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Il Sudafrica nel bicchiere

Le vere miniere del Paese: i vigneti. Un viaggio tra i grandi vini dell'estremo sud del continente africano

Il Sudafrica nel bicchiere


Il Sudafrica è un luogo ricco di risorse e di storia. Il fascino esercitato da questo territorio è, probabilmente, unico in tutto il continente africano. Quando si parla di questo Paese si pensa subito a Nelson Mandela, ai giacimenti diamantiferi, alle meraviglie naturali. Da qualche anno, però, la "Nazione Arcobaleno" sta riscuotendo apprezzamenti in tutto il mondo anche per i suoi ottimi vini.

Sia chiaro, la tradizione vinicola qui è antica e risale al lontano 1659. Ma solo negli ultimi decenni ci si è orientati verso una produzione di alta qualità. Durante questi secoli ci sono state diverse date importanti per la viticoltura sudafricana, ma quella che – senza dubbio – ha segnato un cambiamento fondamentale risale al 1917. È questo l'anno, infatti, in cui viene fondata la KWV (Kooperatieve Wijnbouwers Vereniging) International, una specie di grande cooperativa con il compito di indirizzare e controllare i singoli produttori. Bisognerà attendere gli anni ’90, però, per assistere ad un deciso cambio di rotta che punti finalmente sulla qualità del prodotto, caratteristica fondamentale per competere con i leader storici del mercato globale.

Per mettersi in gioco, i produttori di vini del Sudafrica hanno optato per la coltivazione di vitigni internazionali. Oggi, infatti, camminando tra i vigneti sudafricani è possibile notare come si sia puntato su determinate varietà di uva necessarie a produrre bottiglie di ChardonnaySauvignon Blanc,  Merlot  ed altri di questo calibro. Non si è trascurata, però, la sperimentazione di nuovi innesti come nel caso del Pinotage, incrocio tra Pinot Nero e Cinsault. La scelta di privilegiare i vitigni internazionali ha premiato, portando negli ultimi anni ad un aumento esponenziale delle esportazioni.

Le zone nell’ovest del Paese a vocazione vinicola sono Costantia, Paarl, Franschoeck, Stellenbosch, Walker Bay e Robertson, mentre ad est continua il dominio di Swartland col suo Chenin Blanc. Tra i vini migliori possiamo citare il Ranschhoek Syrah della cantina Boekemhoutskloof e il Cape style blend della tenuta di origini italiane Idiom, o ancora lo Chardonnay di Linton Park Wines.

Insomma, per gli amanti dei viaggi e in particolar modo del buon vino una vacanza in Sudafrica potrebbe rivelarsi una scelta straordinaria. Magari alternando un safari ad una visita ad un vigneto con annessa degustazione.

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