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Il Kashmir indiano: quasi pronti alla partenza

Oramai mancano poco più di 20 giorni giorni alla partenza al viaggio fai da te nel Kashmir indiano e fortunatamente molti tasselli sono già al loro posto

Il Kashmir indiano: quasi pronti alla partenza

Dopo il primo articolo sulle fasi di preparazione al viaggio in Kashmir, eccoci giunti al secondo appuntamento e come promesso questa volta parleremo dell'’itinerario.

Il 23 agosto la partenza da Milano via Istanbul per arrivare a Delhi durante le prime luci dell’alba e dopo alcune ore di attesa, un volo interno ci porterà a Srinagar nello stato federato del Jammu&Kashmir.

A Srinagar sosteremo 3/4 notti, il tempo necessario ad ammirarla come si deve; la storia di questa città risale almeno al III sec. a.C., fu una città importante dell’impero Maurya, uno dei più grandi imperi del subcontinente indiano.
Sotto il regno di Ashoka tra il 268 e 233 a.C. si introdusse il Buddhismo come religione in tutta la valle del Kashmir.
Fu poi la volta della grande dinastia musulmana dei Moghul che governò in India tra il 1500 ed il 1800.

Srinagar nel nostro immaginario è famosa per i suoi laghi, tra cui il lago Dal con le sue case galleggianti e proprio su una di queste houseboat pernotteremo.

Nei giorni disponibili non mancherà la visita ai giardini Moghul, alle importanti moschee della Old City, il vecchio bazaar e una escursione a Gulmarg con il trek al Mount Apharwat che si trova a 4200m e da dove si gode di una bellissima vista fino al Nanga Parbat (la nona montagna più alta al mondo).

Dopo aver lasciato Srinagar ci dirigeremo verso Kargil, sulla strada che collega Srinagar a Leh; 200km da fare in 5/6 ore con tappa per visitare Sonamarg (conosciuta come Meadow of Gold) e successivamente Drass Village (il posto abitato più freddo al mondo).

Un giorno di riposo a Kargil e poi si parte per la "valle dello Zanskar", un po’ il clou del nostro viaggio, 240Km per arrivare al capoluogo della regione, Padum.

Lo Zanskar è il fiume che da nome alla valle tra le più belle tra quelle himalayane abitata da circa dodicimila zanskar-pa di fede buddhista.

Valle di antica cultura ladako-tibetana, è territorio di antichi gompas (monasteri) che sono veri e propri gioielli architettonici spesso incastonati nella roccia come quello di Phuktal.

Lo Zanskar è un po’ il cuore pulsante del Ladakh, territorio ancora intatto per due elementi naturali: l’asprezza del territorio ed il clima che lo rendono di difficile accesso.

Da fine ottobre inizio novembre, dopo le prime nevicate, la valle si isola ed il paese entra in un glaciale letargo, fino all’estate quando si riaprirà il valico del Pensi-La a 4400m ed è nuovamente possibile raggiungere Padum.

Una dozzina di giorni per visitare la valle e fare qualche trek come quello che ci porterà al "Gompa di Puktal", ma soprattutto per andare a conoscere i bimbi della Lamdon Model Hight School, con i quali abbiamo un sostegno a distanza grazie all’opera encomiabile dell’Associazione Aiuto allo Zanskar.

Scorcio di un Gompa nel LadakhL’ultima settimana è invece un ritorno verso Leh nel Ladakh fermandoci a conoscere un’antichissima etnia di origine indoeuropea, quella dei Dardi e alcune fermate per rivedere i più importanti Gompa, come quelli di Lamayuru, Rizong ed Alchi.

Momento importante in un viaggio fai da te alle alte altitudini e con qualche trek, è la scelta dello zaino e dell'abbigliamento.

Lo zaino dev’essere di una settantina di litri, robusto, comodo ed impermeabile; molto importante cosa metterci dentro: il mio consiglio è quello di viaggiare il più leggeri possibile (i nuovi materiali sintetici sono caldi e leggeri), adottare la tattica di lavarvi la roba appena si ha qualche giorno a disposizione e partire con le scarpe da trekking nei piedi lasciando nello zaino scarpe e sandali più leggeri… non dimenticare il kit di pronto soccorso (aspirina, antibiotico, antinfiammatorio, antidiarroico, antibiotico intestinale, cerotti, disinfettante etc..).

Ovviamente, mai partire senza un’ottima assicurazione di viaggio e, altro consiglio utile, la digitalizzazione di tutti i documenti da portarsi dietro su chiavetta USB, oltre alla registrazione sul sito del ministero degli esteri nella sezione dove siamo nel mondo.

Nel salutarvi, il prossimo appuntamento sarà al mio ritorno quando, a caldo, cercherò di trasmettervi le emozioni vissute in questo  lungo ed avventuroso viaggio.

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Articolo pubblicato il
Autore: Enrico Guala
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