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I viaggi di Maria Callas: la Grecia

La prima tappa di un viaggio alla scoperta dei luoghi che hanno fatto da scenografia ai successi, agli amori e alla tormentata vita di Maria Callas, donna simbolo non solo per la Grecia, ma per il mondo intero

I viaggi di Maria Callas: la Grecia

"Quella voce ci affascinò come un sortilegio, un prodigio che non si poteva definire in alcun modo, la si poteva soltanto ascoltare come prigionieri di un incantesimo, di un turbamento mai esplorato prima. 

Ma non si può rendere appieno la tempesta di emozioni che suscitava in chi l'ascoltava per la prima volta. Perché Maria è un regalo di Dio che non si può definire nel tempo: Maria c'è sempre stata e ci sarà per sempre".

Questa, la frase di Franco Zeffirelli per descrivere la voce fatta persona, il più grande mito greco di tutti i tempi: Madame, la "Divina" Maria Callas
Eleganza, classe, ambizione, teatralità, presenza scenica ed estensione vocalica sopra la media, sono solo alcuni dei termini con cui si era soliti descrivere Anna Maria Cecilia Sophia Kalogeropoulou.
Un'esistenza ricca di successi e fama che, però, non hanno mitigato il carattere ombroso, ostinato e ribelle del più grande soprano di tutti i tempi.

Gli amori infelici, la carriera sfolgorante e la morte ammantata di mistero, ancora oggi, suscitano un forte interesse per questa personalità così eclettica e tormentata, tale da renderla un mito immortale. 

Maria Callas in un'immagine catturata durante uno dei suoi spettacoli a teatroConcepita nell'assolata Grecia,  ma nata nella fredda New York da genitori greci, di Sophia Cecilia Kalos, così registrata all'anagrafe, per lungo tempo si è ignorata anche l'esatta data di nascita: l'anagrafe riporta il 2 dicembre 1923, il passaporto il 3, mentre Maria e sua madre prediligevano il 4 dicembre, in onore di Santa Barbara, santa a cui la Callas si sentiva molto legata, per la forza di carattere e l'intraprendenza.

Di costituzione robusta sin dalla nascita - cruccio che condizionerà la sua intera esistenza - secondo i resoconti materni, Maria mostrò subito l'attitudine per il canto e l'interpretazione: difatti, si racconta che la sua voce eterea e melodiosa creò un ingorgo stradale all'altezza della 192° strada, a Manhattan, perché gli automobilisti restavano rapiti dal canto e si fermavano, rapiti, ad ascoltare. 

Dopo un incidente che la costrinse al coma per 22 giorni e dopo la separazione dei genitori, Maria, sua madre e sua sorella, lasciarono New York e tornarono ad Atene, riassumendo il cognome originale.
Grazie alla bravura e all'interesse mostrato per la musica e il canto, la giovane Maria fu ammessa al Conservatorio di Atene, diplomandosi in pianoforte, in canto e in lingue. 

L'elegante facciata del Teatro Nazionale di Atene
Nel 1939 ci fu il vero debutto interpretando il ruolo di Santuzza in "Cavalleria Rusticana" di Mascagni. L'amicizia e la guida della grande Elvira de Hidalgo - celebre soprano spagnolo - sancirono una svolta nella vita della piccola Maria: virtuosismi vocali e interpretazioni drammatiche la imposero sulla scena lirica greca. Ingaggiata dal Teatro Nazionale della Grecia ad Atene, il 1941 fu l'anno del suo debutto da professionista.

 1941 - Teatro Nazionale di Atene: Maria Callas in Beatrice in Boccaccio di Franz von SuppéDa questo momento in poi, nonostante le avverse condizioni dettate dallo scoppio della guerra, è tutto un crescendo: le musiche eseguite per "Il Mercante di Venezia" al Teatro Reale, l'interpretazione di Beatrice nel "Boccaccio" al Palais Cinéma, la tormentata "Tosca" messa in scena all'Helleniki Ethnicon Skini, il Fidelio di Beethoven,  fanno della Callas un personaggio insosistuibile nel mondo lirico. 

Memorabili le sue performance a Salonicco nel 1945: non solo lirica, ma anche canti popolari della tradizione greca, arricchiti da melodramma e interpretazioni d'arte drammatica. La leggenda narra di una Maria impegnata nel doppio ruolo di Desdemona e Otello, modulando la voce, passando da soprano a tenore. 

La Callas è Tosca con il baritono Titos Xiréllis


Le luci della ribalta erano tutte per lei, la Grecia viveva per lei. E lasciarla, per la Callas, fu uno strazio: il suo carattere inquieto, la voglia irrefrenabile di scoprire nuovi luoghi e mettersi alla prova, confrontandosi su palconescini internazionali, uniti alla fama, al clamore, all'ambizione, la portavano lontano da lì, dal luogo che l'avrebbe sempre protetta. Doveva tornare in America, nella sua città natale, non per essere la più brava. Doveva essere l'"unica".

Ed è forse allontandosi dalla "sua" Grecia che iniziò il vero declino di questa immensa artista, un viaggio che la cambierà molto, non solo come persona, ma anche fisicamente....ma questo è un altro viaggio di Maria Callas, è un'altra storia.

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