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Karoo AfrikaBurn: che lo spettacolo abbia inizio!

Tra tende, installazioni arse dal fuoco e una comunità colorata, il Sudafrica spalanca le braccia al Karoo AfrikaBurn, il festival dell'arte di "strada" più atteso al mondo

Karoo AfrikaBurn: che lo spettacolo abbia inizio!

La piana desertica del Karoo, nell’entroterra del Sudafrica, e un’interminabile serie di sculture, manufatti, costruzioni, installazioni futuristiche e grandi fantocci dati alle fiamme nel buio della notte sudafricana. Benvenuti all’annuale Tankwa Karoo AfrikaBurn uno degli eventi più spettacolari al mondo!

Quest’anno, AfrikaBurn si svolgerà dal 27 aprile al 3 maggio e il tema scelto dagli organizzatori è The Gift, il dono, onde rimarcare lo spirito di solidarietà e compartecipazione dei presenti.

Chi non conosce l'evento, o ne ha poco sentito parlare, è portato a credere che esso sia uno dei tanti festival folkloristici in giro per il mondo. Niente di più lontano dal vero!

AfrikaBurn è più di uno spettacolo, non è semplicemente uno show allegorico. AfrikaBurn è un modo di essere per gli artisti che vi partecipano, una scuola di sopravvivenza, è l’emancipazione dai dettami rigidi della società, è un inno all’arte, alle infinite forme che essa può assumere grazie all’immaginazione e alla creatività. 

Curioso gruppo di partecipanti al Karoo AfrikaBurnChi giunge qua, nel pieno deserto del Karoo, a poca distanza dal Twanka Karoo National Park, s’imbatte in una vera e propria comunità, fatta di tende colorate, di installazioni che punteggiano il cielo, di corpi decorati dal body painting, di persone vestite in modo estroso e colorato, che regalano cibo, vestiario o semplicemente un po’ del proprio tempo o delle proprie abilità agli abitanti della comunità.

E’ questa la chiave di AfrikaBurn, manifestazione mossa da uno spirito solidaristico che anima i presenti, un'occasione d'incontro, per crescere insieme e migliorarsi.

Il progetto AfrikaBurn vede la luce del 2007 e, grazie all’opera di Lil Black, Paul Jorgenson, Robert Weinek, Monique Schiess and Michael’t Sas-Rolfes – fondatori e primi amministratori della comunità - nasce come organizzazione Non profit, allo scopo di creare dal nulla una comunità temporanea autosufficiente, imperniata sulla collaborazione tra gli individui, un luogo puro e perfetto, lontano dal turismo di massa, in cui non è ammessa la compravendita, ma solo lo scambio di doni e favori.

Qui non c’è niente da comprare: i partecipanti ad AfrikaBurn viaggiano solo con il proprio kit di sopravvivenza, costituito da tende da campeggio, razioni di cibo e acqua. Nient’altro. E’ un modo per mettersi alla prova, per crescere e superare i propri limiti. 

Una favolosa installazione illumina la notte all'AfikaBurn

Di sicuro, vivere AfrikaBurn, non è un’esperienza semplice: le temperature torride del giorno, lasciano poi spazio al freddo della notte del deserto, con un’escursione termica importante, quasi al limite del congelamento. Al di là dello spettacolo fornito dai campi a tema, delle immense installazioni realizzate con i più svariati materiali, dal fuoco che arde tutto intorno, AfrikaBurn è una prova di resistenza, di coraggio. La condivisione di spazi, oggetti, esperienze e cibo, consentono un grande affiatamento nella comunità, creando legami molto forti, destinati a rimanere nel tempo.

Una comunità – pur se temporanea – ha bisogno di un codice di comportamento cui attenersi e quella di AfrikaBurn segue ben 11 precetti (uno in più rispetto a quelli del Burning Man Festival del Nevada, a cui si ispira), che devono essere seguiti e rispettati alla lettera dai partecipanti: si spazia dalle regole comunitarie, al senso di responsabilità civica, passando per l'integrazione razziale.

Ognuno dona ciò che ha agli altri, senza aspettarsi nulla in cambio: e qui torna in gioco il tema del dono di AfrikaBurn. Cosa c’è di più bello di ricevere un regalo inaspettato? E’ uno scambio di esperienze, un confronto di conoscenze e competenze differenti. Ognuno insegna e impara dagli altri, ognuno mette a disposizione della comunità ciò che ha o che sa fare. Si acquisisce una ricchezza nuova, basata non sul denaro, ma sulla crescita.

In un clima festante, tra musiche, canti e balli, dopo l'esposizione delle sculture e delle installazioni, negli ultimi tre giorni di AfrikaBurn, le opere realizzate dai partecipanti sono date alle fiamme: esaltati dal fuoco, tra grida di giubilo, si festeggia la vita, apprezzando ciò che si ha e inseguendo ciò che essa ancora può riservare.

E poi, in ossequio ad uno dei principi di AfrikaBurn, si smantella tutto, si mette tutto in ordine, senza lasciare tracce. Come se la comunità di Karoo AfrikaBurn non fosse mai esistita, come se fosse un miraggio creato dal deserto.

Tutto ciò che si crea negi utlimi 3 giorni si distrugge in un grande falò all'AfrikaBurn

Passeggiare tra le tende, guardare il giorno declinare verso la notte, ammirare le maestose sculture date alle fiamme, sullo sfondo dell’ostile deserto del Karoo, è uno spettacolo unico al mondo, un’emozione da mozzare il fiato.

Non è un evento per i pavidi e deboli di cuore, parteciparvi è un'impresa. Ma la ricompensa del Karoo AfrikaBurn è immensa: una crescita spirituale, individuale e collettiva, destinata a ripercuotersi nella vita di tutti i giorni. Se si torna alla normalità con uno spirito nuovo, allora sì che la manifestazione avrà raggiunto il suo obiettivo: rendere i partecipanti delle persone migliori, con un nuovo scopo nella vita.  

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