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Il turismo slow: viaggiare lentamente

Il turismo slow é in crescita. Scopriamo significato e tendenze di questo nuovo modo di viaggiare

Il turismo slow: viaggiare lentamente

Non c'è cammino troppo lungo per chi cammina lentamente, senza sforzarsi; non c'è meta troppo alta per chi vi si prepara con la pazienza. Jean de La Bruyère

Potrebbe essere questa la citazione più adatta per comprendere il concetto di turismo slow. Letteralmente signfica "turismo lento", quello di chi intraprende o vuole intraprendere un viaggio alla riscoperta dei territori, della conoscenza della grande importanza della biodiversità, un modo di viaggiare sostenibile, che rispetta i luoghi e la cultura di un territorio.

Sapori, profumi, atmosfere d'altri tempi, il turista slow si immerge in modo totalitario in ciò che già c’è, ma con una visione diversa, la consapevolezza di poter attivamente valorizzare e salvaguardare il luogo che si visita, attraverso itinerari turistici a piedi, a tu per tu con la natura o che prediligano la degustazione di prodotti locali o a Km0, che rispettino i tempi naturali, valorizzando le economie e le specificità locali.

Proprio grazie alle biodiversità, ogni territorio ha delle produzioni e delle caratteristiche specifiche, non solo ambientali, ma anche storico-culturali; il rispetto e la riscoperta di queste consente al viaggiatore di accrescere il proprio bagaglio culturale ed emotivo.

Il nuovo approccio, definito sostenibile, considera la popolazione umana come una parte integrante dell'ecosistema con un’immensa capacità e possibilità, quella di influenzarlo in maniera profonda. I viaggiatori slow sono quindi viaggiatori investiti di una grande responsabilità, ma anche rilassati, che osservano con attenzione, gustano con criterio, sostano con lentezza.

Questo modo di vivere la vacanza, di "assaporare" un luogo scoprendone la vera essenza e identitá culturale sembra essere sempre più di tendenza fra i turisti di tutte le età. Secondo un sondaggio del 2011 si evidenzia, infatti, come ci sia un incremento di una coscienza ecologica nell’opinione pubblica “anche nella fortissima domanda di natura e di prodotti genuini”.  Sulla diffusione di questo concetto si basa l’Associazione Internazionale no-profit Slow Food, fondata nel 1986 da Carlo Petrini, ente senza scopo di lucro presente in 150 Paesi del mondo e con oltre 100mila membri.

Slow Food, nata in Italia (Bra, provincia di Cuneo) nel 1986, è un'organizzazione internazionale no profit che opera con il fine di preservare le tipicità enogastronomiche locali, i piatti tradizionali legati ad un determinato territorio, i prodotti agroalimentari proponendosi di tutelare le produzioni su piccola scala, artigianali, di promuovere gli alimenti di qualità e di educare al gusto, per dare il giusto valore a chi li produce e a chi li mangia.

Ultimamente promuove anche diverse iniziative per lo sviluppo di un territorio specifico, come la creazione dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, promossa in collaborazione con le Regioni Piemonte ed Emilia Romagna, con sede a Pollenzo, frazione del comune di Bra (Cuneo) e il Centro Studi.
 Un turismo slow é, infatti, anche enogastronomico. Ogni territorio ha le proprie prelibatezze specifiche, un immenso patrimonio immateriale da gustare e tramandare.  L’Italia è infatti una delle 5 maggiori destinazioni al mondo per turismo culturale e ambientale con oltre 24 miliardi di euro spesi dai turisti nazionali ed esteri.

Il cibo “made in Italy” vanta una varietà e una ricchezza di produzioni e tipicità enogastronomiche difficilmente riscontrabile all’estero con 264 prodotti DOP, IGP, STG
523 vini DOCG, DOC, IGT, l'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall'Unione Europea.

Un'ulteriore dimostrazione della grande qualità delle nostre produzioni, ma soprattutto del forte legame che lega le eccellenze agroalimentari italiane al proprio territorio di origine, un luogo che gli italiani stessi spesso conoscono poco, ideale per programmare una vacanza all'insegna del turismo slow, alla riscoperta delle tradizioni e della bellezza del nostro Bel Paese.
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