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Il turismo in Giappone sui luoghi dello tsunami

A quattro anni dai disastri che hanno investito la nazione nipponica, il Giappone prova a risorgere attraverso il turismo con i "Sentieri dello tsunami"

Marco Minei
Il turismo in Giappone sui luoghi dello tsunami

                                                                                                                                                                                                    Foto: "Kabushima" by goodmorningaomori.wordpress.com

Quando si parla del Giappone è impossibile dimenticare ciò che è accaduto nel 2011, quando il paese de Sol Levante fu colpito dal devastante terremoto-tsunami, che annichilì la costa nordorientale del paese, provocando anche l’incidente nucleare alla centrale di Fukushima.
 
Una disastro che investì profondamente il paese e ne distrusse in parte l’economia ed il turismo.

Quattro anni dopo le immagini di profonda devastazione, la situazione turistica ed economia giapponese sembra cambiata.

Il paese ha ospitato circa 13,41 milioni di visitatori, ossia un numero doppio rispetto a quello registrato nel 2011 e rappresenta quasi la metà dell’obiettivo che si è posto il governo giapponese, ossia quello di attirare almeno 20 milioni di turisti entro il 2020, anno in cui vi saranno i giochi olimpici nella capitale nipponica.

La ragione di questo aumento si trova probabilmente nella svalutazione dello yen che rende il viaggio in Giappone decisamente più economico e nelle facilitazioni attuate riguardanti i visti turistici: ad esempio, per alcuni paesi come l’Italia, non vi è bisogno di alcun passaggio burocratico prima di partire per ottenere il visto, oltre a molte facilitazioni appositamente studiate per i turisti provenienti dal Sud Est Asiatico.

Ma questo è solo l’inizio. Da un lato c'è il carattere orgoglioso, la forte volontà del popolo giapponese e la tendenza ad interiorizzare il dolore, dall'altro vi è la volontà di ripartire e fare in modo che questo disastro e questo dolore non vengano dimenticati. 


Il progetto turistico


Ed è grazie a queste peculiarità che si è riusciti ad andare oltre a quel turismo macabro che da sempre invade quelle zone devastate da qualche disastro naturale. Il Giappone vuole ripartire ed ha i mezzi e soprattutto la capacità per farlo.

Da qui nasce la sfida del governo con un progetto molto ambizioso ed interessante ovvero “I Sentieri dello tsunami”, un tour che si basa sulla valorizzazione di quello che è stato chiamato “Parco Nazionale della Ricostruzione”. 

Un percorso di 700 chilometri lungo la costa del Sanriku, le cui bellezze naturali sono rimaste praticamente intatte, di cui si prevede la totale realizzazione nel 2017. L'itinerario presumibilmente partirà da Hachinohe (ci troviamo nella parte settentrionale del Paese) fino ad arrivare a Matsukawaura, nella provincia di Fukushima, poco più a nord della centrale nucleare devastata. Un progetto senza precedenti che intende combinare ecoturismo e tradizioni locali.

Isola di Kabushima: da secoli scelto da migliaia di gabbiani per riprodursi                                                                                                                            Foto: www.asiaexplorers.com
 

“Sinceramente, credo che la nostra offerta turistica sia potenzialmente in grado di attrarre molti visitatori: abbiamo il supporto di molti volontari nei nostri sforzi organizzativi e le bellezze naturali e l’omotenashi (la famosa ospitalità giapponese) sono di prim'ordine. Chi verrà a visitarci non sarà deluso e aiuterà la ripresa economica di queste zone” afferma Tomoko Kazehari, direttrice della sezione sviluppo del Comune di Hachinohe .


Il tour

Da Hachinohe partono le escursioni che arrivano a ridosso del santuario scintoista dell'isola di Kabushima, la quale ospita una sorta di tesoro nazionale: il luogo, infatti, è da secoli scelto da migliaia di gabbiani per la propria riproduzione. La genialità nipponica sta nel fare di questo posto un’attrazione turistica che si basa sul lancio del cibo a questi volatili, i quali, col passare degli anni non hanno ormai più paura degli esseri umani.

La base del santuario è il punto iniziale del “Michinoku Coastal Trail”: qui i volontari distribuiscono una specie di passaporto che gli escursionisti possono far timbrare ad ogni tappa. La prima fase del percorso, di alcuni chilometri, è mozzafiato grazie ai panorami rocciosi che si susseguono. Da qui si passa per il faro di Samekado ed all'osservatorio di Ashigezaki e si arriva ad una grande spiaggia la cui particolarità sta nel fatto che la sabbia, quando ci si cammina, emette un suono molto particolare che si confonde e si commista alle onde del mare.

Lo straordinario panorama dall'Osservatorio di Ashigezaki                                                                                             Foto: By Ippukucho (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

Continuando nel viaggio, nei pressi del centro di informazione turistica di Tanesashi, vi è il museo nazionale ed a ridosso di questo si spalanca agli occhi del visitatore un grande prato all'inglese dove sulla collina antistante si può praticare yoga collettivo.

Importante attrazione turistica è anche il Torii, ovvero il portale del santuario shinto che fu trasportato dallo tsunami fino in California e che poi è stato riportato in zona.

Torii, ovvero il portale del santuario shinto che fu trasportato dallo tsunami fino in California e che poi è stato riportato in zona                                                               Foto: "Itsukushima Gate" by Jordy Meow - Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Commons.

Il tour si conclude nel punto di partenza: ad Hachinohe, dove di sera il quartiere di Rensa si accende grazie ai locali ed ai ristoranti che accompagnano i turisti fino a notte inoltrata.

Il progetto turistico giapponese è davvero affascinante: tornare sui luoghi devastati dalla catastrofe naturale per scoprirne quelle bellezze che, nonostante la distruzione, sono sopravvissute e che risplendono ancora, superando la malinconia del passato recente senza però dimenticarne la sofferenza.

Il paese nipponico ha da sempre nel suo DNA una forza interiore non indifferente, e questa è solo una piccola dimostrazione di quanto questa nazione riesca a costruire con il lavoro il proprio futuro anche quando la natura ha deciso di fermarne la corsa.

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Autore: Marco Minei
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