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Italiani all'estero: le 5 cose che ti cambiano la vita

Le 5 cose che mancano di più agli Italiani che vivono all'estero: la lingua italiana, il caffè al bar, i prodotti Italiani doc, la moda e la cultura

Italiani all'estero: le 5 cose che ti cambiano la vita

Quando si decide di cambiare vita e trasferirsi in un Paese straniero si devono prendere in considerazione tutte quelle abitudini e piccole comodità date per scontate, ma che scontate non sono. Inevitabilmente vi troverete di fronte a dei cambiamenti, non sempre gradevoli, meglio quindi essere preparati:

  1. La lingua Italiana: anche se parlate perfettamente la lingua del Paese dove vi siete trasferiti continuerete – almeno per un certo numero di anni – a pensare, sognare e contare nella vostra lingua madre. Vi mancherà parlarla ed ascoltarla, sopratutto perchè alcuni “modi di dire” tipicamente italiani non hanno un equivalente in nessun altro Paese, ecco qualche esempio:"avere il prosciutto sugli occhi”, oppure “non vederci più dalla fame” o ancora “piove governo ladro!”. La lingua madre ti permette di fare giochi di parole ed umorismo che un'altra lingua non consente, per quanto la si possa conoscere. Vi mancheranno le canzoni Italiane alla radio, anche quelle datate come “Ciao,ciao bambina” o “Ma dove vai bellezza in bicicletta”, “Felicità”, “Gente di Mare”... ve le canticchierete da soli sotto la doccia e le andrete a cercare sul web. A molti mancherà persino “Mamma Rai” ed i suoi programmi del sabato sera o della domenica, incredibile ma vero. Per sopperire a questa mancanza, potrebbe essere carino organizzare un gruppo di amici (anche se stranieri) con cui fare conversazione in Italiano, loro saranno felici di impararlo o praticarlo e voi di ascoltarlo e di potervi esprimere nella vostra lingua. Non sarà sempre facile nemmeno leggere in Italiano, non sempre si trovano libri o giornali italiani, certo c'è sempre il web... ma niente rende come la carta.

  2. Il caffè al bar: se andate a vivere fuori dall'Italia, anche solo nella vicina Svizzera, scordatevi il nostro espresso al bar.... nella migliore delle ipotesi troverete delle pessime imitazioni. Non domandatevi perchè: il caffè pur essendo Italiano, la macchina anche, persino il barista ! Ma il risultato non è mai lo stesso!

    È anche una questione di atmosfera... vuoi mettere un anonimo Starbucks con i nostri bar affollati la mattina alle 8, dove tutti chiedono a voce alta la loro versione preferita: “un cappuccio tiepido senza schiuma”, “un caffè lungo in tazza grande con latte freddo a parte”, “un macchiato caldo”, “a me un marocchino, grazie” e non si intende un uomo proveniente dal Marocco...

    Per andare sul sicuro meglio portare sempre con se una “Moka” e, se possibile, una valigia piena di confezioni di caffè italiano.

  3. I prodotti Italiani D.O.C.: passerete intere giornate alla ricerca disperata di un negozio o supermercato fornito di pasta Italiana, parmigiano reggiano, mozzarella, ricotta, provolone, mascarpone, prosciutto di Parma, biscotti pavesini o savoiardi per fare un tiramisù come si deve... oppure per trovare il vostro vino preferito senza dover spendere un occhio della testa. Non sarà facile, ed una volta trovati scoprirete che si tratta di volgari imitazioni, o che il reparto “gourmet” del supermercato si avvicinia di più ad una gioielleria, per i prezzi che ha! Un trucco è quello di trovare altre persone, come voi, in astinenza da parmigiano o da orecchiette pugliesi ed ordinare tutto via internet direttamente dai produttori e farvi spedire grossi quantitativi dividendovi le spese di spedizione. Oppure fatevi mandare dai parenti il famoso “pacco natalizio” o pasquale, come facevano gli emigrati di una volta... i buoni vecchi metodi.

  4. La Moda: L'eccessiva ostentazione dell'abito, tipicamente italiana, l'ossessione del capo firmato a tutti i costi (anche se taroccato) saranno per fortuna un lontano ricordo e vi sentirete sollevati di poter uscire di casa anche in pigiama per andare al negozietto di fronte a comprare il latte. Però, senza essere per forza dei fanatici del “fashion”, dell'alta sartoria e delle firme del Made in Italy, diciamocelo, le scarpe ed i vestiti italiani hanno più stile. In questo mondo globalizzato, in cui quasi tutto è fatto in Cina, un bel paio di scarpe di vera pelle fatte in Italia, ancor meglio se artigianalmente, potrebbero diventare un miraggio. Oppure un bel completo, una camicia di puro cotone, un golfino o un cappotto di classe non sempre saranno facili da reperire a prezzi accessibili... Le vetrine dei negozi locali ed i grandi magazzini mostreranno manichini vestiti con colori improbabili e pacchiani, tessuti sintetici e rimpiangerete il completino buono che la mamma voleva farvi mettere a tutti i costi.

  5. L'”Italianità”, ovvero il tipico modo di essere Italiani nel bene o nel male... il gesticolare parlando (in alcuni paesi vi guarderanno scandalizzati per l'eccessivo linguaggio del corpo) il nostro modo creativo di interpretare la vita, l'arte di arrangiarsi ed improvvisare, l'ospitalità Italiana – a dire il vero sempre più rara anche nel nostro Paese – la passionalità ed il calore di alcuni. Ma, sopratutto, vi mancheranno la cultura e l'Arte Italiana. Tutti quei monumenti, palazzi, musei, chiese, siti archeologici che abbiamo sembre snobbato e che – forse – mai abbiamo visitato, presi dall'esterofilia del giardino del vicino è sempre più verde. Quando saremo all'estero da qualche anno, in Paesi dove “l'antico” ha poco più di cent'anni o in altri dove non sanno chi siano Manzoni e Leopardi, ma nemmeno De Sica, Totò, Fellini... in altri ancora dove la cultura locale è stata soppiantata dai conquistatori e colonialisti ed è raro imbattersi nella cultura autentica dei popoli nativi, lasciati spesso nella più totale emarginazione. Lì vi sentirete orgogliosi quando qualcuno nominerà Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Petrarca, Dante... o quando vi chiederanno se conoscete La Dolce Vita, e se davvero esite quella fontana dove entrava Marcello ad abbracciare Anita... Vi sentirete orgogliosi e vi verrà persino voglia di intonare “Lasciatemi cantare con la chitarra in mano, lasciatemi cantare, perchè ne sono fiero, sono un Italiano, un Italiano vero”... Anche se, gli scettici obbietteranno, nessuno di noi lo è veramente fino in fondo.

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