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Il Museo del Louvre: il mio tour tra i capolavori dell'arte

Da maestoso baluardo a custode di immensi tesori. Questo è il Museo del Louvre: tra dipinti, gioielli e sculture, oggi vi porto nella galleria d'arte più importante al mondo

Il Museo del Louvre: il mio tour tra i capolavori dell'arte

Imponente e impressionante. Emblema di una Nazione intera, scrigno immenso di tesori dal valore incalcolabile, teatro di antiche leggende che vorrebbero il fantasma Belphagor aggirarsi di notte tra i suoi corridoi, il Museo del Louvre è il simbolo indiscusso di Parigi – insieme alla Torre Eiffel – ed è il museo più spettacolare al mondo.

Con i suoi 60.600 m² di spazio espositivo, con gli oltre 380.000 capolavori custoditi al suo interno, il Louvre ospita la seconda maggiore collezione d’arte pittorica al mondo – ben 11.900 dipinti – dopo l’Hermitage di San Pietroburgo ed è il primo museo per numero di visitatori al mondo, circa 9 milioni ogni anno.


Cenni Storici

Situato lungo la rive droite, tra Rue de Rivoli e la Senna, nel primo arrondissement, il Museo del Louvre nasce come antica fortezza medievale, trasformata in residenza reale poi, per assumere, infine, la fisionomia attuale: al 1793, pochi anni dopo la Rivoluzione Francese, si fa risalire l’apertura del Louvre come museo universale delle arti

Dal 1989 il cortile del Louvre, chiamato Cour Napoléon, ospita una maestosa piramide – voluta da Mitterand e realizzata da Ieoh Ming Pei – che, costituita da centinaia di lastre di vetro, ha il compito di modernizzare l’ambiente esterno e convogliare all’interno la luce del sole.


Consigli

Prima di ripercorrere insieme il mio personalissimo tour, ecco qualche utile consiglio. Diciamolo subito: visitare il Museo del Louvre, non è un’impresa semplice. Soprattutto se non si è preparati. Come non ero preparata io quando l’ho visitato per la prima volta. Emozionati e tesi, non abbiamo ascoltato ragioni e, dalla Cour Napoléon, ci siamo diretti verso la piramide. Mossa poco saggia: ore interminabili di fila, esposti alle intemperie, hanno fiaccato il nostro fisico prima di iniziare il tour.

La seconda volta, è andata decisamente meglio. Che bisogno c’è di accedere all’aperto se ben due linee della metropolitana – la linea 1 gialla e la linea 7 rosa – ci consentono di scendere alla fermata Palais Royal-Musée du Louvre e di raggiungere direttamnte dall'interno il museo? Basta seguire le semplici indicazioni e il gioco è fatto.


Louvre Biglietti

Sotto la piramide principale, si trova la biglietteria. Il biglietto unico per l’entrata al Museo del Louvre è di 15€ e comprende la visita alle collezioni permanenti, a quelle temporanee e all’Eugene Delacroix Museum.  L’ingresso è, invece, gratuito per:

- i minori di anni 18;
- per i giovani europei tra i 18-25 anni;
- per i disoccupati;
- per i disabili e gli accompagnatori;
- per gli insegnanti di storia dell’arte e Belle Arti.

L’ingresso è, inoltre, gratuito il 14 luglio e la prima domenica del mese (tranne che da aprile a settembre).


Louvre Orari

Il Louvre è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00, con chiusura settimanale di martedì. Il mercoledì e il venerdì, il Museo chiude i battenti alle 21.45, con chiusura delle sale alle 21.30.


Il Museo del Louvre

Adesso è il momento di immergerci nell’arte. Memore della mia prima, impacciata esperienza al Louvre – nell’ansia di vedere tutto, correvamo da una parte all’altra dei corridoi senza soffermarci sulle opere d’arte - la seconda volta, ho stilato un vero e proprio itinerario, quello con le opere principali quelle assolutamente da non perdere.

Dall’atrio principale si diramano tre percorsi: l’ala Denon a destra, la Sully di fronte e la Richelieu a sinistra. Decidiamo di partire dalla Richelieu: i Cavalli di Marly, l’antico codice di Hammurabi, i reperti dell’arte mesopotamica e le grandi sculture francesi, sono solo alcuni dei pezzi pregiati che incontriamo sul nostro cammino. Nelle sale superiori della Richelieu, c’è il trionfo della pittura fiamminga con i capolavori di Rubens, Rembrandt, Vermeer e Van Eyck, solo per citarne alcuni.

Torniamo indietro e imbocchiamo l’ala Sully. E’ l’ala cui dedichiamo meno tempo. Oltre alla Venere di Milo, l’affascinante scultura che incanta con le sue flessuose linee scolpite nel marmo, ai reperti dell’Arte Greca, Etrusca, Romana, dell’Egitto Faraonico e ai dipinti francesi del XVII e XIX secolo, non troviamo altro che attiri la nostra attenzione. Il meglio, lo sappiamo, deve ancora venire.

Per noi, infatti, il Museo del Louvre fa rima con "ala Denon". Dopo una doverosa foto di rito dinanzi ad Amore e Psiche di Canova, un malinconico sguardo gettato allo Schiavo Morente di Michelangelo, dopo aver salutato la Nike di Samotracia e imboccate le scale, troviamo da un lato, il corridoio dei pittori francesi, dall’altro lato, quello dei pittori italiani.

La Nike di SamotraciaLa meravigliosa opera di Canova, Amore e Psiche

Imbocchiamo il primo. Il cupo Géricault con Il naufragio della Medusa, il patriottico Delacroix con La libertà che guida il popolo e il maestoso David con L’incoronazione di Napoleone, ci lasciano storditi, senza fiato e ci preparano a quello che, di lì a breve, ammireranno i nostri occhi.

All’improvviso, eccola lì. Centinaia di macchine fotografiche cercano di farsi spazio tra la folla per immortalare qualcosa che, inizialmente – date le piccole dimensioni – ancora non vediamo. Protetta da un vetro antiproiettile, sorniona e misteriosa, la Gioconda - il capolavoro di Leonardo da Vinci -  ci accoglie beffarda.

La Monalisa, cos' altro aggiungere

Mi emoziono, lo ammetto. Per un attimo, non accuso più la stanchezza, lo spazio e il tempo diventano relativi. Certo, non tutti provano lo stesso trasporto ma, per me, è sempre più difficile staccare gli occhi da quel volto. 

Ancora non del tutto ripresi, il Museo del Louvre ci spiazza per l’ennesima volta con un’opera monumentale: le Nozze di Cana di Veronese. Una tela immensa, dai colori vibranti, dai piccoli, infiniti, perfetti particolari. Un capolavoro. Altro che Gioconda, direbbe qualcuno!

La stanchezza, adesso, inizia a farsi sentire, sono ore che giriamo senza sosta, eppure il nostro tour al Museo del Louvre non è ancora completo. Che italiani saremmo se non celebrassimo Caravaggio, Cimabue, Paolo Uccello, Leonardo, Annibale Carracci, Andrea Mantegna, Tiziano e Piero della Francesca? In un’esplosione di colori, di ritratti e di tele, nella galleria dei pittori italiani, non manca davvero nessuno. E noi sì, ne siamo fieri. 

Ripercorriamo il corridoio e guadagniamo l’uscita. Il nostro tour del Louvre finisce qui. Stanchi, ma negli occhi ancora la bellezza di quelle opere immortali e il cuore gonfio d’emozione, salutiamo il Museo del Louvre e i suoi tesori. Se è vero che non c’è due senza tre, il nostro è un arrivederci. Ci torneremo. Presto.

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