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L'immaginazione prende forma

Alla scoperta delle opere del premio Oscar, Hayao Miyazaki, in quello che è considerato il tempio dell'animazione made in Japan: il museo Ghibli

L'immaginazione prende forma


Esiste nei pressi di Tokyo un mondo parallelo, quasi fatato, che trascende la realtà e in cui i sogni prendono forma. Si tratta del Museo Ghibli, autentico tempio dell’animazione giapponese ispirato, appunto, alle opere dello Studio Ghibli, reso celebre dai capolavori del regista giapponese premio Oscar Hayao Miyazaki e del suo collega Isao Takahata.

La struttura si trova nel parco di Inokashira a Mitaka, città inglobata dalla capitale del Sol Levante, raggiungibile facilmente grazie alla linea Chuo dalla stazione di Shinjuku. Scesi dal treno, si può scegliere di utilizzare il servizio bus navetta messo a disposizione dal museo, o di andare a piedi. Il tragitto è comunque breve e le divertenti indicazioni stradali con il faccione di Totoro (uno dei protagonisti del film Il mio vicino Totoro, del 1988) sono ben visibili e segnalate. 

È sempre questo simpatico personaggio ad accogliere i visitatori all'ingresso, con una sua riproduzione a grandezza quasi naturale. Sul tetto di una delle torrette, invece, c'è una sorta di bosco in miniatura in cui spicca la statua in bronzo del robot guardiano del film, datato 1986, Laputa - Castello nel cielo che porta la firma dello stesso Miyazaki. Un must farsi immortalare in una foto accanto ad esso.

Una volta entrati in quella che da fuori appare come una sorta di piccola fortezza ricoperta da piante rampicanti, si fa presto ad avvertire l’atmosfera fantastica, onirica, affascinante in grado di rapire grandi e piccoli. Pur non essendo particolarmente vasto, il numero di cimeli, illustrazioni e oggetti di ogni tipo custoditi nel museo, aperto nel 2001 e distribuito su più piani, è comunque notevole e non deluderà di certo le aspettative.

Molto interessanti gli esclusivi cortometraggi che vengono proiettati nel Saturn Theater, il cinema interno. La vera perla dell'esposizione, però, è lo studio d’animazione con tanto di scrivanie ricoperte di bozzetti, matite temperate, trucioli di gomma, libri di anatomia umana, fogli accartocciati, pennini e tutto l’occorrente per la creazione del lungometraggio. È anche concesso di visionare gli storyboards di alcuni film. Immersi in queste stanze, sembra quasi di vedere il sensei (maestro in giapponese) Miyazaki chino sui suoi lavori.

Anche le modalità di fruizione stupiranno: l’ospite, infatti, è invitato a scoprire e a toccare con mano tutto ciò che lo circonda, aprendo finestrelle, sbirciando in scatole e teche, guardando attraverso mirini, azionando manovelle per vedere diapositive animarsi e molto altro ancora. Insomma, non ci si limita solamente ad osservare, ma si entra in contatto con un universo incantato in cui ciò che fino a poco prima era solo nella propria mente, prende forma. Guardare, ma non toccare: una regola vigente nei normali musei, che in questo straordinario posto non sempre vale. Ciò che è assolutamente vietato, invece, è fare foto.

Prima di uscire, è il caso di fare una capatina allo shop in cui acquistare souvenir, action figures, peluches e oggetti da collezione.

Non basterebbe la più minuziosa delle descrizioni per comprendere come effettivamente sia il museo. Bisogna viverlo e lasciarsi catturare dall’aura che ogni singola camera e tesoro emanano. Un’esperienza che lascerà il segno nei fan dell’animazione made in Japan e non solo.

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