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Il metrò dell'arte a Napoli

Un museo a cielo aperto in una delle città italiane più ricche di storia: a Napoli va di scena un tour tra le stazioni della metropolitana, ricche d'arte e storia

Il metrò dell'arte a Napoli

Napule è mille culure, Napule è mille paure, Napule è tutto 'nu suonno e 'a sape tutti o' munno ma nun sanno a verità. Così cantava, non molti anni fa, il grande Pino Daniele.
Pochi versi, ma estremamente significativi, simbolo di una città che sa offrirsi, che sa vendersi, che sa stringere cittadini e turisti in un laccio sul cuore ma che sa anche velare la propria anima, quella primordiale. 

Napoli è un luogo magico, artistico, vibrante e veemente.  Non è un luogo stereotipato, ma in continuo divenire. L'antica Partenope ha fatto dell'arte un vanto. E a ben ragione. 

L'arte napoletana, però, non è solo quella di Napoli sotterranea, delle cripte, delle Chiese, del famigerato Cristo Velato. L'arte, qui, è concepita in modo ancor più sottile, in modo raffinato e va di scena in luoghi insoliti eppure frequentati giorno e notte, da migliaia di turisti e lavoratori.

Stiamo parlando delle cosiddette Stazioni dell'Arte, una serie di fermate della metropolitana cittadina, concepite non solo come luogo di transito e attesa per i viaggiatori, ma come un vero e proprio viaggio all'insegna dell'arte.

Lo scopo è di riqualificare queste aree e avvicinare i giovani alla cultura, con l'esposizione delle opere di artisti emergenti e avanguardisti.

Le stazioni, collocate sulla linea 1 (che va da piazza Garibaldi a Piscinola-Scampia) e sulla 6 (solo per quattro fermate, dalla Mostra d'Oltremare a Mergellina) della metro, ospitano più di centottanta opere d'arte eseguite da artisti di fama internazionale e da giovani architetti e scultori partenopei. Il progetto, iniziato nel 1995, con l'ausilio dei fondi e il patrocinio dell'Unione Europea, non è ancora completo: mancano all'appello diverse stazioni, tra le quali spicca quella di Piazza Municipio, la quale ha richiesto notevoli sforzi per ridisegnare lo spazio esterno che circonda il Maschio Angioino - di fronte al Porto di Napoli - dove, nel corso degli scavi sono stati rinvenuti preziosi reperti archeologici tra cui resti di navi romane. 

Stazione metro P.zza Garibaldi: l'opera Data la bellezza delle opere, dei contenuti tematici e della varietà delle proposte, è nato il progetto "Metro Art Tour", realizzato dal Comune di Napoli, grazie al quale è possibile intraprendere, ogni martedì, un viaggio-studio approfondito sulla subway napoletana. Basta acquistare un semplice titolo di viaggio, prenotare (per informazioni e contatti  infoarte@anm.it) e godere della visita guidata.

Partiamo, quindi, dalla linea 1, stazione di Piazza Garibaldi, sede della stazione ferroviaria principale e centro pulsante della città. Il progetto, realizzato dall'architetto francese Dominique Perrault, comprende, all'esterno, una struttura metallica in teflon, a protezione delle attività commerciali che, pian piano, animeranno la stazione. Varcata la soglia dell'ingresso vero e proprio, ci s’imbatte in una complessa rete di scale mobili illuminate e superfici interamente ricoperte di specchi. Scendendo verso le banchine, troviamo l'opera d'arte Stazione, realizzata da Michelangelo Pistoletto: una superficie di acciaio inox su cui sono collocati i viaggiatori a grandezza naturale. 

Proseguendo in linea retta, troviamo la fermata Università. Ci accoglie un'esplosione di luci, colori, acciaio specchiato e opere d'arte. Concepita da Karim Rashid e Alessandro Mendini, questa stazione è tutta imperniata sulla digitalizzazione, sull'informazione e sul dialogo. A simboleggiare ciò, troviamo l'opera Conversation Profile, due grossi pilastri di forma cilindrica che riproducono due volti di profilo; troviamo poi Synapsi e Ikon, le quali descrivono - rispettivamente - la struttura del cervello umano e una scatola illuminata in cui si muovono ritmicamente figure tridimensionali.  Azzurro, verde, arancione e rosa sono i colori dominanti dei pannelli serigrafati che richiamano il mondo matematico e scientifico. Le raffigurazioni di Dante e Beatrice accolgono i viaggiatori sulle scalinate.

Stazione metro Montecalvario: il collage fotografico di Oliviero ToscaniIl 17 settembre 2012 è stata inaugurata quella che, dopo appena due anni di vita, è stata eletta la migliore stazione d'Europa. Progettata dallo spagnolo Óscar Tusquets Blanca, la fermata di via Toledo è dedicata al mare, ai suoi colori, alla sua profondità. All'esterno, troviamo tre piramidi dalla struttura esagonale, le quali riflettono la luce all'interno del primo livello. L'atrio ospita due mosaici inerenti la vita e la cultura napoletane e San Gennaro, patrono della città. Proseguendo nel percorso e continuando a scendere verso le banchine, troviamo un alternarsi di colori: dal nero al grigio, per arrivare poi al blu del mare. Pareti, pavimenti, pannelli: mille sfumature d'azzurro ci accolgono e ci proiettano sott'acqua. 
Spettacolare per la sua grandezza è il Crater de Luz, un grande cono che, all'interno, ci consente di ammirare la luce del sole e un intricato gioco di led luminosi e colorati. 

