico con le tariffe domestiche anche all’estero.

 

L’utilizzo del cellulare all’estero

La fine del roaming è un’importante pietra miliare nella crescita dell’Unione Europea come entità unica e unita. Il miglioramento delle condizioni di comunicazioni per i cittadini in movimento verso un Paese diverso da quello di residenza, infatti, è considerata una parte importante di questo processo evolutivo.

Secondo un sondaggio condotto dalla società Eurobarometro nel 2014, infatti, è emerso che la stragrande maggioranza degli europei che si trovano in viaggio in un Paese estero dell’UE rinunciano a utilizzare il loro telefono cellulare per evitare di pagare cifre elevatissime per la fruizione dei servizi, a meno che non siano effettivamente costretti. Anche se le tariffe attualmente in vigore sono più basse del 91% rispetto a quelle applicate fino al 2007, vengono ancora considerate svantaggiose da parte degli utenti in viaggio.

Nell’era degli smartphone, gli utenti preferiscono quindi, non utilizzare il loro telefono come farebbero nel proprio Paese di residenza. Si preferisce attendere di trovare una connessione Wi-Fi libera e disponibile a cui agganciarsi, per utilizzare i social network e le applicazioni di messaggistica istantanea per informare parenti e amici dei loro spostamenti: è gratis e non comporta particolari abilità per la connessione.

 

Le polemiche sulle tariffe del futuro

Se da una parte, però, la decisione di abolire i costi di roaming è stata accolta con entusiasmo in Europa, dall’altra c’è qualcuno che ipotizza il cambiamento dei piani tariffari da parte delle compagnie telefoniche che, per rientrare dei mancati introiti provenienti dall’utilizzo dei servizi all’estero, potrebbero decidere di aumentare le tariffe base.

Il balzello è temuto da tantissimi utenti, anche perché gli operatori telefonici, sembra abbiano accettato il nuovo piano per l’abolizione del roaming, sulla base di un accordo con le autorità nazionali che li autorizza a rivedere le tariffe verso l’alto.

 

Per ora, di certo, c’è solo la decisione definitiva del Parlamento Europeo, che può comunque essere considerata un passo avanti verso una società veramente interconnessa. Bisognerà aspettare aprile 2016, ma soprattutto giugno 2017, per vedere i primi effetti di questa scelta.

E voi, quando siete all’estero, utilizzate il vostro telefono o andate alla ricerca degli hot-spot Wi-Fi free?

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