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Il Jüdisches Museum: il museo ebraico di Berlino

Se vi recate a Berlino per un weekend, vi consiglio di visitare il museo ebraico di Berlino, il Jüdisches Museum, il più grande d'Europa

Il Jüdisches Museum: il museo ebraico di Berlino

photo credit: Di Studio Daniel Libeskind (Architecture New Building); Guenter Schneider (photography) - Studio Daniel Libeskind (Architecture New Building); http://www.guenterschneider.de/index_x.php, CC BY 3.0

Il Jüdisches Museum, il museo ebraico di Berlino, è il più grande museo di questo popolo in tutto il Vecchio Continente,  dove si raccontano due millenni di storia degli ebrei in Germania. Nella galleria, l'architettura stessa sembra essere "opera d'arte", comunicando attraverso messaggi simbolici e inusuali, sensazioni fisiche e spirituali destinate a rimanere impresse nella mente. La visita al Jüdisches Museum presuppone la capacità di recepire le sensazioni che la struttura architettonica intende dare, pertanto consiglio di recarvi in solitudine, oppure con la consapevolezza di scoprire un monumento alla memoria.


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LA STORIA DEGLI EBREI IN GERMANIA
 
Nel museo viene mostrata la storia della minoranza ebraica in Germania. La collezione comincia con sale dedicate agli insediamenti medievali lungo il Reno, in particolare a quelli di Spira, Worms e Magonza.

Il periodo barocco è osservato attraverso gli occhi di Glickl bas Judah Leib (1646-1724, conosciuta anche come Glückl von Hameln), che ha lasciato un diario in cui racconta dettagliatamente la propria vita di donna d’affari ebrea ad Amburgo. Segue uno spazio dedicato all’eredità intellettuale e personale del filosofo Moses Mendelssohn (1729-1786); a queste due figure si accompagnano ritratti di ebrei di ogni condizione sociale.

L’epoca dell’emancipazione nel XIX secolo si presenta all’insegna dell’ottimismo, di successi e prosperità, ma non mancano momenti di disillusione e battute d’arresto testimoniati dagli oggetti esposti.

Il XX secolo si apre con i soldati ebrei tedeschi che combattono per il proprio paese durante la Prima guerra mondiale. 

Nella sezione dedicata al periodo nazista, l'attenzione è rivolta al modo in cui gli ebrei reagirono alla discriminazione crescente, ad esempio fondando scuole e associazioni ebraiche. Dopo la Shoah, 250.000 sopravvissuti attendono nei campi profughi di poter emigrare; allo stesso tempo, si vanno formando piccole comunità ebraiche nella Germania dell’Ovest e in quella dell’Est.

La collezione si conclude con l’emigrazione in Germania di 200.000 ebrei provenienti dai paesi dell’ex Unione Sovietica: si apre un capitolo nuovo, ancora da scrivere, della vita degli ebrei in Germania.

 video credit: Luanny Teixeira

IL MUSEO EBRAICO DI BERLINO, IL JÜDISCHES MUSEUM

L'edificio, costruito dall'architetto Daniel Libeskind, è un  grande esempio di architettura del XX secolo: il disegno, la forma, lo stile e gli interni, sembrano essere una metafora della tragedia che milioni di ebrei hanno subito durante l'Olocausto. Visto dall’alto, l’edificio ha la forma di un fulmine, spesso interpretato come una stella di David spezzata, e la sua minimale costruzione con le pareti di acciaio, è carica di simbolismo. La struttura, chiamata Between the lines da Libeskind, ha alla sua base 3 percorsi:

- la strada dell’Esclusione che conduce all’Holocaust Tower: una torre vuota e buia di 24 metri;

- la strada dell’Esilio che conduce al giardino E.T.A Hoffman: una foresta di colonne di cemento inclinate;

- i Void: stanze vuote dalle mura nere che simboleggiano la distruzione della cultura ebraica.

Il giardino dell'esilio E.T.A Hoffman del museo ebraico di Berlinophoto credit: I, PhilippN [GFDL, CC-BY-SA-3.0 or CC BY-SA 2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons

Il visitatore, durante il cammino, è costantemente invitato alla riflessione e alla memoria del popolo ebraico e della sua millenaria storia in Germania. Il cammino è molto emozionante e lascia spazio a momenti di meditazione. La visita si sviluppa attraverso tredici epoche storiche che ripercorrono la cultura ebraico-tedesca dal Medioevo ai nostri giorni; in questo viaggio, il tema dell’esilio e dell’inizio di una nuova vita in altre terre, con particolare attenzione all’esodo forzato degli ebrei tedeschi, è al centro della mostra. Nel museo ci sono anche una ricca biblioteca, un archivio di oltre 700 dossier di documenti e fotografie riguardanti alcune famiglie ebraiche dal XVIII secolo ad oggi, una raccolta Judaica (Judaica-Sammlung) di oggetti di vita quotidiana. Sono presenti inoltre, numerosi spazi interattivi e multimediali che descrivono gli stretti rapporti tra la storia ebraica e quella tedesca. Il museo è anche un luogo dove si organizzano numerose manifestazioni, concerti, workshops e proiezioni.

La struttura è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 20; il lunedì dalle ore 10 alle 22. L'ultima entrata è prevista un'ora prima della chiusura. Il biglietto costa 8 €.

In occasione della Giornata della memoria, il Jüdisches Museum rappresenta un luogo imperdibile per riflettere sul più grande crimine contro l'umanità e sulle pagine più tragiche della storia d'Europa.
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