Ciò che contraddistingue la stazione di Montecalvario, è, invece, l'impressionante lunghezza delle sue scale mobili e una miriade di opere d'arte, la maggior parte delle quali incentrate sul contatto tra corpi, sulla fusione tra esseri umani.  Si parte con l'opera definita Razza Umana: 1600 fotografie, realizzate da Oliviero Toscani, che immortalano viaggiatori, turisti, passanti. Si continua con le fotografie, per il progetto Il teatro è vita, la vita è teatro: nove volti, nove visi di personaggi napoletani che interpretano la gioia e il dolore, il dramma e la felicità della vita quotidiana. 

La fermata di Piazza Dante è una di quelle che, probabilmente, ha richiesto più lavoro, giacché è stata necessaria una redistribuzione degli spazi all'interno della piazza stessa.
Realizzato da Gae Aulenti, l'ingresso alla metro è in cristallo e acciaio. I colori predominanti sono il grigio, il bianco latteo e il rosso. Di notevole importanza è l'opera di Kounellis: un intero pannello pieno di oggetti femminili e maschili che richiamano il tema del viaggio. Immancabili i versi di Dante Alighieri, cui è dedicata la piazza e l'intero complesso.

Stazione metro Dante: Kounellis e la sia passione per le scarpeCome quella di Piazza Dante, anche quella di Museo- Piazza Cavour è stata realizzata da Gae Aulenti. In stile rosso pompeiano, accoglie numerose opere di artisti napoletani contemporanei, studenti della vicinissima Accademia delle Belle Arti. Statue, bronzi e fotografie la rendono un luogo da vivere, non solo di passaggio. 

Spazi verdi, mosaici, ceramiche colorate e una stella gialla e verde accolgono il turista-viaggiatore a Materdei. Ubicata in piazza Scipione Ammirato, questa fermata è contraddistinta da un alto pinnacolo, realizzato in acciaio e vetri colorati, rivestito alla base da un mosaico di Sandro Chia, con le pareti ricche d’immagini tridimensionali. Animali fantastici, Pulcinella e il tradizionale simbolo dello scugnizzo, animano la hall con colori vivi e intensi. 

Stazione metro Salvator Rosa: la provocatoria installazione di 500 di Perino & VeleLa stazione di Salvator Rosa è una vera e propria opera d'arte moderna che coinvolge non solo la stazione, ma anche lo spazio circostante. A cura dell'Atelier Mendini, all'interno, sul piano dei binari, colpisce l'originale installazione di Perino & Vele al piano dei binari che rappresenta una serie di Fiat 500 in fila completamente dipinte di rosa, mentre all'esterno un ampio giardino a terrazze, un ponte romano e una cappella accolgono il viaggiatore. I palazzi, completamente restaurati, arricchiti di mosaici e ridipinti in colori brillanti, la immergono in un'atmosfera rilassante, isolata dal caos del traffico cittadino. I vari livelli dei giardini sono collegati da scale mobili. Le sculture, i marmi dorati e colorati fanno da apripista alla banchina, su cui svetta un'installazione di ferro e vetroresina.

La fermata metro di Quattro Giornate ha avuto il pregio di rivoluzionare completamente l'ambiente esterno, divenuto luogo cult tra i giovani e punto di ritrovo. La stazione, dedicata all'insurrezione dei napoletani nel periodo nazifascista, è ricca di opere bronzee che si riferiscono al periodo della Resistenza napoletana

Quella di Piazza Vanvitelli, una delle storiche piazze napoletane, sta vivendo una nuova giovinezza da quando, nel 2005, è stata oggetto di una profonda ristrutturazione. Più luce, più colore, immagini e fotografie: un progetto innovativo che ha richiesto l'opera di ben otto maestri d'arte.

Stazione metro Vanvitelli: uno degli splendidi mosaici di Isabella DucrotLa stazione di Rione Alto serve la zona ospedaliera. Vetro, cupole metalliche e fontane si stagliano nello spazio esterno; all'interno, invece, possiamo trovare pannelli decorativi, stampe fotografiche e installazioni moderne, realizzate da artisti contemporanei.

Le stazioni della linea 6 sono, invece, più spartane, meno brillanti, forse perché appartenenti a un'epoca diversa. Si parte con la fermata metro di Mergellina: le pareti laterali ospitano due immensi mosaici di Gerhard Merz e l'ascensore obliquo, corre in modo parallelo alle scale mobili. La stazione di Lala, a Fuorigrotta, è un tripudio di stampe fotografiche: si passa dalla raffigurazione di un'automobile d'epoca al delicato nudo femminile, passando per la danza ritmica di un uomo, mentre volteggia in un ballo sudamericano. 

La fermata "Augusto" offre spazi illuminati dedicati alla vita e alle opere di Galileo Galilei e le gallerie ospitano delle installazioni che si focalizzano sull'emarginazione sociale, sul disagio giovanile, sulle difficoltà che affrontano i giovani per affrancarsi dalla vita di periferia. Si chiude con la fermata "Mostra", situato nei pressi dello Stadio San Paolo e della vicina Mostra D'Oltremare. Il bianco è il tema predominante all'ingresso. Scendendo verso il basso s’incontrano tre mosaici realizzati da Costantino Buccolieri, il piano ammezzato conduce alla fermata della Cumana, mentre i corridoi che portano alle banchine sono un omaggio all'artista Gianni Pisani.

Napoli, quindi, è anche tutto questo: un museo a cielo aperto e suburbano, un tripudio di colori, statue, installazioni e reperti che, di fatto, rendono questo un "viaggio nel viaggio", di una spettacolarità unica al mondo. 

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