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L'isola di Giava e la collina del sesso

Un luogo in cui tutto è permesso: il sesso libero come rito propiziatorio e augurio di buona vita. A Giava vince il sesso

L'isola di Giava e la collina del sesso

In un'isola sospesa tra cielo e terra, circondata da mare azzurro e spiagge bianche, tra templi antichi e vulcani in attività, tutti i mesi, va in scena il sesso libero, promiscuo, adulterino. Ogni trentacinque giorni, infatti, i venerdì della festa di Pon - uno dei cinque giorni dell'antico calendario giavanese - sulla collina Gunung Kemuku, sull'isola di Giava, in Indonesia, uomini e donne sconosciuti tra loro, intrattengono rapporti sessuali per propiziarsi il fato benevolo. 

Pura fantasia? No, autentica e lussuriosa realtà. In questa piccola cittadina, a circa 30 km da Solo, il sesso libero la fa da padrone, contagiando tutti. Ogni mese si ripete la stessa storia: uomini e donne, felicemente sposati, mai incontrati tra loro, si accoppiano ripetutamente per rispettare un antico rituale indonesiano. Si sà, difatti, che la collina Gunung Kemuku, sia stata scelta come luogo sacro dal principe musulmano Samodra, venerato e idolatrato dai giavanesi. 

Non rispettare questo impegno divino causerebbe sciagure e catastrofi varie e ciò, in un Paese profondamente religioso ma superstizioso, sarebbe la più grave violazione degli obblighi sacri. Ed è proprio per questo che la collina del sesso, originale meta di viaggi e pellegrinaggi, si riempie di autoctoni, turisti e semplici curiosi, tutti ansiosi di compiere il sacrificio.

Da mezzogiorno sull'isola di Giava la tomba di Samodra viene ricoperta da piante, fiori e offerte di vario genere, si prega in religioso silenzioso per dare vita a un nuovo ciclo fortunato, per onorare un rito risalente al diciannovesimo secolo.
Il cerimoniale del sesso si compie in baracche rintanate prese in affitto o, più spartanamente, tra i verdi cespugli della collina.

L'antica credenza vuole che il rito diventi valido solo se l'adulterio sia stato compiuto sette volte. 
In caso contrario, ogni sacrificio religioso sarebbe vano. Quest'usanza bizzarra potrebbe, forse, far storcere il naso a qualcuno, non solo perché il sesso è vissuto liberamente, senza legami e, per di più, tra sconosciuti. Ciò che lascia perplessi è la circostanza di quanto duramente sia represso l'adulterio nella religione islamica.

Eppure, governo centrale e autorità, chiudono un occhio di buon grado e autorizzano, anzi incoraggiano, questa pratica così sui generis. Dato il successo e la visibilità internazionale raggiunta della collina del sesso libero, da una decina d'anni, si assiste a una sorta di boom commerciale e turistico. Bar, locali, ristoranti e affittacamere, tutti in prima linea per soddisfare i turisti che giungono sull'isola in cerca di sesso per compiacere Samodra. 

Non sorprende, quindi, che milioni di turisti provenienti da ogni angolo di globo terreste, si riversino in quest'isola magica e licenziosa in cui il sesso non è un tabù, ma un valore aggiunto alla religione e alle credenze popolari. Un viaggio tra antiche credenze e riti ancestrali che conferisce un'aura di mistero ad una Terra affascinante e selvaggia.

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