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In viaggio (da una vita) per papà

Vi raccontiamo la storia di Arun Narayan Sabnis, un anziano di 77 anni che ha già visitato oltre 75 Nazioni per realizzare il sogno di suo padre

In viaggio (da una vita) per papà
                                                                                                                                                                                                                                        photo credit: Arun Narayan Subnis FB

Spesso dietro un viaggio non si nasconde solo un desiderio personale, una promessa, una sfida: spesso un viaggio è il sogno di qualcun altro che amiamo così tanto da voler sposare quel sogno e farlo nostro. Deve essere andata più o meno così per Arun Narayan Sabnis, 77enne indiano che ha deciso di vivere in viaggio per realizzare il sogno di suo padre.

Era l'estate del 1963 quando Arun, nella vecchia casa di famiglia a Nashik, trova alcune vecchie cose di suo padre. "Giovanili ciarpami" li avrebbe chiamati Guccini, ma fra questi a colpirlo furono le innumerevoli brochure di viaggio, in particolare un libricino di foto in bianco e nero che raccontava le meraviglie dell'italica Pompei. Un padre severo, quello di Arun, che non aveva mai raccontato nulla della sua vita da ragazzo se non in quell'estate, quando vide suo figlio accarezzare i ricordi della propria giovinezza. Fu allora che gli raccontò del suo desiderio di viaggiare e vedere il mondo, sogno messo a riposare in un cassetto per via di una famiglia troppo numerosa, composta da 5 figli, a cui dover badare. Una chiacchierata quella, che avrebbe toccato le corde del suo cuore per molto tempo.

Nel frattempo, la vita di Arun è andata avanti con successo: una laurea, un postgraduated degree e ben due ammissioni a college americani che, tuttavia, non poté permettersi di pagare. Il destino sembrava ripetere il fallimento di suo padre quando, nel fortunato 1973, Arun volò in Gran Bretagna per una borsa di studio offertagli dalla Ford Foundation. A 34 anni suonati Arun diventa il primo uomo della sua famiglia a vedere cosa c'è fuori dall'India. Non si sarebbe mai più fermato. L'anno seguente, infatti, fu la volta dell'Europa. Un'esperienza che ha definito "educational" ma scioccante alle stesso tempo. Comprensibile per un uomo indiano che si approccia all'occidente tutto Guerra Fredda e figli dei fiori innamorati, per paradosso, proprio della sua India così frikkettona.

Da quel momento Arun non si sarebbe più fermato: Australia, Stati Uniti, Canada, Islanda, Africa. Una vita in viaggio che lo avrebbe reso, a suo dire, "un vero essere umano" volando al di sopra delle differenze etniche, religiose, culturali. Era il 2011 quando decise di arrischiarsi nell'Antartide: a 72 anni ha acquistato un biglietto presso la compagnia di crociere più pericolosa al mondo e in una piccola barca con altre 84 persone ha superato lo stretto di Drake, che separa il Sud America dalle isole Shetland, sperimentando un silenzio eterno tra iceberg e pinguini, esseri sconosciuti alla maggior parte degli uomini comuni. A seguire, un viaggio di ritorno con il mare in tempesta, in mezzo al quale già tutti lo davano per morto.

Arun non morì in quel viaggio. E lo scorso anno, a 75 suonati, si è concesso giusto il tempo di festeggiare con sua moglie (refrattaria a questi viaggi avventurosi) in Gran Bretagna i loro 50 anni di matrimonio, per poi virare verso l'Islanda con la nipotina ad immergersi nelle sorgenti termali del nord del mondo.

La domanda è: come ci riesce? Per arrivare ad aver visitato circa 75 nazioni è necessria un bel po' di organizzazione, così ogni anno Arun studia il calendario, incrocia dati e stagioni e, alla fine, decide la meta. Ma non bisogna immaginare un backpaker spericolato che gira per ostelli: Arun ha rispetto per la sua età e sa quando fermarsi e riposare, senza stressarsi o correre pericoli.

Cosa ha imparato da tutto questo girovagare? La "malleabilità": adattarsi a tutto e tutti. Soprattutto nel cibo: Arun è vegetariano e quando non può soddisfare questa sua inclinazione si accontenta di pane e burro, come un giovanotto alle prime armi.

Il medico, per adesso, prescrive risposo fino ad ottobre. Dopodichè Arun riempirà di nuovo la valigia diretto verso il prossimo sogno: Siberia e Mongolia.

Altri due regali per suo padre, lassù, che mai uscì dall'India.
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