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Il cammino delle estancias: l'Argentina gesuita di Papa Francesco

Alla scoperta del cammino delle estancias gesuite nell'Argentina di Papa Francesco

Il cammino delle estancias: l'Argentina gesuita di Papa Francesco

“Lo sono andati a prendere dalla fine del Mondo” disse Papa Francesco quando venne eletto Pontefice  il 13 marzo 2013. E da quando il nuovo Papa si è insediato a Roma, inaugurando una new wave nel modus operandi del Vaticano e dei suoi ministri, una nuova finestra è stata spalancata sul Sud America e in particolare sull’Argentina, terra da cui proviene Papa Bergoglio.

Primo Papa proveniente dal continente americano, Francesco I è anche il primo pontefice ad appartenere all’ordine dei Gesuiti che, proprio in Sud America, ha iniziato la propria opera di evangelizzazione a partire dalla seconda metà del XVI secolo con le prime missioni in Brasile, volte a convertire il popolo guaranì. Da allora la presenza gesuita si è allargata a tutto il continente, lasciando imponenti tracce del proprio passaggio non solo nella cultura ma anche e soprattutto nell’architettura e nel paesaggio.

Stiamo parlando delle cosiddette “riduzioni” o reducciones, piccole municipalità che i gesuiti costruivano per evangelizzare piccole porzioni di popolazioni nei territori di confine fra Brasile, Argentina, Paraguay, Bolivia e Uruguay. Le riduzioni, chiamate anche estancias, si trovano principalmente nella provincia di Cordoba, nel nord dell’Argentina. La stessa Cordoba è sede della Manzana Jesuítica y Estancias de Córdoba, ex missione oggi sede dell’università locale. La Strada delle estancias, che si sviluppa per circa 250 km, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2000.

Partiamo dalla prima estancia: Caroya. E’ uno dei primi stanziamenti gesuiti nell’area. Come ogni municipalità Caroya era costituita da una chiesa ed una serie di edifici annessi ove si svolgeva  la vita comune. Questi luoghi vennero parzialmente distrutti a seguito della cacciata dei gesuiti del 1767 e ricostruiti dopo il 1853.

Seconda, ma non per importanza, la Estancia Jesuítica Jesús María, a 4 km a nord di Caroya. Questa municipalità venne fondata nel 1618 ed aveva come vocazione commerciale quella della produzione del vino e dei cereali. Di gran pregio la chiesa a navata unica con la cupola situata alle spalle della facciata anteriore. Fanno parte del complesso anche l’antica residenza operaia ove i piccoli produttori della municipalità condividevano spazi comuni come il dormitorio e il refettorio: una delle sale è oggi adibita a Museo Jesuítico Nacional.

Chiesa Gesuita, sede del Museo Liniers, Alta Gracia, Cordoba, ArgentinaA 70 km a nord di Cordoba si trova, invece, l’Estancia Jesuítica Santa Catalina, la più grande delle sei estanciasQui colpisce la delicata chiesetta barocca dedicata a Santa Catalina, anch’essa mononavata e a croce latina; anche Santa Catalina fu un centro di produzione agricola e viene ricordata soprattutto per le opere di alta ingegnerie idraulica che sopperirono alla grave mancanza d’acqua nella zona. Qui, inoltre, si allevavano ovini ed erano presenti ben due mulini.

Procedendo a sud di Cordoba, invece, si incontra Alta Gracia y Casa del Virrey Liniers. Fondata nel 1643, è una delle estancias più estese. La sua chiesa è oggi la diocesi principale della città mentre l’antica residenza operaia è oggi sede del Museo Nacional Casa del Virrey Liniers. Quest’ultimo si compone di 17 sale dedicate alla storia e alla vita della provincia di Cordoba dal XVII al XIX secolo: esempio massimo di barocco americano, presero parte alla sua costruzione gli architetti gesuiti Prímoli, Bianchi, Kraus e Harschl.

Spostandosi verso nord est, invece, si trova l’estancia de la Candelaria. Nascosto nella sierra argentina, questo centro era dedito all’allevamento intensivo del bestiame. Oggi restano da visitare il mulino, i condotti dell’acqua da irrigazione e le rovine dell’antica fattoria (corrales). Si tratta di una tipologia unica nel suo genere nella provincia di Cordoba: questa estancia, infatti, rappresenta una struttura intermedia tra il fortino militare e la municipalità gesuita.

Un itinerario diverso, tra storia, fede e cultura che vi attende "alla fine del mondo".
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